AOSTA (ces) «Si è giocato sulla paura. Ancora una volta. Un déjà vu, un metodo che, secondo noi, è destinato a fallire». Lo scrive in una nota il movimento politico Valle d’Aosta Futura, che torna a criticare la campagna vaccinale contro la dermatite bovina.
«Nelle scorse settimane – prosegue Valle d’Aosta Futura – a più riprese abbiamo rivolto all’Assessore Marzi e alla Giunta regionale domande precise sulla vaccinazione obbligatoria per tutti i bovini presenti sul nostro territorio. Risposte chiare ed esaurenti? Mai pervenute. L’assessore Marzi ha avuto l’ardire di dichiarare che “È di tutta evidenza che non esista una vaccinazione coattiva…” Cosa voleva intendere l’assessore ? Dal dizionario: coattivo significa “che ha il potere di costringere con la forza, costrittivo/imposto per legge (obbligatorio)”. Un assessore che, in piena contraddizione con la delibera numero 1076 del 7 agosto 2025 da lui proposta, non solo approva il “Piano di vaccinazione ufficiale obbligatorio” destinato all’intero patrimonio bovino regionale, nonché di tutti i capi appartenenti ad altre regioni detenuti per motivi di alpeggio sul territorio della nostra Regione, ma prevede anche pesanti sanzioni per coloro che non accettassero di sottoporre i propri capi alla vaccinazione senza prevedere alcun indennizzo in caso di reazioni avverse.
Riproviamo, oggi, a chiedere delucidazioni. Cosa ne è stato dei 3.933 capi del Piemonte? Tutti vaccinati o rientrati in Piemonte senza vaccinazione per ottemperare ad una precisa richiesta dell’Assessorato piemontese competente? Sono stati rispettati integralmente i protocolli veterinari previsti nel piano? Perché, a fronte di 35.000 bovini vaccinati, si continua a pretendere che anche i 600 bovini superstiti debbano esserlo? Pena sanzioni pesantissime? In deliberasi legge “…perché la vaccinazione sia efficace il piano va applicato … come richiesto dalle norma europea (regolamento UE 2023/61)…in modo di garantire di raggiungere il 95% degli stabilimenti vaccinati ed il 75% dei capi vaccinati…). Risultato raggiunto e oltrepassato in tempi record. Perché questo accanimento contro quei pochissimi capi (ad oggi circa 600) non vaccinati? Perché voler assolutamente penalizzare quel piccolo gruppo di allevatori che hanno deciso di non sottostare al diktat?
I bovini oggi in alpeggio che abitualmente vanno a svernare in Piemonte lo potranno fare? Con quali condizioni? E’ stata prevista una vigilanza attiva da parte delle strutture competenti sugli effetti avversi? Quando, da chi e con quale provvedimento amministrativo sono stati ordinati i vaccini? Chissà se qualcuno avrà l’onestà e la correttezza di dare risposte chiare. La dermatite bovina in Valle non era presente, non avevamo alcun focolaio, proprio nulla da sconfiggere. E se si aspettavano 15/20 giorni si usciva anche dalla zona di sorveglianza.
Sono stati somministrati farmaci la cui sicurezza non è accertata, che godono esclusivamente di un’autorizzazione al commercio. Molti allevatori hanno proceduto esclusivamente perché non possono permettersi di pagare sanzioni e multe, quindi per coercizione. O perché avevano la loro mandria in alpeggio con altre mandrie e non era possibile isolarle».

