Turismo

CONVEGNO INTERNAZIONALE OSPITATO - LUNEDÌ E MARTEDÌ SCORSI, 15 E 16 DICEMBRE - DALL’UNIVERSITÀ DELLA VALLE D’AOSTA

«Vivere di turismo, ma di quello buono». Il fenomeno dell’overtourism passato ai raggi x

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AOSTA (fci) «Du surtourisme à l’antitourisme? Discours, formes et évolution du tourisme de masse» è il titolo del convegno internazionale ospitato – lunedì e martedì scorsi, 15 e 16 dicembre – dall’Università della Valle d’Aosta : un momento di confronto di alto profilo che ha riunito accademici, operatori del settore turistico, rappresentanti delle istituzioni e studenti, per affrontare in modo approfondito e non ideologico uno dei temi più dibattuti del turismo contemporaneo.

L’iniziativa, promossa dall’Università della Valle d’Aosta e nello specifico dal professore Alessandro Cavaliere, è stata realizzata con il supporto di numerosi partner istituzionali e di categoria: Regione, Camera Valdostana delle imprese e delle professioni, Comune di Aosta, Do.Ri.F. Università (Centro di documentazione e ricerca per la didattica della lingua francese nell’Università italiana), Adava Associazione degli Albergatori della Valle d’Aosta, oltre ad altri enti e soggetti impegnati nello sviluppo e nella promozione del territorio.

Nel corso della prima giornata i lavori hanno avuto un taglio prevalentemente teorico e scientifico, concentrandosi sull’analisi dei concetti di surtourisme e antitourisme, sulle narrazioni mediatiche e sulle interpretazioni sociologiche del turismo di massa. I relatori hanno evidenziato come il dibattito pubblico tenda spesso a semplificare fenomeni complessi, riducendo l’overtourism a una questione puramente quantitativa, mentre si tratta in realtà di un problema di equilibrio tra comunità ospitante e comunità ospitata, nonché di sostenibilità ambientale, sociale ed economica.

La seconda giornata è entrata maggiormente nel vivo delle questioni operative e territoriali, suscitando particolare interesse tra gli studenti, gli imprenditori turistici e i funzionari della pubblica amministrazione presenti in sala. Sono stati messi in relazione i modelli teorici con esperienze concrete, casi di studio e scenari di governance, rendendo il confronto particolarmente dinamico e partecipato. Sono stati particolarmente apprezzati gli interventi di Magda Antonioli, docente dell’Università Bocconi e Presidente dell’Osservatorio Nazionale del Turismo, e di Alexandros Vassilikos, Presidente di HOTREC.

Magda Antonioli si è soffermata sull’importanza, tanto per il decisore pubblico quanto per gli imprenditori privati, di poter disporre di dati affidabili, omogenei e costantemente aggiornati prima di assumere decisioni strategiche. Ha inoltre evidenziato come non sia corretto parlare di overtourism se con tale termine si intende semplicemente il tutto esaurito nelle località turistiche in occasione delle festività natalizie o nei periodi di punta come la settimana di Ferragosto, sottolineando la necessità di distinguere tra fisiologici picchi stagionali e reali situazioni di squilibrio strutturale.

Il runner Franco Collé ha evidenziato le numerose opportunità, ma anche le criticità da governare con attenzione, legate ai grandi eventi sportivi in montagna, mentre il presidente Adava Luigi Fosson ha ripercorso l’evoluzione del turismo in Valle d’Aosta dalla fine degli anni Settanta a oggi. Luigi Fosson ha sottolineato come il vero rischio di overtourism la Valle d’Aosta lo abbia vissuto negli anni Ottanta, quando centinaia di pullman di sciatori giornalieri percorrevano quotidianamente le valli, evidenziando che parlare oggi di overtourism in Valle d’Aosta, senza un’adeguata contestualizzazione, non sia corretto.

Nel suo intervento, Alessandro Cavaliere, docente di dinamiche socioeconomiche del turismo all’Università della Valle d’Aosta (oltre che albergatore a Courmayeur ed Aosta, delegato nazionale in Hotrec e già presidente Adava) ha posto l’accento sulla necessità di costruire un nuovo patto per il turismo, richiamando l’attenzione sul peso delle parole e sull’importanza di evitare approcci ideologici. Alessandro Cavaliere ha evidenziato come molte destinazioni turistiche, a partire dagli anni Ottanta, si siano progressivamente svendute inseguendo qualsiasi tipo di mercato, compromettendo il valore dei territori. Un percorso che, fortunatamente, la Valle d’Aosta non ha intrapreso e che occorre continuare a evitare, puntando su qualità, equilibrio e sostenibilità complessiva.

Il convegno si è confermato un’impor tante occasione di confronto tra mondo accademico, istituzioni e operatori del settore, offrendo spunti concreti per affrontare le sfide future del turismo con consapevolezza, responsabilità e una visione di lungo periodo, nel rispetto dell’identità e delle comunità dei territori alpini.