Agricoltura

L’obiettivo è “schermare” l’intera popolazione di bovini in Valle per evitare l’arrivo della malattia

Dermatite nodulare, arrivano i vaccini dal Sudafrica È una corsa contro il tempo. Sospese le batailles

7 minuti di lettura

AOSTA (qdn) «I vaccini sono in arrivo». Nel pomeriggio di ieri, venerdì 1° agosto, l’Assessorato regionale della Sanità ha emesso un comunicato per aggiornare la situazione sull’emergenza sanitaria legata alla diffusione della Dermatite nodulare contagiosa. L’intero settore zootecnico valdostano è in una condizione di estrema apprensione. La “scommessa” è quella di vaccinare l’intero patrimonio bovino – circa 38mila capi – prima che possa emergere un caso nella nostra regione. Si stima di poter vaccinare tutti gli animali in 60 giorni. Stando alle normative attualmente vigenti – e fatte salve eventuali deroghe da parte del Ministero, che però è probabile che vengano concesse solo una volta che la campagna di vaccinazione sarà completata – l’emergere di un focolaio avrebbe come conseguenza l’abbattimento dell’intero allevamento. Quindi l’urgenza adesso è una sola: vaccinare. Dopo l’inoculazione, i capi valdostani non potranno essere movimentati per 28 giorni (quelli piemontesi o di altre regioni per 60 giorni, salvo eventuali future deroghe). Intanto tutte le manifestazioni sono state bloccate: dopo l’annullamento di Alpages ouverts, sono stati sospesi anche i calendari regionali delle batailles de reines e delle battaglie delle capre. La dermatite nodulare è una malattia virale trasmessa principalmente da insetti ematofagi (ovvero che si nutrono di sangue) come moscerini, zanzare e zecche. Non si trasmette all’uomo. Nei bovini colpiti provoca febbre e noduli cutanei. Nei casi più gravi si può arrivare alla morte dell’animale. Non è una malattia nuova: è presente da anni in Africa, ma anche in Europa, dove si è progressivamente diffusa.

I vaccini dal Sudafrica
Nei giorni scorsi si era ipotizzato che i vaccini arrivassero nei primi giorni di agosto. Ieri, venerdì 1° agosto, l’Assessorato della Sanità ha comunicato che «si stanno concludendo le operazioni di spedizione delle dosi dal Sudafrica» e che, nel frattempo, «l’Assessorato e l’Usl stanno organizzando le delicate operazioni per il ritiro all’Aeroporto di Milano Malpensa e il trasporto con mezzi adeguati del vaccino che verrà stoccato presso il Dipartimento di Prevenzione dell’Usl». «Parallelamente, – prosegue la nota dell’Assessorato – sarà proposta all’attenzione della Giunta regionale (e approvata probabilmente lunedì prossimo, 4 agosto, ndr) la deliberazione relativa al Piano di vaccinazione ufficiale obbligatorio a contrasto della Dermatite nodulare contagiosa, che demanda all’Usl l’attivazione di un protocollo operativo per vaccinare, nel minor tempo possibile, l’intero patrimonio bovino regionale e tutti i capi bovini appartenenti ad altre regioni o Stati membri che per motivi di alpeggio sono presenti sul territorio regionale».

La somministrazione della vaccinazione obbligatoria sarà effettuata da 15 squadre miste composte da veterinari in servizio all’Usl e da veterinari dell’associazione Anaborava. Alle operazioni di vaccinazione collaboreranno a supporto logistico il Corpo Forestale della Valle d’Aosta, l’Arev – Association Régionale Eléveurs Valdôtains e l’Institut Agricole Régional. La Protezione Civile si è già resa disponibile a mettere a disposizione l’elicottero, qualora necessario, per il trasporto delle gabbie di contenimento, acquistate dall’Usl, per agevolare la vaccinazione dei manzi in alpeggio. Le operazioni di vaccinazione cominceranno dall’Alta Valle, ovvero dall’attuale “zona di sorveglianza” che comprende i territori comunali di Courmayeur, La Thuile, Pré-Saint-Didier, Morgex, La Salle, Avise, Arvier, Valgrisenche, Introd, Rhêmes-Saint-Georges, Rhêmes-Notre-Dame, Saint-Nicolas, Saint-Pierre e Saint-Rhémy-en-Bosses.

«Proseguono in continua sinergia le attività tra istituzioni, sanità pubblica veterinaria e mondo allevatoriale messe in campo per garantire un’azione tempestiva e efficace, capace di fronteggiare situazioni impreviste e realizzare man mano le fasi di lavoro programmate, sempre nella priorità assoluta condivisa col Ministro della Salute di tutelare la salute e la specificità del patrimonio zootecnico regionale» conclude l’Assessorato della Sanità.

