AOSTA (qdn) Non accennano a placarsi le polemiche politiche intorno alla campagna vaccinale obbligatoria in corso contro la dermatite bovina, a cui è ormai stata sottoposta oltre la metà dei 38mila capi presenti nella nostra regione.
L’ultimo attacco lo ha sollevato ieri, venerdì 22 agosto, il partito politico Fratelli d’Italia.
«La decisione di vaccinare coattivamente tutti i bovini sul nostro territorio, oltre la zona di sorveglianza fissata nel raggio di 50 chilometri dall’epicentro francese, è stata assunta unilateralmente dal governo regionale, diversamente dal vicino Piemonte che si è limitato ad ordinare i vaccini da utilizzare solo in caso di conclamata necessità e dando istruzioni per il rientro urgente dei propri bovini attualmente presenti sul nostro territorio proprio per evitare che quelli ospitati al di fuori della zona di sorveglianza vengano vaccinati» scrive Fratelli d’Italia.
E aggiunge: «In Lombardia, nonostante la presenza di un focolaio accertato in un allevamento, non si è deciso di procedere, per ora, a nessuna vaccinazione obbligatoria per il restante territorio limitrofo. Una scelta unilaterale e discrezionale, quella della nostra Giunta regionale, che, pur potendo essere legittima, riteniamo sia stata alquanto frettolosa e per la quale chiediamo che sia la Regione a doversi assumere chiaramente le totali responsabilità derivanti da ogni eventuale conseguenza economica che dovesse gravare sui nostri allevatori a cui devono essere dette chiaramente le cose come stanno e date le necessarie garanzie».
A proposito della richiesta da parte dell’Assessorato regionale della Sanità al Ministero della Salute della «valutazione di una deroga per esentare l’abbattimento dell’intero allevamento nel caso in cui un solo capo venisse colpito dalla malattia», Fratelli d’Italia precisa ancora: «Ci risulterebbe che l’eventuale facoltà di concedere deroghe eccezionali su tale materia non competa al Ministero della Salute bensì alle autorità competenti per ogni Stato membro UE che, per la nostra Nazione, sono le Asl esistenti nei rispettivi territori».
Infine Fratelli d’Italia «stigmatizza negativamente il comportamento politicamente incoerente e pilatesco dell’assessore all’Agricoltura Marco Carrel che, pur astenendosi perché in disaccordo sul provvedimento di Giunta di cui fa parte, avente ricadute dirette di potenziale grave impatto sul settore di sua diretta competenza, non ha sentito il dovere morale di dimettersi».
La risposta dell’Assessorato
All’attacco di Fratelli d’Italia ha risposto in serata l’Assessorato della Sanità. «Il Governo regionale, sin dal 18 luglio scorso, ha avviato un percorso di informazione e condivisione sul tema, che tuttora continua, con i rappresentanti del mondo sanitario, allevatoriale e della trasformazione lattiero-casearia, comunicando di aver sin da subito portato all’attenzione del Ministro alla Salute la gravità dei focolai di Lsd già presenti in Francia vicino al territorio valdostano e la priorità di intervenire per salvaguardare le razze bovine valdostane.
Parlare di responsabilità significa aver deciso e agito: sin da subito condividendo l’emergenza con tutti e avviando con determinazione il piano vaccinale da completare nel minor tempo possibile, che è l’unica soluzione per evitare gli abbattimenti totali. Si sta operando quotidianamente sul campo insieme agli allevatori per far fronte comune ad una situazione complessa, drammatica e delicata.
Rispetto alla dichiarata richiesta al Ministero, confermiamo di avere portato all’attenzione del Ministro alla Salute la gravità dei focolai già presenti in Francia vicino al territorio valdostano e la necessità di salvaguardare le razze bovine valdostane, chiedendo le deroghe per evitare, nel caso di focolaio nella nostra regione, l’abbattimento totale, ma abbiamo anche ricevuto la risposta da parte del Ministero.
Nella sua risposta, il Ministero della Salute ha reso ancora più evidente che la strada sinora intrapresa è la sola percorribile e ne ha evidenziato l’urgenza, perché in caso di focolaio della malattia permane la regola generale dell’abbattimento di tutti gli animali dello stabilimento colpito, come prevedono le norme che classificano la Lsd come malattia di categoria A, quindi obbligatoriamente e totalmente da eradicare tramite abbattimento totale.
Per evitare la malattia e tutelare l’elevato valore genetico del patrimonio zootecnico della nostra regione, il Ministero ha condiviso la richiesta alla Commissione Europea del vaccino “per vaccinare l’intero patrimonio bovino della regione Valle d’Aosta”, addirittura evidenziando, come in passato, che la gestione dell’epidemia di Lsd in Europa attraverso “l’implementazione di una efficace campagna di vaccinazione, con il raggiungimento di una buona immunità protettiva consente di arrestare la circolazione del virus e la conseguente eradicazione della malattia”».
«È di tutta evidenza – scrive ancora l’Assessorato – che non esista una vaccinazione coattiva ma che la vaccinazione sia il solo strumento per non fare ammalare le nostre bovine e quindi evitare gli abbattimenti totali. A questo proposito, il Ministero ha reso evidente che eventuali deroghe andrebbero valutate solo nel caso di focolai presenti in Valle ma noi stiamo operando tutti i giorni affinché attraverso la vaccinazione obbligatoria ciò venga quindi scongiurato.
Rispetto ai citati casi del Piemonte e della Lombardia è da evidenziare una mancata comprensione a monte del fenomeno, in quanto è da tenere in conto che il Piemonte non ha ad oggi la presenza di zone di sorveglianza, a differenza della nostra regione, in cui la zona di sorveglianza conta ben 14 Comuni per i quali sono state sin da subito messe in campo misure preventive urgenti. Gli allevatori della Lombardia, dal canto loro, hanno già subìto l’immediato abbattimento totale (300 capi) della sola stalla con un solo bovino ammalato, dimostrazione reale dell’importanza della vaccinazione per impedire l’ingresso della malattia e l’impatto che la stessa determina con la sua eradicazione obbligatoria tramite abbattimento totale.
È su tali indicazioni e in tale consapevolezza che si prosegue il percorso intrapreso insieme alla nostra unica azienda Usl in piena condivisione con le associazioni e tutti gli enti coinvolti, operando senza sosta per completare il prima possibile la vaccinazione estesa sul territorio, che alla data odierna giunge al numero di circa 20.000 bovini vaccinati, quasi il 60 per cento del totale dei capi complessivamente presenti sul territorio regionale».
Nei giorni scorsi, inoltre, è stato chiesto al Ministero un riscontro in merito ai tempi necessari per la revisione del protocollo relativo alla gestione dei prodotti a base di latte crudo provenienti dai territori soggetti a restrizioni per Lsd.
«La revisione, attesa a breve, permetterà di eliminare il vincolo che oggi riguarda le forme di prodotti lattiero-caseari a latte crudo provenienti dalle “Zone di sorveglianza”, i quali – è importante ricordare -, dal punto di vista di qualità e sicurezza sono identici a quelli prodotti nel resto del territorio» scrive ancora l’Assessorato della Sanità.
La Dermatite Nodulare Contagiosa non comporta alcun rischio per l’uomo e il consumo di latte e carni valdostane resta sicuro e privo di pericoli.
