Agricoltura

Suisse e Tiky per la conferma, Farchetta per la leggenda. Dopo 6 anni saranno presenti tutte le regine in carica

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AOSTA (qdn) Alla vigilia della finale regionale, c’è già un’ottima notizia per gli appassionati. Salvo malaugurate sorprese dell’ultimo minuto (e qui gli scongiuri sono d’obbligo), domenica scenderanno in campo tutte e tre le regine in carica: Suisse di Ymac Frassy, Tiky di Italo Arlian e Farchetta di Lorenzo Rosset. Non succedeva dal 2019 che tutte le detentrici del titolo fossero presenti per difenderlo. Con i loro numeri dorati sulla schiena, saranno soprattutto loro a catalizzare l’attenzione del pubblico fin dalle prime battute della finale regionale. E saranno lo spauracchio dei sorteggi per ogni altro allevatore.

Prima categoria: Suisse di Ymac Frassy è in forma
«Suisse sta molto bene. L’ho messa in stalla ieri: è bella, perfetta». Ymac Frassy, martedì scorso, 21 ottobre, si avvicinava alla finale regionale di domenica affaccendandosi tra i suoi mille impegni: dal panificio all’allevamento. Per quanto riguarda il secondo, quest’anno è nato il nuovo sodalizio insieme a Christopher Letey e saranno loro due a portare domenica in arena sia Suisse che Belva, quest’ultima regina dell’eliminatoria di La Salle in prima categoria. Sia Suisse che Belva sono nomi cerchiati in rosso dagli appassionati in cerca di favorite tra i “pesi massimi”.

Suisse, innanzitutto. La reina des reines in carica si è avvicinata al grande appuntamento nel modo migliore, trascorrendo l’estate tranquillamente, in un mayen del villaggio di Chamin, a Arvier, in compagnia di quattro mucche bianche e rosse e di una “nera”. Il peso è intorno ai 750 chili, l’ideale. «E’ bella, la vedo bene. – sottolinea Ymac Frassy – Poi la Regionale è un terno al lotto: moltissimo dipenderà dai sorteggi. Per vincere bisogna avere una gran reina ma anche un pizzico di fortuna. Suisse ha tutte le carte in regola ma ci sono anche gli altri».

Dopo tre sfide appassionanti, quest’anno la Regionale non vivrà più sulla rivalità tra Suisse e Caprice: la bovina di Livio Pervier non è qualificata alla Regionale. Le contendenti per il titolo, però, non mancano. Anzi. «La speranza è che non debba incrociare subito le corna con le più forti: – auspica l’allevatore di La Salle – penso ad esempio a Feronda di Massimiliano Garin, a Belva di Didier Millesi o a Marmotta di Gimmy Dujany. Ecco, queste all’inizio preferirei evitarle. Il problema è che, con meno bovine qualificate a causa dell’annullamento delle eliminatorie estive, è ancora più alto il rischio di incroci tra forti fin da subito».

Suisse – con il numero 1 dorato sulla schiena – avrà gli occhi di tutti puntati addosso. Ma anche la sua compagna di stalla Belva può dire la sua. «Pure lei sta benissimo» conferma Ymac Frassy. Stessa stalla ma genealogie diverse: Suisse è nipote della mitica Tiky di Ymac, mentre Belva è della razza della regina regionale Canaille di Alex Cerise.

Tiky: da sorpresa a favorita L’emozione di Italo Arlian.
Se nel 2024 in pochissimi avevano pronosticato il successo di Tiky (che si era qualificata con il terzo posto all’eliminatoria di Quart), quest’anno la bovina di Italo Arlian sarà inevitabilmente una delle grandi favorite in seconda categoria. Dopo un’estate all’alpe Pierrey della famiglia Balicco, nella conca di Saint-Barthélemy (lo stesso di Farchetta), Tiky ha trascorso le ultime settimane in stalla, per preservarla da inutili battaglie, pur uscendo comunque al pascolo tutti i giorni alla sera, da sola.

«Tiky sta bene, è tranquilla. – conferma Italo Arlian – Il giorno in cui le abbiamo portate in alpeggio, con Farchetta se le sono date di santa ragione. Al mattino ha vinto Tiky e al pomeriggio Farchetta che così è stata reina dell’alpeggio per la quinta volta. Tiky è in forma, poi vedremo come andrà domenica».

