Scuola

I risultati delle prove Invalsi illustrati dall’assessore Jean-Pierre Guichardaz e dalla sovraintendente Marina Fey

Nelle scuole superiori la Valle d’Aosta è tra le regioni migliori in italiano e matematica ed eccelle nell’inglese delle terze medie

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L’assessore regionale al Sistema educativo Jean-Pierre Guichardaz e la sovrintendente agli studi Marina Fey
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AOSTA (mye) La scuola valdostana è inclusiva, di qualità, in evoluzione e digitale. I risultati delle prove Invalsi, standardizzate a livello nazionale, sono stati letti in quest’ottica dall’assessore regionale al Sistema educativo e alle Politiche per le relazioni intergenerazionali Jean-Pierre Guichardaz e dalla sovraintendente agli studi Marina Fey, nella conferenza stampa di mercoledì scorso, 16 luglio, nella sala conferenze della biblioteca regionale Bruno Salvadori ad Aosta. La presenza in sala di alcuni dirigenti scolastici e sindacalisti ha anche stimolato un commento a margine: se nelle prove standard gli studenti valdostani sono in linea o sopra la media nazionale, come mai ci sono così poche eccellenze, soprattutto all’esame di Stato? “Ho proposto ai sindacati di creare un contratto integrativo regionale ha spiegato l’assessore Guichardaz – ma non siamo ancora riusciti a discuterne. Prevederebbe, ad esempio, un accento sui corsi di aggiornamento dato che alcuni docenti ne seguono diversi, su temi dalla valutazione alla motivazione, ma tanti non ne seguono nessuno”. “Per ora – ha aggiunto Jean Pierre Guichardaz – abbiamo accelerato sull’aggiornamento della legge regionale sull’istruzione – la numero 18 del 3 agosto 2016 – così da non dover discutere ogni anno passaggi fondamentali, come il bonus docenti, allargato anche a docenti ed educatori a tempo determinato; la possibilità di concedere premi, in denaro o sotto forma di opere artistiche o artigianali; ma, soprattutto, la legge specifica gli esoneri di personale docente per attività di supporto al dirigente scolastico. Entro fine mese le Istituzioni scolastiche ancora scoperte saranno affidate in reggenza ai dirigenti già in ruolo da anni. Gli esoneri sono pensati per loro, per assicurare un supporto nella scuola non di titolarità, dove ci saranno più docenti ad aiutarli”.

Psicologo a scuola
Quindi, entro giovedì 31 luglio le scuole superiori individueranno i professionisti per il ruolo di “psicologo scolastico”, che sia di supporto, non con un approccio terapeutico ma più didattico, a docenti, personale, studenti e famiglie. “Grazie a fondi europei potremmo dare il contributo anche per le scuole paritarie – precisa l’assessore Jean-Pierre Guichardaz – e, speriamo, anche alle scuole medie, nel 2026-2027. Periodicamente i dati verranno raccolti e processati dalla cabina di regia del progetto, per avere un quadro del disagio e dei punti di forza, per mappare le problematiche sul territorio. Abbiamo visto che in questi anni politiche mirate hanno restituito risultati più soddisfacenti”.

I risultati
Gli esami finali del primo ciclo (scuole medie) hanno registrato per il 60 per cento (700 studenti su 1199) voti tra 7 e 8, con 22 dieci e 22 “10 e lode”. Degli 889 studenti delle quinte superiori, quasi il 64 per cento ha ottenuto una valutazione tra il 61 e l’80, su 100 punti, ma solo una trentina è arrivato al 100 e un paio al 100 e lode. “Dal prossimo anno l’esame non sarà più di Stato ma torna ad essere di maturità precisa la sovraintendente Marina Fey – inteso non solo come calcolo numerico dei punteggi per la sufficienza, ma come una prova in cui lo studente mette in campo competenze che non siano solo scolastiche”.

Adesso i maturandi possono anche chiedere di sostenere la certificazione di francese: per il livello B2 (Delf) l’esame è stato superato dal 75,52 per cento, mentre per il livello C1 (Dalf) dal 46,48 per cento. Invece è già stato raggiunto l’obiettivo di ridurre la dispersione, cioè l’abbandono scolastico, per la quale le scuole hanno anche ricevuto fondi del PNRR. In Valle è soprattutto maschile ed è scesa drasticamente dal 14,1 per cento del 2021 al 10,4 del 2025.

Le prove Invalsi
Il buon livello delle competenze, che diventa dispersione implicita per chi è sotto il minimo richiesto, emerge invece dalle prove Invalsi. La Valle d’Aosta è tra le regioni migliori in italiano e matematica nelle scuole superiori ed eccelle nell’inglese delle terze medie. Le fragilità emergono non tanto alle medie, in leggera flessione per italiano e matematica, ma alle superiori, dove gli studenti vanno bene in italiano, ma quasi il 40 per cento alla fine degli studi è inadeguato in matematica. La novità è la valutazione delle competenze digitali nelle classi campione di seconda superiore, dove tutti gli studenti hanno raggiunto livelli medi o alti in alfabetizzazione, comunicazione e collaborazione, creazioni di contenuti digitali, sicurezza.