Da lì in poi, comincia il suo viaggio in solitaria contro il tempo. Il vantaggio “virtuale” sul tempo di Collé arriva anche a superare l’ora e trenta minuti, ma poi lo sforzo profuso presenta il suo conto sotto forma di forte dolore al tendine d’Achille. Alla base vita di Ollomont si fa trattare dai MassaggiaTOR e riparte dopo mezz’ora. Da lì in poi non si fermerà più fino al traguardo, stringendo i denti. Ora per lui è arrivato il momento di godersi una vittoria e un tempo da sogno, anche se in questi casi è sempre difficile parlare di record, visto il percorso cambiato rispetto al passato con il passaggio ai rifugi Bonatti e Bertone.
“Ho fatto davvero molta fatica nella prima parte della gara, perché non riuscivo proprio ad alimentarmi. Nonostante ciò, sono arrivato a Cogne – commenta Victor Richard – in prima posizione e ho cercato di dormire, perché avevo in programma di farlo. Non ci sono riuscito del tutto, ma almeno mi sono riposato un po’. Poi finalmente al Rifugio Coda ho mangiato un bel piatto di polenta e mi sono sbloccato: da lì in poi mi sono sentito davvero bene e ho iniziato finalmente la mia gara.”
Un po’ a sorpresa, il suo avversario principale non era Franco Collé ma Louis Calais. “Franco non dorme, io invece ho capito che bisogna farlo. Louis invece mi preoccupava molto, ho fatto gara su di lui, poi quando si è ritirato per assurdo sono andato in crisi, perché ho avuto un calo di tensione e mi sono sentito svuotato.”
Un problema al tendine d’Achille lo ha un po’ rallentato, nel finale. “Grazie all’intervento dei MassaggiaTOR a Ollomont sono tornato a camminare e poi correre.” Un momento di crisi lo ha avuto anche nell’ultimissima parte di percorso. “Mi sono addormentato tra il Rifugio Bonatti e il Rifugio Bertone, non ne potevo più. Poi per fortuna sono ripartito e sono riuscito a tagliare il traguardo.”
Victor Richard è contento di aver fatto segnare il nuovo record, ma sostiene che si possa anche fare meglio.“Potrei scendere a 62 ore e sono certo che qualcuno più rapido di me possa scendere sotto le 60 ore”. Ci proverà, ma non il prossimo anno. “Forse fra 2, ora mi godo questa vittoria.”
Victor Richard, 39 anni, è nato a Reims, in Francia, ma ha vissuto per molti anni a Saint-Georges-sur-Meuse, in Belgio, dove ha fondato Ultratiming, società specializzata nel cronometraggio di eventi sportivi. In Belgio, inoltre, ha incontrato la donna che sarebbe diventata sua moglie: la coppia ora vive nela Haute Savoie, a pochi chilometri da Chamonix, ma lui corre ancora con la bandiera del Belgio. Victor Richard, in ogni caso, non è nuovo ad imprese di questo genere in Valle d’Aosta. Dopo il 23esimo posto al Tor des Géants del 2015, il capolavoro arriva 4 anni dopo, nel 2019, con il secondo posto nella prima edizione del Tor des Glaciers, dietro solo a Luca Papi.
Quest’anno si è già regalato la vittoria all’Eiger Ultra-Trail, facendo il bis dopo il successo nel 2023. Nel 2024 ha conquistato la vittoria al Montreux Trail Festival e la SwissPeaks Trail.