Italo Arlian è conosciuto nel mondo dello sci nordico per essere stato per quasi 30 anni allenatore dello Sci Club Saint-Barthélemy nonché scopritore del fuoriclasse di Nus Federico Pellegrino. «Con Federico avevamo un motto: rispetto di tutti, paura di nessuno. – rivela – E lo stesso sarà domenica alla finale regionale. Tutti gli avversari sono degni di rispetto. Il pubblico si aspetta che la regina in carica sia sempre la favorita ma per me non è così: si parte tutti sullo “zero a zero” e tutte quelle che sono lì, ci sono per un motivo. E’ impossibile pronosticare cosa succederà. Le bovine ben preparate sono tantissime, ognuna può vincere: lo dimostra il risultato dello scorso anno, con Tiky che ha trionfato pur essendosi qualificata come terza; e nemmeno la seconda e le terze dell’ultima Regionale erano state regine di concorso. Quindi, tutto può succedere. Naturalmente molto dipenderà dai sorteggi, ma anche dal peso e dalla “giornata” della mucca che naturalmente deve essere in super-forma».

Per Italo Arlian – che nel 2024 aveva partecipato per la prima volta alla finale cogliendo il successo più grande – quest’anno l’attesa della Regionale è un po’ diversa. «Avere la regina tutto l’anno è stato eccezionale: tutti ti chiedono, ti fanno domande. E’ stato come vivere un sogno. Adesso poter andare al mattino a far mettere alla propria regina il numero dorato sulla schiena sarà il coronamento. Certo, ammetto che rispetto al 2024, quando ero più rilassato, questa volta c’è un po’ più di tensione. Ma so anche, da sportivo, che tutto può succedere e che si deve accettare quello che viene. Di certo avere la regina regionale è un’esperienza straordinaria che auguro a tutti gli appassionati di poter vivere almeno una volta nella vita».

Farchetta con il quarto trionfo eguaglierebbe la formidabile Sirène dei Viérin
Nella storia dei combats una sola regina ha vinto 4 titoli regionali consecutivi nella stessa categoria: Sirène della famiglia Viérin dal 1966 al 1969. Se Farchetta dovesse conquistare un altro bosquet domenica, la eguaglierebbe ed entrerebbe ancora di più nella leggenda dei combats.

«Farchetta sta bene, come il primo anno che ha vinto il titolo. – dice Lorenzo Rosset – E’ stabile. E, facendo i debiti scongiuri, questa volta mi pare di riuscire anche a tenerla nel peso senza eccessiva difficoltà. A Pierrey, nel vallone di Saint-Barthélemy, è stata regina dell’alpeggio per il quinto anno e da quando è scesa, a fine settembre, esce regolarmente al pascolo con le altre. Mi sembra in forma, poi la finale è sempre difficile, ogni battaglia fa storia a sé…».

«Il primo anno in cui l’ho portata da regina in carica ero più teso, adesso sicuramente ci ho fatto un po’ l’abitudine! – scherza l’allevatore di Nus – Devo ammettere che sono già contento di tutto quello che ha fatto; certo, se verrà altro non mi dispiacerà. Domenica porterò anche Tonnère, una sorella di Farchetta da parte di madre mentre il toro è di Arizona di Busso (mentre il padre di Farchetta è un toro di Mélodie, sempre dei Busso) ma da Tonnère non posso aspettarmi molto, spero faccia almeno una battaglia: dovrebbe combattere di seconda categoria, anche a lei sto controllando il peso».

Detto che Farchetta avrà i favori del pronostico tra i “pesi leggeri”, quali sono le avversarie più temibili? «Ci saranno tutte le protagoniste della finale 2024, da Negrò di Stefano Charrier a Vipère di Massimiliano Garin fino a Zara di Ivan Hérésaz. – risponde Lorenzo Rosset – Mi è piaciuta Shakira de La Borettaz ma pure tante altre possono fare bene. Anche una bovina terza di concorso che trova la giornata giusta e un sorteggio favorevole può arrivare fino in fondo. Sono tutte molto preparate».

Daniel Quey