AOSTA (qdn) «La finale regionale delle batailles de reines rappresenta ogni anno il coronamento di una stagione intensa, fatta di passione, sacrificio e dedizione. È un momento che appartiene alla nostra comunità, un appuntamento in cui il mondo dell’allevamento incontra il cuore pulsante della nostra cultura alpina. Quest’anno il calendario delle Batailles registra una sola novità: non si terrà l’Interregionale, ma restano confermati il 1er Combat Premier Veau, il 6e Combat Deuxième Veau e il 1er Combat des Communautés de Montagnes. È un segno di continuità e fiducia che dimostra la capacità del nostro mondo agropastorale di adattarsi e guardare avanti con coraggio. L’intero comparto ha attraversato un periodo complesso, segnato da preoccupazioni sanitarie che hanno messo alla prova allevatori, istituzioni e associazioni. Oggi possiamo dire che la Valle d’Aosta ha saputo superare quella fase con responsabilità e unità, preservando la salute degli animali e la serenità delle comunità rurali. Le Batailles sono molto più di un confronto tra bovine: rappresentano il legame profondo tra l’uomo, la montagna e gli animali. Dietro ogni Reina che scende nell’arena c’è il lavoro silenzioso di famiglie che dedicano tempo, cura e amore al proprio allevamento. C’è la conoscenza tramandata, il rispetto per la natura e la volontà di custodire le nostre razze autoctone, simbolo di una biodiversità che è anche ricchezza culturale. Desidero ringraziare tutti gli allevatori valdostani, i Comitati locali, l’Association Régionale Amis des Batailles de Reines e tutti coloro che, con passione e competenza, rendono possibile questa manifestazione. Le Batailles sono una scuola di vita e di comunità, un ponte tra le generazioni, dove i più giovani imparano dai più esperti il valore del lavoro, della solidarietà e della tradizione. È anche grazie a voi, allevatori, se la Valle d’Aosta continua a essere un territorio vivo, curato e accogliente. L’arena è un teatro di emozioni e orgoglio, dove ogni bovina porta con sé la storia della propria stalla, della propria famiglia e del proprio paese. È un patrimonio che dobbiamo continuare a proteggere e promuovere, perché parla di noi e della nostra identità».
L’assessore regionale all’Agricoltura Marco Carrel


