AOSTA Saint-Vincent Châtillon - Grand Combin, sabato scorso, 28 marzo, è stata sospesa al settimo minuto del secondo tempo quando i termali vincevano 3-1, in seguito a una accesa discussione tra un giocatore del Saint-Vincent Châtillon e l’arbitro. Circostanza che è costata una squalifica di 2 anni e mezzo (fino al 30 settembre 2028) per il calciatore William Rosso e la partita persa a tavolino (3-0) per i termali.
«Il calciatore della società Saint-Vincent Châtillon, Rosso William - si legge nel comunicato Figc - a seguito del provvedimento disciplinare dell’ammonizione, si scagliava con fare estremamente minaccioso ed irriguardoso nei confronti dell’arbitro e quest’ultimo estraeva nei suoi confronti il cartellino rosso. A seguito di tale provvedimento disciplinare, il succitato calciatore colpiva l’arbitro tra il petto ed il collo, spingendolo e facendolo cadere a terra; l’arbitro, vista la situazione di estrema violenza, aggressività e pericolosità per la sua incolumità fisica, il forte dolore provocato e lo stato di agitazione emotiva, sanciva la fine anticipata dell’incontro. Vista l’azione impetuosa ed incontrollata, connotata da una volontaria aggressività del calciatore Rosso William, a seguito della quale il direttore di gara subiva lesioni accertate e diagnosticate da referto medico rilasciato dal pronto soccorso di Aosta», il giudice sportivo ha deciso per la squalifica di 2 anni e mezzo per il calciatore e la sconfitta a tavolino 3-0 per il Saint-Vincent Châtillon.
Nei giorni scorsi la società, in un post su Facebook, aveva definito «sbagliato e grave il gesto del nostro tesserato nei confronti del direttore di gara. Ci scusiamo in primis con l’arbitro per la mancanza di rispetto nei confronti dell’uomo e del ruolo che ricopre. Chiediamo scusa anche al pubblico presente e ai nostri avversari. Conosciamo bene il nostro ragazzo e il suo lato umano, è sempre stato un esempio di educazione e siamo sicuri che da questo errore e fatto isolato possa trarre il meglio per il proprio futuro. Proprio per questo è mortificato ed ha avuto modo di parlare e scusarsi con il direttore di gara».
Scuse che però non risultano alla Figc, tanto che nel comunicato ufficiale si legge che «il calciatore in questione non abbia nemmeno chiesto scusa o si sia in qualche modo scusato al termine dell’incontro o successivamente ad esso» e per questo «pare opportuno applicare una sanzione superiore al minimo edittale previsto».