Vaccinazione obbligatoria e lo “spettro no vax”
Il termine “obbligatorio” è ricorrente nel comunicato dell’Assessorato. Tutti gli animali vanno vaccinati, non è una scelta. Basta però farsi un giro sui social per leggere commenti di persone contrarie a vaccinare gli animali. Che evocano complotti, che rievocano il “modello Covid”. L’Assessorato ha indirettamente replicato a queste voci pubblicando i dati sui rarissimi effetti collaterali. «Le indicazioni dell’Usl, estratte da letteratura scientifica, sgombrano il campo da eventuali dubbi sugli effetti collaterali conseguenti alla vaccinazione, considerati estremamente rari. – scrive l’Assessorato Si stima infatti che meno dello 0,015% dei capi vaccinati (circa 1 su 6.500) possa manifestare reazioni avverse, peraltro generalmente lievi e transitorie». Tra i sintomi che i bovini potrebbero – in rari casi – presentare vi sono febbre passeggera, temporaneo gonfiore nella sede dell’iniezione oltre a una momentanea riduzione dell’appetito e della produzione lattea. Anche l’Anaborava «riconosce nella vaccinazione una delle principali misure di controllo per contrastare la diffusione della malattia e salvaguardare il patrimonio bovino regionale, sia dagli effetti diretti della patologia che dalle conseguenze sanitarie che potrebbero colpire gli allevamenti (abbattimenti totali)». «La gestione della malattia attraverso la vaccinazione (che sarà obbligatoria per tutti gli allevamenti) – prosegue l’Anaborava – rappresenta un’azione coordinata necessaria per tutelare l’economia zootecnica ed evitare gravi conseguenze economiche e sanitarie negli allevamenti bovini della nostra regione».

La situazione oltre confine
A mercoledì 30 luglio scorso erano 51 i focolai di Dermatite nodulare confermati tra la Savoia (dove erano 24) e l’Alta Savoia (27). Sia in Savoia che in Svizzera sono già iniziate le vaccinazioni.

Sospese le batailles de reines
Lunedì scorso, 28 luglio, l’assemblea dell’associazione Amis des Batailles de Reines ha deciso all’unanimità di sospendere tutte le prossime eliminatorie. «Il Direttivo, seguendo le norme e le tempistiche indicate e realmente attuate sul territorio, convocherà un’ulteriore Assemblea per prendere ulteriori decisione riguardanti lo svolgimento del 68esimo Concours Régional» si legge in una nota dell’associazione. «Con le tempistiche ipotizzate, in autunno, se la situazione non si aggrava, si potrà recuperare o proporre un calendario alternativo. Però questo si deciderà in base all’evoluzione della situazione. – commenta Roberto Bonin, presidente dell’Association Amis des Batailles de Reines – Abbiamo fiducia nelle istituzioni che dicono che il vaccino è l’unico modo per difendere i nostri animali e collaboreremo al massimo perché la copertura vaccinale sia eseguita nel minor tempo possibile. Se dovesse emergere un caso e si dovessero iniziare ad abbattere interi allevamenti, il problema non sarebbero le battaglie ma la sopravvivenza stessa della zootecnia in Valle d’Aosta». Dopo il Covid e la Blue tongue, in questi ultimi anni le battaglie hanno avuto la vita molto complicata. «Abbiamo sempre dimostrato di poter fare le cose con serietà mettendo ogni volta al primo posto la sicurezza dei nostri allevamenti. – risponde Roberto Bonin – Confido che, magari con modifiche sostanziali del calendario, la stagione si possa portare a termine. Ma, ripeto, in questo momento la sicurezza delle nostre aziende viene prima di tutto». Anche il concorso regionale delle batailles de chèvres ha decretato la temporanea sospensione delle eliminatorie in calendario in attesa che la campagna di vaccinazione venga completata.

I timori per la Fontina
Il Consorzio di tutela della Dop Fontina ha chiesto al Ministero dell’Agricoltura una modifica temporanea del disciplinare per poter continuare a chiamare Fontina il nostro formaggio anche se – in caso di presenza di focolai di dermatite nodulare – ci si trovasse nella situazione di essere costretti a usare il latte pastorizzato e non quello crudo. Una situazione che al momento non si è ancora verificata. La risposta del Ministero, che si prevede possa essere positiva, è attesa nelle prossime ore. Per il Consorzio era importante agire preventivamente, per evitare di ritrovarsi in emergenza e non sapere come gestire il latte munto. Attualmente si può continuare a produrre Fontina anche negli alpeggi all’interno delle zone di sorveglianza. La Regione ha infatti ottenuto una deroga alla normativa europea che impone la pastorizzazione. C’è però una clausola: per la stagionatura le forme bianche devono essere conferite in stabilimenti all’interno della stessa area, per evitare che un eventuale virus – che rimane vivo nel latte non trattato ad alte temperature – arrivi in altri territori. Inoltre se il latte venisse trasportato da un Comune all’interno della zona di sorveglianza a uno situato all’esterno, esso dovrebbe essere pastorizzato.