Turismo

INTERVISTA Parla Pietro Imbimbo Roullet, dell’Hotel Bellevue di Cogne, nuovo presidente dei Jeunes Hôteliers Valdôtains

«Viviamo in una regione piccola, ricca di realtà legate alla cultura e all’ospitalità: il primo passo è scoprirle e comprenderle»

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Pietro Imbimbo Roullet è il nuovo presidente dei giovani Adava
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COGNE (pcy) È Pietro Imbimbo Roullet, della famiglia proprietaria dell’Hotel Bellevue di Cogne, il nuovo presidente dei Jeunes Hôteliers Valdôtains (JHV), affiancato da Jennyfer Lale Murix dell’Hotel Notre Maison di Saint-Pierre nel ruolo di vicepresidente. Il cambio al vertice – la presidente uscente è Giorgia Vigna Lasina di Donnas – è stato ufficializzato durante l’incontro di giovedì 22 gennaio scorso, alla Cantina Taema di Aosta.

«Ho 25 anni, sono cresciuto a Cogne e il mondo dell’ospitalità ha sempre fatto parte della mia vita. – riferisce Pietro Imbimbo Roullet – Dopo il Liceo Scientifico Regina Maria Adelaide di Aosta, ho scelto di studiare all’Institut Paul Bocuse di Lione. Le esperienze lavorative che mi hanno segnato di più sono state due: la prima al Castello di Guarene, in provincia di Cuneo e, quella che porto più nel cuore, presso La Bouitte, tre stelle Michelin a Saint-Martin-de-Belleville, in Savoia. È lì che ho capito cosa vuol dire costruire un’ospitalità profondamente radicata nel territorio: una famiglia che, generazione dopo generazione, ha saputo trasformare un piccolo locale dove si servivano fondute in un punto di riferimento della gastronomia francese. Le affinità tra la loro storia e la nostra sono tante: due famiglie di montagna, entrambe parte di Relais & Châteaux e cresciute con la stessa convinzione che il territorio non sia un limite, ma la risorsa più preziosa su cui costruire. Nel corso degli anni le nostre case si sono guardate, confrontate e, in un certo senso, date coraggio a vicenda. Lavorare alla Bouitte mi ha permesso di osservare da dentro un modello che conoscevo da fuori, e di tornare a casa con una consapevolezza più matura di ciò che la mia famiglia ha costruito e di ciò che possiamo ancora diventare. Sono rientrato a Cogne nel 2022, un po’ prima del previsto, pochissimi mesi dopo la scomparsa di mio nonno Piero. Oggi lavoro nell’azienda di famiglia, il Bellevue Hotel & Spa, dove mi occupo principalmente della parte Food & Beverage».

