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UNA DELEGAZIONE DEL BASKET NUS FÉNIS AYAS E’ ARRIVATA IN GIAPPONE

Ingrandisci la foto: La delegazione del Basket Nus Fénis Ayas a Tokyo: da sinistra Andrea Frison, Cas Boy Issel de Schepper, Pascal Fosson, Giulio Munari, Luigi Prella, Laurent Favre, Mattia Polizia, David Sveica, Matteo Pieiller, Bénoît Belley, Gilles Favre, Thomas Bertucci e Nicholas Clapasson
La delegazione del Basket Nus Fénis Ayas a Tokyo: da sinistra Andrea Frison, Cas Boy Issel de Schepper, Pascal Fosson, Giulio Munari, Luigi Prella, Laurent Favre, Mattia Polizia, David Sveica, Matteo Pieiller, Bénoît Belley, Gilles Favre, Thomas Bertucci e Nicholas Clapasson
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AOSTA (btb) È iniziata con il lungo viaggio di mercoledì scorso, 12 agosto, l’avventura giapponese del Basket Nus Fénis Ayas, arrivato a Tokyo con una delegazione di giovani atleti e tecnici per vivere un’importante esperienza di confronto sportivo e culturale con alcune realtà della pallacanestro nipponica.

La prima giornata sul campo di giovedì ha subito regalato ai ragazzi un momento particolarmente significativo: 3 ore di allenamento insieme agli Shibuya Sunrockers, prestigiosa realtà del basket di Tokyo. Un lungo pomeriggio di lavoro nel quale i giovani valdostani hanno potuto allenarsi fianco a fianco con i coetanei giapponesi, confrontandosi con metodologie, ritmi e una cultura cestistica differente.

Un ’esperienza che rappresenta pienamente lo spirito con cui il Basket Nus Fénis Ayas ha costruito questo progetto: utilizzare la pallacanestro come occasione di crescita, incontro e scambio, permettendo ai ragazzi di conoscere realtà sportive e culturali molto lontane dalla propria.

La delegazione è guidata dal responsabile tecnico Andrea Frison ed è composta da Bénoît Belley, Thomas Bertucci, Nicholas Clapasson, Gilles Favre, Laurent Favre, Pascal Fosson, Cas Boy Issel de Schepper, Giulio Munari, Matteo Pieiller, Luigi Prella, Mattia Polizia e David Sveica.

Oggi, sabato 15, primo impegno agonistico, in un torneo internazionale, prova sul campo dopo l’intenso allenamento inaugurale. Dalla Valle d’Aosta a Tokyo, il viaggio è stato lungo, ma l’obiettivo è proprio questo: offrire ai ragazzi esperienze che vadano oltre il risultato di una partita e che possano lasciare qualcosa nel loro percorso sportivo e personale.