Agricoltura

La regina del Combat du deuxième veau sarà qualificata di diritto alla finale regionale delle batailles del 2026

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AOSTA (qdn) C’è una grande novità che aggiunge parecchio pepe alle sfide dell’arena Croix-Noire di oggi, sabato 25 ottobre. Da quest’anno la bovina che si laureerà regina del Combat du deuxième veau sarà di diritto qualificata alla finale regionale dell’anno successivo.

Un privilegio fino ad oggi riservato alle sole regine regionali. «La decisione – ha spiegato il presidente dell’Association Amis des Batailles de Reines Roberto Bonin durante la conferenza stampa di mercoledì scorso, 22 ottobre – è stata presa lunedì all’unanimità dall’assemblea dell’associazione».

L’obiettivo è evidente: rendere più interessante una competizione che finora è stata inevitabilmente vista come un evento minore rispetto ad altri appuntamenti del fine settimana della finalissima. Per fare un paragone calcistico, è un po’ quello che è accaduto con la Coppa Italia, da quando si è assicurato alla squadra vincitrice un posto nelle competizioni europee dell’anno successivo.

La decisione non è stata presa senza motivo. «Le bovine che hanno vinto nelle prime 5 edizioni hanno poi spesso saputo mettersi in grande evidenza nel circuito delle reines» ha ricordato Roberto Bonin.

Tornando alla giornata di oggi, sabato, le competizioni sono ben tre: il primo Combat du premier veau a cui sono iscritti 32 capi, il sesto Combat du deuxième veau a cui ne sono iscritti 18 e il primo Combat des Communautés de Montagnes, con 22 partecipanti.

Il programma della giornata prevede l’arrivo degli animali in arena entro le 10.30, alle 12.30 (meteo permettendo) la sfilata degli animali in concorso e poi l’inizio dei combattimenti, cominciando dai sedicesimi di finale del Combat du premier veau, passando poi allo stesso turno del Combat du deuxième veau e del Combat des Communautés de Montagne, passando poi agli ottavi, ai quarti e così via fino alle finali delle tre manifestazioni.

Per quanto riguarda il Combat des Communautés de Montagnes, il regolamento – un po’ come accade per l’Espace Mont-Blanc – prevede che si scontrino fin da subito bovine appartenenti ai territori di Comunità montane diverse.

I capi iscritti al primo Combat du premier veau
Sono 32 i capi in lizza alla prima edizione del Combat du premier veau, organizzato quest’anno per far confrontare quei capi che erano stati iscritti all’Espace Mont-Blanc e al Confronto Interregionale – competizioni annullate a causa della dermatite nodulare bovina – oltre a quelli che si sono iscritti quando sono state riaperte le adesioni.

Ecco i capi partecipanti: Brunie di Ansermin-Porliod, Haribo di Artaz-Rotta, Contessa di Stefano Barailler, Tzigane di Claudio Berthod, Luna di Michele Bionaz, Orsière di Fulvio Chabloz, Mourina di Livio Charles, Borga di Germain Chenal, Mignonne di Colosimo-Betral, Ardia di Aurelio Crétier, Lisetta di Remo e Gilles Dalbard, Roma di Remo e Gilles Dalbard, Paris di Thierry Favre, Tracasse di Joel Follin, Ariel dei Frères Bethaz, Madame dei Frères Nolly, Maracanà dei Frères Ronc, Tuborg di Ivan Heresaz, Mystère di Ivan Heresaz, Pinson della società La Bouetta, Reinetta di Stefano Lale Demoz, Merlette di Fabio Lombardo, Ribella di Stefano Meccheri, Macumba di Raymond Millesi, Zifla di Davide Minuzzo, Tormenta di Diego Perrin, Niagara di Maicol Regazzoni, Bronne di Thierry Rosset, Bimba di Daniele Ruaro, Coeur di Dante Stacchetti e Moutzeillon di Ivan Heresaz.

I capi iscritti al sesto Combat du deuxième veau
Delle tre competizioni del sabato, il Combat du deuxième veau è quello che vanta ormai una – sia pur breve – tradizione. Le prime cinque edizioni sono state caratterizzate da un bello spettacolo e le protagoniste del concorso (le regine, ma pure le seconde e le terze) hanno poi fatto ottime cose nel circuito delle “grandi”.

Basti citare, a titolo di esempio, Nerveuse di Nello Girod, Pikachu di Davide Bieller, Negra di Aurelio Crétier o ancora Strega di Rudy Baravex, vincitrice nel 2021 della seconda edizione del Combat du deuxième veau e poi reina nel 2023 a Etroubles e nel 2024 a Pont-Saint-Martin. Ma soprattutto Bataille dei Martignon, che ha vinto la prima edizione nel 2020 e che solo due anni dopo si è laureata reina des reines.

I capi iscritti al torneo di oggi, sabato 25 ottobre, sono 18. Ecco i loro nomi: Alouette di Ansermin-Porliod, Baronne di Claudio Berthod, Spia di Michele Bionaz, Baionne di Michele Bionaz, Marmotta di Lea Boch, Seundze di Michael Cuaz, Tormenta di Claudio Dufour, Paris dei Frères Malcuit, Rubie dei Frères Nolly, Maradona dei Frères Ronc, Palmyre di Nello Girod, Nasty de La Ferme du Grand Paradis, Farouk di Giulio Lazier, Chalana di Anael e Rubens Parléaz, Arizona della società Tour d’Ailland, Malibù di Alessandro Voyat, Bobà dei Frères Yeuilla e Brunie di Ezio Yeuilla.

I capi iscritti al primo Combat des Communautés de Montagnes
Infine, il Combat des Communautés de Montagne, che nell’intenzione del Comité avrebbe già dovuto svolgersi nel 2024 ma il cui debutto – a causa della Bluetongue – è inevitabilmente slittato di un anno.

L’idea è quella di una sorta di “derby” tra Comunità montane, che stuzzica quel pizzico di sano campanilismo che si crea tra gli allevatori appartenenti ai diversi comprensori.

Ecco i nomi dei 22 partecipanti alla prima edizione: per la Valdigne, Masciad di Fabrizio Alleyson; per la Grand Paradis, Saphir di Vilma e Edy Cerise, Soulida dei Frères Rollandoz, Strega di Alex Jeantet, Diamant di Alex Jeantet, Calinne di Piero Ottin e Mourina della società agricola Tour d’Ailland; per la Grand Combin, Souris di Diego Petitjacques e Jacoby di Fanny Pomat; per la Mont Emilius, Miracle dell’azienda agricola Verney, Ferunda di Lorenzo Dalbard, Courtage di Luca Elex, Bataille di Angelo Martignon, Leon di Angelo Martignon, Madrid di Leo Montrosset, Manila di René Saluard e Ardita di René Saluard; per la Mont Cervin, Magneun di Valérie Landry e Mourina di Matteo Pession; per la Evançon, Mignonne di David Bagnod, Merlita di David Bagnod e Cherokee di Ivan Heresaz.

Daniel Quey