AOSTA (cex) Venerdì prossimo, 29 agosto, avremo la possibilità di rivedere sulle nostre strade Jarno Wydar, il belga dominatore degli ultimi 2 Giri della Valle d’Aosta, ed i migliori under 23 del mondo. Il Tour de l’Avenir – nato nel 1961 come l’espressione dilettantistica del Tour vero e proprio ed ideato soprattutto per aprire le porte del ciclismo occidentale agli atleti dell’Europa dell’Est e per lanciare i giovani talenti – vede per la sua 61esima edizione 27 squadre partecipanti di 26 nazioni più la formazione internazionale creata dal World Cycling Centre.
Hanno partecipato all’Avenir tutti i più grandi campioni del ciclismo da Felice Gimondi (vincitore 1964, uno dei 4 italiani con Giambattista Baronchelli, Giacomino Denti e Guido De Rosso) compreso il vincitore del 2023 Isaac Del Toro, il messicano grande protagonista al Giro d’Italia quest’anno, in maglia rosa sino alla Verrès-Sestriere, penultimo atto della corsa rosa.
Come nel 2024 il Tour de l’Avenir ritorna a La Rosière ma questa volta attraversa per 2 volte il Colle del Piccolo San Bernardo. La corsa partita oggi – sabato 23 – con una cronometro individuale da Tignes si chiuderà venerdì 29 con 2 semitappe a La Rosière. La prima partirà per attraversare il Piccolo San Bernardo a 2.188 metri, scendere a La Thuile, neutralizzazione per non correre rischi in discesa e partenza da Morgex con chilometro zero alle 9 per gli uomini e alle 9.30 per le donne, risalita al Col San Carlo-Tete d’Arpy a 1.951 ed arrivo dopo 41,6 chilometri e 2.311 metri di dislivello a La Rosière.
Poi sarà la cronoscalata da Montvalezan ai 1.850 di La Rosière come seconda semitappa decisiva della corsa. Il percorso è stato modificato dopo una prima ipotesi di affrontare anche le salite della collina di La Salle e di Courmayeur.
In tanti in Francia confondono Aoste con Vallée d’Aoste, quante volte ci siamo sentiti paragonare dai transalpini al jambon del paesino di 2.500 abitanti dell’Isère famoso per il suo prosciutto. Ebbene curiosamente la seconda tappa del Tour de l’Avenir domani, domenica, partirà verso Saint-Galmier da Aoste, quella francese, quella del jambon, per transitare venerdì nella nostra Vallée d’Aoste. È curioso che sia il ciclismo a dirimere la storica “querelle du jambon”.
Cesarino Cerise



