AOSTA (brx) I dubbi sulla campagna di vaccinazione obbligatoria contro il virus della dermatite nodulare bovina sono stati al centro dell’incontro organizzato dal movimento politico Valle d’Aosta Futura nella serata di martedì scorso, 19 agosto, all’Hotel Duca d’Aosta in piazza Narbonne, ad Aosta. Al centro della discussione il fatto che – con una deliberazione di Giunta regionale adottata giovedì 7 agosto, con l’astensione dell’assessore regionale all’Agricoltura Marco Carrel – la vaccinazione sia stata decretata obbligatoria per tutto il patrimonio bovino della Valle d’Aosta, sia per gli animali posti all’interno della cosiddetta “zona di sorveglianza” che per quelli che si trovano all’esterno di essa. Un provvedimento che ha suscitato interrogativi – e in alcuni casi preoccupazioni sulle possibili conseguenze negative – in tanti ambiti, primo tra tutti quello degli allevatori. L’incontro in questione aveva come scopo il poter fornire chiarimenti e risposte, e per questo motivo, oltre a esservi invitati i responsabili politici per un diretto confronto, era stato chiamato a parteciparvi in collegamento e in qualità di relatore l’avvocato Raffaele Soddu, Master di I livello in Diritto dei Servizi Sanitari, Management e Coordinamento dei Servizi Socio Sanitari, che sta attualmente seguendo la situazione degli allevatori della Sardegna e che avrebbe trattato dei profili di illegittimità ravvisabili nel piano vaccinale obbligatorio. L’affluenza all’evento è stata buona, a conferma dell’interesse su questa situazione e sui suoi possibili risvolti, e sono stati circa ottanta i presenti tra allevatori, veterinari e consumatori oltre a quelli collegati da remoto.
«Il nostro Movimento ha organizzato la serata in questione su richiesta di molti allevatori che stanno vivendo un difficile momento in quanto non è stata data loro nessuna corretta e diretta informazione sul piano vaccinale in corso né dalle istituzioni regionali né dalle associazioni di categoria. – riassume Adriana Vierin, vice presidente di Valle d’Aosta Futura – Tanta paura quindi, tante perplessità e domande, ed a queste ultime l’avvocato Raffaele Soddu – che nel difendere efficacemente gli allevatori sardi ha evitato l’abbattimento totale di mandrie in caso di malattia di alcuni bovini – ha risposto in modo chiaro ed esaustivo. Nonostante la totale assenza di focolai nella nostra regione è stato imposto un Piano vaccinale obbligatorio esteso a tutto il territorio, Piano che avrebbe dovuto avere a monte una decisione esecutiva della Commissione europea, come è stato nel caso della Francia ed in quello della Sardegna, e un decreto inter-ministeriale del Governo italiano a stabilire lo stato di emergenza. Va inoltre ricordato che la decisione europea riferita alla Francia è scaduta lo scorso 14 agosto quindi di fatto la zona di sorveglianza che riguardava una piccola parte del nostro territorio va a decadere di conseguenza».
«A questo appuntamento era stato invitato tutti i consiglieri regionali, tutte le forze politiche e tutti i componenti della Giunta regionale. – prosegue Adriana Vierin – Sarebbe stata per questi ultimi una grande occasione per rispondere alle tante domande poste da tempo e spiegare le motivazioni giuridiche e scientifiche che hanno indotto l’adozione del Piano su tutta la Valle d’Aosta e non solamente alla zona di sorveglianza come proposto dall’assessore Marco Carrel. Non pervenuti! Tutti coloro che vogliano informarsi in modo esaustivo e soddisfacente troveranno sul canale YouTube di “Valle d’Aosta Futura” la registrazione completa della serata. L’obiettivo della nostra iniziativa era offrire occasioni di informazione, confronto e sottolineare la necessità di tutelare gli animali, come prevede l’articolo 9 della Costituzione, e nella nostra realtà di tutelare le razze pregiate e a rischio di estinzione, di ribadire che in campo sanitario vige il rispetto dei principi di proporzionalità e di precauzione, richiamati oltretutto dalla stessa normativa europea del caso. Intendiamo così sostenere il mondo agricolo valdostano, pilastro della nostra economia e baluardo della nostra identità socio-culturale».

