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GIRO D’ITALIA, SPETTACOLARE TAPPA VALDOSTANA CHE PERÒ NON DECIDE LA CORSA, OGGI - SABATO - IL VIA DA VERRES

Il gregario francese Nicolas Prodhomme ha trionfato a Champoluc dopo una memorabile fuga davanti a Isaac Del Toro sempre più rosa

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Giornata di gloria per Nicolas Prodhomme al Giro d’Italia, arrivato in lacrime sul traguardo di Champoluc
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AOSTA (cex) Il tappone di Champoluc, che avrebbe dovuto sconvolgere e decidere il Giro d’Italia, vede il messicano Isaac Del Toro secondo guadagnare 2 secondi di abbuono e allontanare tutti gli altri dalla maglia rosa. Ieri, venerdì 30, nel giorno del trionfo del gregario francese 28enne Nicolas Prodhomme della Decathlon dopo ben 161 chilometri di fuga (iniziata nel biellese prima in 33 e poi con staccati tutti uno ad uno), Del Toro ha sempre controllato la corsa con lo squadrone Uae Emirates ed è stato attaccato a Antagnod, solamente a 6,7 km dal traguardo, da Richard Carapaz. La sua risposta è stata da padrone e i 2 hanno staccato Simon Yates e tutti gli altri.

Si potrebbe dire che la grande montagna ha partorito il topolino ma indubbiamente hanno inciso il caldo sole, le poche gambe, il poco coraggio e soprattutto la squadra e l’intelligenza del non ancora 22enne messicano che abita a San Marino nella stessa casa del promettente Giulio Pellizzari, nato 6 giorni prima.

Avevamo sperato che i 70 chilometri di salita, i 5.000 metri di dislivello, i 5 Gran Premi della montagna facessero della Biella-Champoluc, la 30esima della storia in Valle d’Aosta, il tappone decisivo e non poteva essere diversamente con 3 uomini in classifica in un fazzoletto di 51 secondi: 2 italiani come il “senatore” Damiano Caruso e proprio il baby Pellizzari, arrembanti come il re degli scalatori Lorenzo Fortunato. La corsa rosa del resto ha perso per strada i 2 grandi favoriti, Primoz Roglic a Brentonico e Juan Ayuso per la puntura di un calabrone, oltre a Giulio Ciccone per caduta e Antonio Tiberi crollato soprattutto sul Mortirolo.

Il via da Biella
A Biella si parte con almeno 7 uomini in corsa per il podio finale e 147 punti in palio per il Gran Premio della Montagna già vinto dal bolognese Lorenzo Fortunato, ieri non in giornata. Sulla Croce Serra vanno via in 4 con primo Mattia Cattaneo allo striscione e il tedesco Georg Steinhauser a vincere il traguardo volante di Pont-Saint-Martin. Da Verrès dipinto di rosa iniziano le grandi salite, vanno in fuga in 33 con uomini di valore come Antonio Tiberi, Romain Bardet. Wout Van Aert, Carlos Verona e Gianni Moscon. Sul Col Tsecore, la salita più difficile, passa per primo Christian Scaroni con i fuggitivi sgranati a sfidare i 26 gradi di temperatura e con i migliori a 2’49. In discesa rimangono in 23 con Alessandro Tonelli a vincere il traguardo volante di Chatillon. Da Chambave (gruppo a 3’35”) si sale sul Col Saint Pantaleon, dal versante più “dolce” rispetto a quello di Champagne del 1997. In vetta sono rimasti in 4 con il francese Nicolas Prodhomme ad anticipare Verona, Tiberi e Igor Arrieta e i big della classifica a 2’09”.

La salita al Col de Joux
A Saint-Vincent al traguardo volante Red Bull sono tornati in 7 i fuggitivi con abbuoni e vince Antonio Tiberi con gruppetto maglia rosa a 3 minuti e 10″. Sul Col de Joux, prima della picchiata su Brusson, è rimasto solo un increbile Prodhomme (1 sola vittoria in carriera pochi giorni fa al Tour of the Alps a Lienz in Austria), incitato a gran voce dalla folla che costeggia la strada. Il francese dell’Orne in Normandia scollina con 51 secondi sui 12 uomini di classifica guidati da Rafal Majka, Giulio Pellizzari e Isaac Del Toro a controllare con 3 compagni (fantastico Brendon Mc Nulty) e gli altri più soli, come Damiano Caruso e lo stanco Tiberi.

Il finale a Antagnod
Nel finale sul “dente” di Antagnod l’attacco di Carapaz, la risposta con grande sicurezza di Del Toro a 1 minuto dal francese Prodhomme e tutti gli altri staccati. Ai 6.200 metri dall’arrivo ci ha provato anche Pellizzari senza esito. A Champoluc il giorno più bello della carriera di Prodhomme, una vita da gregario nato a L’Aigle, davanti ad una grande folla festante con Del Toro secondo che ha guadagnato 2 secondi di abbuono in volata sull’ecuadoregno Carapaz a 58″, quarto Caruso e quinto Mc Nulty a 1’22” con caduta all’ultima curva di Pellizzari.

In classifica Del Toro ha ora 43 secondi su Carapaz, 1’21” su Yates, 2’32” su Gee, 3’36” sul siciliano Caruso, 5’16” su Bernal e 5’36” su Pellizzari. Pertanto, tutto è rinviato a oggi, sabato 31, sul Col delle Finestre, dopo una tappa come quella valdostana nella quale sono mancati Carapaz e soprattutto Yates, con Del Toro più sicuro che mai.

La partenza da Verrès
E’ stato in ogni caso un grande spettacolo nei 140 chilometri in Valle d’Aosta. Oggi, sabato, dopo 28 anni si riparte da Verrès con il castello da giorni illuminato in rosa. La presentazione con il cognein Paolo Mei e il via alle 10,45 dal villaggio nel piazzale della piscina, ultimi 11 nella nostra regione, poi Colle del Lys, la Cima Coppi al Colle delle Finestre e arrivo a Sestriere. Domani, domenica, si chiuderà a Roma davanti al Papa un Giro 108 dalle mille emozioni e sorprese.

Cesarino Cerise