AOSTA (mm4) Sono trascorsi esattamente 30 anni da quella primavera del 1996 quando Sandro Mazzola insieme al fratello Ferruccio e al capo ufficio stampa della Regione Paolo Maccari attraversò piazza Chanoux dopo che, nella vicina sede dell’Assessorato del Turismo, aveva incontrato l’assessore Gino Agnesod, grande tifoso interista che con il popolare “Baffo” condivideva pure la passione del sigaro toscano.
Erano diretti nella sede dell’Aosta Calcio, con ingresso sotto i portici del Municipio, dove si trovava l’ufficio di Ferruccio Mazzola, allenatore la stagione precedente in C2 dei rossoneri e direttore sportivo in quel momento. Sandro, con l’inseparabile toscano all’angolo della bocca, salutò sorridente i parecchi che lo riconobbero e quel giorno vennero gettati le basi per l’intesa promozionale che portò l’Internazionale in ritiro a Sarre nelle successive 5 estati, con gli allenatori Roy Hodgson, Gigi Simoni e Marcello Lippi.
L’accordo venne chiuso nella sede dell’Internazionale il 10 aprile 1996, un mercoledì, da Sandro Mazzola e Paolo Maccari, con presente anche il presidente dell’Inter Club Aosta Anito Vierin. A curare i successivi aspetti organizzativi dell’ospitalità dei neroazzurri sul campo di Sarre e all’Hotel Etoile du Nord fu il compianto team manager Guido Susini, tuttavia il ruolo di Sandro Mazzola fu fondamentale per indirizzare il presidente Massimo Moratti verso la Valle d’Aosta.
Sandro Mazzola conservava ancora nella memoria le immagini sfocate di alcune gite nella nostra regione, bambino, con il papà Valentino e la mamma Emilia. Fu chiaramente il rapporto privilegiato con il fratello minore Ferruccio a consentire l’accordo per i ritiri precampionato che si inseriva perfettamente nell’ambito della strategia dell’epoca della Regione per la promozione turistica iniziata l’estate prima con la Juventus e che proseguirà negli anni successivi coinvolgendo altre importanti società del calcio italiano, come Napoli, Sampdoria, Parma, Torino e Reggina.
Fu sempre grazie a Sandro Mazzola che l’Inter decise di presentare la nuova squadra in piazza Chanoux ad Aosta il 30 luglio 1998, prima che i nerazzurri di Gigi Simoni prendessero parte all’edizione inaugurale del “Trofeo Valle d’Aosta” quando incontrarono il Parma di Alberto Malesani in ritiro a Morgex e La Salle, in uno stadio Puchoz completo in ogni settore e in diretta televisiva sulla Rai.
Il rapporto di amicizia con la nostra regione ed i suoi rappresentanti si confermò anche durante il periodo, dal 2000 al 2003, nel quale ricoprì il ruolo di direttore del Torino di Francesco Cimminelli, collaborando all’organizzazione dei ritiri dei granata a Epinel di Cogne sia in Serie A nel 2001 che in B nel 2002.
Nei valdostani che lo hanno conosciuto in quegli anni Sandro Mazzola lascia un ricordo bellissimo, con i suoi ragionamenti intelligenti, le sue storie appassionanti di calcio giocato e pure di calcio vissuto da dirigente. La sua scomparsa, avvenuta sabato scorso, a 83 anni, ha trasformato in ricordo negli appassionati di calcio la sua figura, raro esempio di un campione diventato campione come il padre Valentino, entrambi protagonisti con la Nazionale e vincitori di 9 scudetti in 2, 4 il figlio e 5 il papà, entrambi vere leggende del nostro sport.


