AOSTA (mye) Un patrimonio da conservare e una prospettiva da coltivare. La viticoltura eroica diventa sempre più occasione di promozione turistica e visibilità internazionale.
«Merita sottolineare il ruolo di agricoltori e produttori, che lavorano preservando il territorio, il paesaggio e le funzioni ecosistemiche. È giusto sostenerli con un supporto non solo economico ma anche sociale e dare giusta dignità a questo lavoro» ha sottolineato l’assessora all’Agricoltura e Risorse naturali Speranza Girod martedì scorso, 4 agosto, in occasione della presentazione della 34esima edizione del Mondial des Vins Extrêmes.
Le adesioni si sono chiuse ieri, venerdì 7 agosto, e i partecipanti hanno tempo fino a mercoledì 12 agosto per l’invio dei campioni. Le degustazioni si terranno martedì 25 e mercoledì 26 agosto 2026 al centro congressi di Châtillon, mentre la premiazione sarà sabato 21 novembre al Vinseum – Museo delle Culture del Vino della Catalogna, a Vilafranca del Penedès, non lontano da Barcellona in Spagna. Inoltre, il Cervim sarà presente al Merano WineFestival, in programma da venerdì 6 a martedì 10 novembre. Nella sala dedicata, ai banchi d’assaggio, saranno protagonisti i vini insigniti della Gran Medaglia d’Oro.
«Il Mondial des Vins Extrêmes nasce con una vocazione internazionale che oggi si consolida ulteriormente. – ha spiegato il presidente del Cervim Nicola Abbrescia – Portare la premiazione in Catalogna significa rafforzare una rete globale di territori che condividono condizioni produttive difficili ma straordinarie, valorizzandone identità e unicità. Allo stesso tempo, la presenza al Merano WineFestival rappresenta un passaggio fondamentale per dare ai vini premiati una visibilità qualificata e nuove opportunità di incontro con wine lovers e operatori del settore altamente selezionati».
I numeri dei partecipanti
I vini iscritti al Mondial des Vins Extrêmes superano quota 1.000, con oltre 350 aziende partecipanti e più di 20 Paesi rappresentati. Tra le novità, c’è la partecipazione di aziende provenienti da Cile, Cipro, Lussemburgo e Tunisia.
«Si conferma inoltre la forte presenza della Spagna. – ha rimarcato il presidente del Cervim Nicola Abbrescia – Particolarmente significativa è la partecipazione della vicina Svizzera, con la quale i rapporti del Cervim sono sempre più consolidati. L’ingresso del Cantone Vallese nel consiglio di amministrazione ha ulteriormente rafforzato questa collaborazione e sta contribuendo a coinvolgere anche i territori vitivinicoli dei Cantoni vicini, in un processo di crescente condivisione e cooperazione tra le realtà della viticoltura di montagna dell’arco alpino».
I vini italiani sono più di 400, con la forte partecipazione della Valle d’Aosta.
«Una presenza importante – ha detto ancora Nicola Abbrescia – che conferma il forte legame tra il territorio e il Cervim e il crescente riconoscimento dell’attività dell’Ente quale promotore e punto di riferimento della viticoltura di montagna. La presenza del Friuli Venezia Giulia e il suo recente ingresso nel consiglio di amministrazione del Cervim rappresentano, inoltre, un ulteriore segnale del progressivo consolidamento della rete italiana della viticoltura eroica, che sta rafforzando i propri legami e la propria capacità di rappresentanza».
Vino e cultura
Nel 2027, il Mondial des Vins Extrêmes sarà nel secondo fine settimana di novembre al Forte di Bard, per festeggiare anche i 40 anni dalla fondazione del Cervim, avvenuta nel 1987.
«Sarà un grande anniversario – ha commentato la presidente dell’Associazione Forte di Bard Ornella Badery – come è per noi quest’anno il 20esimo anniversario. I visitatori ci chiedono già quando ospiteremo ancora la mostra dei vini, a testimonianza che la combinazione turismo, agricoltura e cultura è sempre più valida».
L’interesse per il vino di qualità raggiunge sempre più giovani e, come rimarcato anche dall’assessora Speranza Girod, l’enoturismo diventa sempre più «turismo esperienziale che cerca emozioni dalla bottiglia di vino, vuole conoscerne la storia e il territorio».
«Il vino è ambasciatore della Valle d’Aosta e un eccellente veicolo di promozione turistica. – ha aggiunto il presidente della Chambre Roberto Sapia – Dietro al prodotto ci sono aziende che la Chambre ha il dovere di accompagnare e sostenere. È importante continuare a comunicare la bellezza di un consumo adeguato».
La fatica dell’agricoltura di montagna è stata sottolineata da Nicolas Bovard, presidente del Consorzio Vini Valle d’Aosta, e Alberto Levi, presidente dell’Ais Valle d’Aosta – Associazione Italiana Sommelier.
«Si parla quotidianamente di agricoltura eroica, a volte con un po’ di nostalgia del passato. – ha detto Alberto Levi – Oggi il punto è un altro, dobbiamo chiederci cosa succederà da ora in avanti, con il cambiamento climatico. L’agricoltura eroica mantiene il territorio, fa da scudo al cambiamento. Ora siamo quelli più ambiti e imitati, dobbiamo fare da cassa di risonanza per una risposta corale. Dove l’uomo fa più fatica, la natura rimane più vera».
Elena Meynet


