AYMAVILLES (qdn) «Un’edizione interessante con tanti contatti, anche dagli Stati Uniti». Il presidente della Cave des Onze Communes di Aymavilles André Gerbore commenta positivamente la partecipazione a Vinitaly, il grande evento di Verona che si è concluso mercoledì scorso, 9 aprile. «A parte l’Asia che, tranne il Giappone, era assente, abbiamo ampliato i contatti con il Nord Europa e c’è stato interesse anche dagli States. – prosegue André Gerbore – D’altra parte dei dazi non eravamo particolarmente preoccupati: sia perché come Valle d’Aosta siamo talmente piccoli che abbiamo un mondo da scoprire sui mercati sia perché confidavamo sul fatto che avrebbero fatto capire a Trump che, seppure la botta per il mercato del vino italiano sarebbe stata forte, molto più forte sarebbe stata la ripercussione per l’economia statunitense, considerando tutto l’indotto».
Al salone la Cave des Onze Communes ha proposto le sue punte di diamante, tra cui “Les Chevaliers”, il Fumin affinato 36 mesi in legno, fine ed elegante, tributo all’essenza più autentica del territorio valdostano. «Abbiamo inoltre presentato in anteprima assoluta il Pino Nero Coin Noble, che è piaciuto moltissimo per la freschezza e l’eleganza. – rimarca André Gerbore – Infine, per quanto riguarda il mercato dei bianchi, ormai la fa da padrone la Petite Arvine, che abbiamo proposto sia nella versione classica che in quella della linea Miniera. La Petite Arvine comincia ad essere riconosciuta come il vero vino bianco tradizionale della Valle d’Aosta: abbiamo potuto far comprendere il suo potenziale di espressione del territorio attraverso la sapidità, la freschezza e l’eleganza che sa esprimere e che permette al consumatore di collegarlo immediatamente alla nostra regione».

