Agricoltura

DEBUTTANTI/2 La bovina era di Fabio Lombardo

Lorenzo Dalbard e Malibù. Quando il combat final è una questione di amicizia

Ingrandisci la foto: Da sinistra Fabio Lombardo, René Saluard e Lorenzo Dalbard con il figlio Breys insieme a Malibù, che si è qualificata con il terzo posto a Sarre
Da sinistra Fabio Lombardo, René Saluard e Lorenzo Dalbard con il figlio Breys insieme a Malibù, che si è qualificata con il terzo posto a Sarre
2 minuti di lettura

SAINT-CHRISTOPHE (qdn) Oltre che una storia di famiglia, le reines sono anche una questione di amicizia. Lorenzo Dalbard e Fabio Lombardo sono amici fin da ragazzini e i risultati di Malibù fanno esultare entrambi. Già qualificatasi nel 2023 – con il terzo posto a Verrayes – quando era di proprietà di Lombardo, ora è passata a Dalbard che grazie a lei – che si è classificata terza in prima categoria a Sarre – a 37 anni ha colto la gioia della prima qualificazione alla finalissima della Croix-Noire. «Sono allevatore a tempo pieno e tra me e mio papà Ermes abbiamo oltre cento capi. – spiega – Sono soprattutto pezzate rosse da latte e alcune da battaglia. Avevamo già portato diverse volte a combattere ma senza fortuna. Questa volta si è avverato un sogno, grazie a Malibù che mi ha lasciato il mio amico Fabio. A Sarre ha combattuto bene, lei è una “testona”». Anche la sua Feronda si è ben comportata, ma ha perso ai quarti di finale all’eliminatoria di Valpelline.

Durante l’estate i capi di Fabio Lombardo si dividono tra diversi alpeggi e altri restano a fondovalle. Malibù ha trascorso la bella stagione nei prati vicino alla stalla di Saint-Christophe, insieme a una compagna, per arrivare nelle migliori condizioni al grande appuntamento. Ad accudirla anche Breys, il figlio più grande di Lorenzo Dalbard, che a 4 anni è già molto incuriosito dalle mucche. Il bimbo più piccolo – Byorn – ha invece appena un anno. «Spero che i miei due figli vogliano continuare a portare avanti la nostra attività, così come ho fatto io che, quando ho smesso di andare a scuola, sono venuto a lavorare qui con mio papà. – auspica l’allevatore di Saint-Christophe – È un lavoro duro, serve tanta passione». Per domenica, le aspettative sono quelle di chi ha già raggiunto il risultato sperato: «Mi auguro che abbia voglia di combattere e sarò già contento».