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CARENZA DI NEVE ANCHE GRESSONEY-SAINT-JEAN, MA NEL PONTE DELL’IMMACOLATA IL PAESE È STATO INVASO DAI TURISTI

Champorcher «tradita» dai cannoni, adesso si spera nelle basse temperature

Ingrandisci la foto: L’albero di Natale a Gressoney-Saint-Jean: nel ponte dell’Immacolata la località turistica ha registrato un ottimo afflusso di turisti
L’albero di Natale a Gressoney-Saint-Jean: nel ponte dell’Immacolata la località turistica ha registrato un ottimo afflusso di turisti
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CHAMPORCHER (mes) Risolti, almeno in parte, i problemi relativi al collaudo del nuovo impianto di innevamento, ora si aspetta solo il freddo. Le previsioni danno temperature in abbassamento per le prossime ore, e la speranza è che il fine settimana possa regalare delle belle sciate. Nel ponte dell’Immacolata appena trascorso, la stazione di Champorcher – che fa parte del Monterosa Ski – aveva dovuto fare i conti con alcuni inconvenienti verificatisi con il collaudo dell’impianto per l’innevamento artificiale, costato 14 milioni di euro. Problemi quasi del tutto risolti, riferisce Giorgio Munari presidente della società di gestione.

«Abbiamo sistemato i malfunzionamenti che si sono presentati nella parte bassa del comprensorio di Champorcher. – afferma Giorgio Munari – Per la parte alta ci stiamo lavorando, servirà ancora qualche giorno. Si tratta, come si può immaginare, di operazioni molto complesse. L’importante però è dare il via alla stagione e potremo farlo solo se arriverà il freddo e si potrà “sparare”».

Una questione, quella delle basse temperature necessarie per la produzione della neve artificiale, che riguarda non solo il comprensorio di Champorcher ma ovviamente tutta la Valle d’Aosta. « L’anno scorso a dicembre faceva molto più freddo, – prosegue Giorgio Munari – quest ’anno purtroppo la situazione per il momento non è esaltante». E sta vivendo lo stesso inconveniente anche un’altra stazione minore che si trova a quote non elevate, come Gressoney-Saint-Jean. Visto che non nevica, si attende il freddo per poter almeno mettere in funzione i cannoni.

E nonostante la carenza di neve, il ponte dell’Immacolata comunque ha fatto registrare una notevole affluenza turistica a Gressoney-Saint-Jean, confermando ancora una volta la capacità del paese di attrarre visitatori non solo appassionati di sci alpino. «È vero, gli impianti del Weissmatten, compreso lo snow park, sono rimasti chiusi per mancanza di neve, – afferma il sindaco Mattia Alliod – ma i numerosi turisti presenti hanno potuto contare su altre proposte e attività, vivendo comunque un fine settimana ricco e positivo. Tirando le somme, è stato senza dubbio un fine settimana riuscito. Desidero ringraziare sinceramente tutti coloro che, con determinazione e passione, hanno lavorato per rendere possibile l’apertura di un anello di sci nordico di 1 chilometro e la pista di pattinaggio, entrambe in zona Gover. Un impegno non scontato, che è stato molto apprezzato da residenti e ospiti » .

Ottimo riscontro anche per gli eventi: l’accensione dell’albero di Natale, la Festa della Toma di Gressoney, lo show cooking, i mercatini, «ormai un appuntamento classico che piace e funziona, e la novità della casetta di Babbo Natale dedicata ai più piccini, che ha regalato sorrisi ed entusiasmo alle famiglie » . Appuntamenti che «hanno contribuito a creare un clima festoso e accogliente. Un ringraziamento è d’obbligo anche al la pro loco di Gressoney- Saint-Jean e a Roberto Ronc e René Bétemps dell’Onaf-Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggi, che per l’occasione hanno raccontato e fatto scoprire al pubblico la storia, le qualità e le curiosità della “regina dei formaggi” di Gressoney: la nostra toma, autentico prodotto d’eccellenza del territorio. Grazie anche al Gruppo folkloristico di Gressoney, che con la sua presenza ha saputo valorizzare le nostre tradizioni. Ora guardiamo avanti, in attesa della neve o di temperature più basse che permettano l’innevamento artificiale, per poter offrire anche ciò che è mancato in questi tre giorni e completare al meglio l’offerta invernale della nostra località» conclude Mattia Alliod.