AOSTA (qdn) È stata inaugurata lunedì scorso, 3 agosto, alle 18, sotto i portici di Palazzo regionale ad Aosta, la mostra fotografica “radicivive. Memorie del pastoralismo e agricoltura al femminile in Valle d’Aosta”. L’iniziativa, realizzata dall’Assessorato dell’Agricoltura e Risorse naturali, si inserisce nelle celebrazioni del 2026, proclamato dalle Nazioni Unite Anno internazionale dei pascoli e dei pastori e Anno internazionale della donna agricoltrice.
L’esposizione propone un percorso tra passato e presente, con grandi immagini storiche e fotografie più recenti, per raccontare il lavoro degli agricoltori nei campi e negli alpeggi, la vita rurale e il rapporto quotidiano con il territorio. Gli scatti sono suddivisi in due sezioni: la prima, con fotografie realizzate nell’ambito di un progetto del Programma di Sviluppo Rurale 2014/2022, è dedicata alle donne agricoltrici, protagoniste, ieri come oggi, della vita delle aziende e delle comunità rurali; la seconda sezione propone invece immagini del patrimonio documentario dell’archivio del Brel – Bureau Régional pour l’Ethnologie et la Linguistique.
L’esposizione sarà visibile sotto i portici di Palazzo regionale fino a domenica 20 settembre e poi sarà allestita sotto i portici del Municipio di Aosta da lunedì 21 settembre a giovedì 31 dicembre.
«Con questa mostra – dichiara l’assessore regionale all’Agricoltura e Risorse naturali Speranza Girod – abbiamo voluto rendere omaggio alle donne e agli uomini che, generazione dopo generazione, hanno costruito e continuano a costruire la storia dell’agricoltura valdostana, prendendosi cura del territorio con competenza, sacrificio e passione. Le immagini ci raccontano un mondo che si è evoluto nel tempo, ma che conserva valori immutati: il legame con la terra, il rispetto per l’ambiente, la capacità di adattarsi alle difficoltà e il senso di appartenenza alle nostre comunità. Celebrare l’Anno internazionale dei pascoli e dei pastori e della donna agricoltrice significa riconoscere il ruolo fondamentale che queste figure svolgono nella tutela del paesaggio, della biodiversità e dell’identità della Valle d’Aosta. L’agricoltura non rappresenta soltanto un settore produttivo, ma è un presidio indispensabile per il futuro della nostra montagna. Per questo è nostro dovere valorizzare chi ogni giorno sceglie di vivere e lavorare in questi territori e trasmettere alle nuove generazioni la consapevolezza del valore di questo patrimonio».