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SPECIALE Giro d’Italia “Se nel 2011 mi avessero detto che nel 2025 sarei stato ancora qui non ci avrei mai creduto. E invece...”

Paolo Mei di Cogne, quindici anni da speaker. “Quel giorno a Torino, che emozione al debutto”

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COGNE (cex) Ben 24 edizioni del Giro d’Italia hanno avuto come speaker un valdostano. Prima Cesarino Cerise dal 1989 al 1997, incarico lasciato per l’assunzione in Rai, e poi dal 2011 Paolo Mei di Cogne. “Se nel 2011 mi avessero detto “nel 2025 sarai ancora lì” non ci avrei creduto. Invece è diventato un appuntamento fisso, sono cambiate tante cose, l’esperienza è cresciuta tanto. – racconta l’ex biker di Epinel – In Albania abbiamo trovato un popolo che parla benissimo la nostra lingua, molto vicino alle nostre tradizioni, anche il cibo non è molto diverso, anche se… il cibo italiano è imbattibile. Il traffico sulle strade è notevole, la bicicletta è assai poco diffusa, ma la Grande Partenza ha sempre il suo fascino.”

“Dopo la seconda tappa – racconta Paolo Mei – sono state le elezioni e Edi Rama, il primo ministro, si è confermato ai vertici politici albanesi. Ho avuto modo di intervistarlo, insieme al ministro dello Sport Ogerta Manastirliu ed entrambi, in perfetto italiano, si sono mostrati aperti e gentilissimi, oserei dire più “vicini” alla gente rispetto ai politici italiani, che sembrano forse più “irraggiungibili”.”

Il Giro d’Italia 108 torna in Valle d Aosta e l’arrivo di Champoluc probabilmente lo deciderà il Giro, per Paolo Mei sarà la sesta volta nella sua regione dopo Breuil Cervinia 2012, 2015 e 2018, Courmayeur 2019 e la sua Cogne nel 2022 dove è stato accolto alla vigilia a Epinel da un gruppo di amici con bandiere, spumante e un grande striscione. “La tappa da Biella a Champoluc sarà durissima. – dice Paolo Mei – La partenza da Verrès secondo me sarà bellissima e in quel paese hanno già assaggiato il rosa lo scorso anno con il Giro Next Gen e nel 1997, dopo l’impresa di Ivan Gotti a Cervinia.”

Il favorito del Giro? “Credo lo spagnolo Juan Ayuso che ha al suo fianco anche il messicano Isaac Del Toro, occhio ovviamente a Primoz Roglic. Giulio Ciccone credo che almeno una tappa la vincerà.”

Quali sono i tuoi ricordi più belli dell’avventura in rosa? “Il mio primo giorno al Giro d’Italia risale al lontano 7 maggio 2011. Tappa inaugurale da Venaria a Torino, una cronometro a squadre, una delle ultime viste al Giro, per giunta bellissima. Vinse la HTC Highroad di Mark Cavendish. Il primo a tagliare il traguardo fu Marco Pinotti, che vesti la maglia rosa. Io ero all’arrivo quel giorno e mi ricordo che fu come proiettarsi in un mondo totalmente nuovo. Ricordo la piazza Vittorio Veneto più piena di sempre con l’Adunata nazionale degli alpini. Fu un giorno memorabile per la città di Torino e ancora di più per me, che sino a quel momento facevo lo speaker per hobby. In quella giornata che iniziò la mia nuova vita, capii che avrei dovuto smettere come geometra ed iniziare a dedicarmi al nuovo lavoro, ma non potevo ancora sapere se sarebbe andato tutto a buon fine. Il Giro d’Italia è un evento complicato, lungo. Andò tutto bene, in piazza Vittorio Veneto, andando alle premiazioni, sentii qualcuno che urlava il mio nome, erano alcuni alpini di Cogne che erano lì per l’Adunata e volevano salutarmi. Feci le premiazioni e ricordo che andai in hotel a dormire, verso Alba, perché la seconda tappa partiva da li.”

“Quel primo Giro – continua Paolo Mei – fu un Giro strano, già reso triste dalla scomparsa di Pietro Ferrero qualche giorno prima, visto che Ferrero era lo sponsor della maglia rosa, e reso ancora più triste, 2 giorni dopo, dalla morte in corsa di Wouter Weylandt. Quel sabato 7 maggio a Torino, lo ricorderò per sempre, perché segnò l’esordio personale a una corsa che ha segnato in maniera indelebile la mia vita, prima da tifoso e adesso, dopo 15 edizioni, sono felice di essere una piccola parte della corsa rosa.”

Se Cesarino Cerise, l’indiscusso Guru degli speaker italiani, negli anni Novanta era solo a raccontare la tappa, fatta eccezione per le cronometro, Paolo Mei fa parte di uno staff collaudato in casa Rcs Sport con le altre “voci” Stefano Bertolotti e, in 11 tappe, Anthony Mc Crossan per l’inglese, poi l’intrattenimento a cura di Pasquale Carlucci alle partenze e di Juri Pianetti all’arrivo, con Mei impegnato anche a curare gli highlights dei momenti di maggiore interesse.