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Ironman Tallinn 2025. Un viaggio di resistenza e cuore per Matteo Garino

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Matteo Garino a Tallinn
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AOSTA (btb) Dopo alcune gare di preparazione sabato scorso, 23 agosto, Matteo Garino ha affrontato l’Iron-man di Tallinn, una delle gare più dure e affascinanti del circuito mondiale, resa ancora più impegnativa dalla pioggia battente e dal freddo. Anche l’acqua si presentava a 17 gradi, ma questo non ha impedito all’atleta di Gressan di iniziare con una buona frazione di nuoto, chiusa in 1 ora e 6 minuti, 124esimo, mantenendo ritmo e lucidità nonostante la temperatura.

Poi è stata la volta della bicicletta. Oltre al freddo e alla pioggia, un forte dolore alla schiena ha accompagnato Matteo Garino per tutta la frazione, ma nonostante il problema ha portato a termine i 180 km in 4 ore e 49’, risalendo al 99esimo posto. “A questo punto ho pensato al ritiro – racconta Matteo Garino – perché le gambe giravano, ma la schiena mi stava bloccando. È stato in quel momento che il supporto della mia famiglia, presente lungo percorso, ha fatto la differenza. Le loro voci, i loro incoraggiamenti, mi hanno spinto a non mollare. Ho capito che non avrei potuto inseguire il tempo che avevo sognato, però potevo comunque onorare la gara e chi crede in me.”

Partito per la maratona, impostando un passo diverso, gestendo il dolore e correndo con la testa e con il cuore, è arrivato al traguardo dei 42 km in 3 ore e 17 minuti, non pensando più al crono, ma piuttosto a concludere con dignità e determinazione. Comunque il verdetto finale lo ha visto 83esimo assoluto su ben 1.087 classificati (oltre 150 i ritirati) con il tempo totale di 9h21’26”, 21esimo nella sua categoria degli S4 35-39 anni.

“È un risultato – commenta Matteo Garino – che, visto dall’esterno, può sembrare importante, ma che dentro di me ha il sapore della battaglia personale: quella contro il dolore, contro i pensieri negativi, contro la voglia di fermarmi. Non ricorderemo Tallinn 2025 come la mia gara perfetta, piuttosto come la gara che mi ha insegnato di più. Perché l’Ironman non è solo prestazione, è capacità di adattarsi, di lottare e di trovare nuova forza quando sembra che non ce ne sia più. E questa volta, quella forza l’ho trovata negli occhi e nelle parole della mia famiglia, che mi hanno permesso di tagliare il traguardo e portare a casa una medaglia che vale molto più di un tempo finale.”