L’Assessorato della Sanità, Salute e Politiche sociali informa che, a seguito della conclusione del Piano di vaccinazione obbligatorio contro la dermatite nodulare contagiosa, sono state definite le modalità di movimentazione dei capi vaccinati, sia all’interno della Valle d’Aosta sia verso il territorio nazionale e di altri Stati. Dopo aver ascoltato le richieste avanzate dalle associazioni di categoria sono state prontamente avviate le interlocuzioni con il Ministero della Salute e da questo confronto sono emerse soluzioni concrete e condivise per la gestione delle movimentazioni, così da dare risposta alle problematiche sollevate dal settore. A questo proposito, una comunicazione è stata inviata a tutte le associazioni e a tutti gli enti regionali interessati, affinché possano dare immediata e corretta applicazione alle disposizioni stabilite.
L’Assessorato della Sanità ricorda che il Piano di vaccinazione di emergenza è stato avviato come unica possibilità per proteggere e tutelare il prezioso patrimonio zootecnico regionale e salvaguardare la filiera lattiero-casearia, considerato il contesto epidemiologico delle aree confinanti che ha portato all’abbattimento di numerosi capi nella vicina Francia. Il Piano è stato avviato sabato 9 agosto e dichiarato chiuso il 5 settembre, nell’arco di soli 27 giorni. Il risultato è stato possibile grazie a un proficuo lavoro di squadra sia sul campo, con il coinvolgimento dei veterinari dell’Azienda USL e dell’Anaborava, affiancati dall’AREV e dall’Institut Agricole Régional e supportati dal Corpo Forestale della Valle d’Aosta e dalla Protezione civile, sia per l’impegno delle istituzioni e delle associazioni interessate, coinvolte fin da subito nel processo decisionale e attuativo. La volontà di intervenire con tempestività era dettata dalla necessità di scongiurare dal rischio di malattia i capi valdostani e nello stesso tempo permettere di riprendere, nel più breve tempo possibile, la movimentazione dei capi sia all’interno della Valle d’Aosta sia, soprattutto, oltre i confini regionali per consentire al settore di riprendere le normali attività.
Le modalità applicative prevedono che siano autorizzate, unicamente per i capi vaccinati provenienti da stabilimenti vaccinati, le seguenti movimentazioni: dopo un periodo di 28 giorni per le movimentazioni interne alla regione e dopo almeno 60 giorni per quelle esterne. Le movimentazioni verso i territori indenni in Italia e verso altri Stati membri saranno possibili a partire dal 5 novembre, ovvero 60 giorni dopo la chiusura del Piano vaccinale.
Per quanto riguarda la zona di sorveglianza, la nota specifica le condizioni di movimentazione che saranno autorizzate per necessità di benessere animale o esigenze di alimentazione e che resteranno in vigore fino a sabato 27 settembre prossimo incluso. A partire da domenica 28, invece, saranno applicate le stesse condizioni previste per il territorio libero regionale. All’interno delle zone di sorveglianza, permane anche il divieto di manifestazioni zootecniche, manifestazioni che al contrario riprenderanno normalmente nel resto del territorio. Infine, i capi appartenenti a stabilimenti che hanno rifiutato di aderire al Piano vaccinale sono soggetti a blocco delle movimentazioni e gli operatori, oltre ad essere sanzionabili, dovranno rispettare puntuali prescrizioni in materia di biosicurezza, oltre ad essere sottoposti ad un aumento della frequenza dei controlli sanitari.
Nel ribadire ancora una volta come il risultato raggiunto sia stato reso possibile grazie alla professionalità e alla dedizione di tutti gli enti e soggetti coinvolti, il Governo regionale ringrazia la dirigenza dell’USL con i Servizi veterinari, le Associazioni, in primis ANABORAVA e AREV, l’Institut Agricole Régional, gli allevatori e tutti i soggetti coinvolti.
L’Assessorato della Sanità ricorda che il Piano di vaccinazione di emergenza è stato avviato come unica possibilità per proteggere e tutelare il prezioso patrimonio zootecnico regionale e salvaguardare la filiera lattiero-casearia, considerato il contesto epidemiologico delle aree confinanti che ha portato all’abbattimento di numerosi capi nella vicina Francia. Il Piano è stato avviato sabato 9 agosto e dichiarato chiuso il 5 settembre, nell’arco di soli 27 giorni. Il risultato è stato possibile grazie a un proficuo lavoro di squadra sia sul campo, con il coinvolgimento dei veterinari dell’Azienda USL e dell’Anaborava, affiancati dall’AREV e dall’Institut Agricole Régional e supportati dal Corpo Forestale della Valle d’Aosta e dalla Protezione civile, sia per l’impegno delle istituzioni e delle associazioni interessate, coinvolte fin da subito nel processo decisionale e attuativo. La volontà di intervenire con tempestività era dettata dalla necessità di scongiurare dal rischio di malattia i capi valdostani e nello stesso tempo permettere di riprendere, nel più breve tempo possibile, la movimentazione dei capi sia all’interno della Valle d’Aosta sia, soprattutto, oltre i confini regionali per consentire al settore di riprendere le normali attività.
Le modalità applicative prevedono che siano autorizzate, unicamente per i capi vaccinati provenienti da stabilimenti vaccinati, le seguenti movimentazioni: dopo un periodo di 28 giorni per le movimentazioni interne alla regione e dopo almeno 60 giorni per quelle esterne. Le movimentazioni verso i territori indenni in Italia e verso altri Stati membri saranno possibili a partire dal 5 novembre, ovvero 60 giorni dopo la chiusura del Piano vaccinale.
Per quanto riguarda la zona di sorveglianza, la nota specifica le condizioni di movimentazione che saranno autorizzate per necessità di benessere animale o esigenze di alimentazione e che resteranno in vigore fino a sabato 27 settembre prossimo incluso. A partire da domenica 28, invece, saranno applicate le stesse condizioni previste per il territorio libero regionale. All’interno delle zone di sorveglianza, permane anche il divieto di manifestazioni zootecniche, manifestazioni che al contrario riprenderanno normalmente nel resto del territorio. Infine, i capi appartenenti a stabilimenti che hanno rifiutato di aderire al Piano vaccinale sono soggetti a blocco delle movimentazioni e gli operatori, oltre ad essere sanzionabili, dovranno rispettare puntuali prescrizioni in materia di biosicurezza, oltre ad essere sottoposti ad un aumento della frequenza dei controlli sanitari.
Nel ribadire ancora una volta come il risultato raggiunto sia stato reso possibile grazie alla professionalità e alla dedizione di tutti gli enti e soggetti coinvolti, il Governo regionale ringrazia la dirigenza dell’USL con i Servizi veterinari, le Associazioni, in primis ANABORAVA e AREV, l’Institut Agricole Régional, gli allevatori e tutti i soggetti coinvolti.