I progetti e la visione per i JHV
«La candidatura nasce da un percorso iniziato tre anni fa, come delegato di zona per il comprensorio Cogne-Aymavilles dove ho avuto modo di avvicinarmi, un passo alla volta, alle attività e alla visione di ADAVA. È stato un cammino non sempre facile: la valanga del 2022, l’incendio del 2023, l’alluvione di giugno 2024 eppure proprio queste difficoltà mi hanno formato, costringendomi a confrontarmi con situazioni e persone che mi hanno fatto crescere, sia sul piano professionale che umano. Ho avuto inoltre la fortuna di far parte del precedente Direttivo dei Jeunes Hôteliers Valdôtains, un’esperienza che mi ha permesso di conoscere dall’interno le dinamiche del gruppo e di capire quanto contino la formazione, la conoscenza del territorio e la forza della vita associativa. A chi mi ha preceduto va un ringraziamento sincero: il lavoro svolto dal Direttivo uscente è stato prezioso e rappresenta le fondamenta su cui costruire il futuro del gruppo. Un ringraziamento particolare va anche al presidente di ADAVA Luigi Fosson, al vice presidente Davide Perrin e al direttore Emilio Conte, per la fiducia che hanno riposto nel nuovo gruppo e in me personalmente: il loro sostegno è uno stimolo importante per affrontare questo percorso con serietà e responsabilità. Da qui la scelta di candidarmi come Presidente: per mettere a disposizione ciò che ho imparato e, allo stesso tempo, continuare a imparare insieme agli altri. Il mio punto di partenza è chiaro: prima di parlare di grandi progetti bisogna conoscersi. Viviamo in una regione piccola, ma straordinariamente ricca di realtà legate all’ospitalità e alla cultura, e credo che il primo passo sia proprio scoprirle e comprenderle. Il gruppo JHV è per sua natura molto trasversale: non c’è un’età minima e si arriva fino ai 40 anni, e le strutture rappresentate sono le più diverse. Questa varietà non va vista come un limite, ma come un punto di forza enorme. Per valorizzarla, però, serve partire dall’ascolto, capire le esigenze delle singole strutture e delle diverse vallate, tanto simili quanto differenti fra loro. Le attività che abbiamo in mente vogliono essere innanzitutto momenti di condivisione e di formazione trasversale. Vorremmo visitare realtà imprenditoriali di valore – non necessariamente legate al mondo dell’ospitalità -, entrare nelle cucine e negli alberghi che fanno funzionare le diverse località valdostane, e affiancare a tutto questo una formazione che vada oltre la tecnica. Perché credo che l’obiettivo del gruppo non sia insegnare un mestiere, quello si impara lavorando, ma offrire strumenti e prospettive che aiutino ciascuno di noi ad affrontare le sfide che la vita imprenditoriale, inevitabilmente, ci mette e ci metterà davanti. Sul fronte nazionale, abbiamo già partecipato al primo meeting invernale del nuovo Consiglio Nazionale dei Giovani Albergatori (CNGA), che si è tenuto a Como a inizio febbraio e aveva come tema centrale proprio la formazione, con un focus sul “Progetto Scuola”. Come primo progetto a livello locale, stiamo lavorando alla creazione di un nuovo logo per il gruppo, in collaborazione con l’artista valdostana Chicco Margaroli. Il calendario completo delle attività verrà presentato in occasione del primo incontro ufficiale, previsto nelle prossime settimane».

Il nuovo Direttivo
«Il Direttivo dei Jeunes Hôteliers Valdôtains si è costituito da poco e sta già lavorando alla programmazione dell’anno. Al mio fianco, come vice presidente, c’è Jennifer Lale Murix del Notre Maison di Vétan, a Saint-Pierre. Completano il nucleo Marta Bisazza de La Bicoque di Sarre, Leonardo Brunero de Lo Scoiattolo e Alessio Cugnetto dell’Hotel Ellex, entrambi a Gressoney-La-Trinité, Marta Viganò dell’Hotel Italia al Colle del Gran San Bernardo e Samuela Charrère de Le Vieux Grenier a Cogne. Stiamo ancora individuando un paio di rappresentanti per la Valdigne e l’Alta Valle, così da garantire una copertura il più ampia possibile di tutto il territorio regionale. I primi appuntamenti e le attività in programma verranno presentati ufficialmente entro qualche settimana».

Infine un ricordo del nonno, il compianto Piero Roullet, in passato anche presidente Adava: «Il nonno ha seminato bene, ora sta a noi coltivare e raccogliere i frutti di ciò che ci ha lasciato. È stato lui a dare una svolta alla nostra Casa, il Bellevue, trasformandolo nella struttura che è oggi. Ci ha trasmesso la cultura del “bello”, il coraggio di osare e, soprattutto, la curiosità, che lui definiva il carburante dei pensieri e delle idee. Ci ripeteva sempre di osservare con attenzione i posti in cui andavamo: cogliere almeno un aspetto positivo e uno negativo, e portare sempre a casa qualcosa. Un viaggio da cui non si è imparato nulla, diceva, è un viaggio perso. Quell’insegnamento me lo porto dietro ogni giorno. Oggi, quando entro in un ristorante – che sia una pizzeria o una tavola stellata – la prima cosa che faccio, prima ancora di guardare il menu, è osservare gli altri ospiti seduti a tavola: se vedo sorrisi, so di essere nel posto giusto».

Caterina Pizza