Alpi e dintorni

Alluvione in Nepal, il cordoglio del valdostano Hervé Barmasse

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AOSTA (fci) «Come sapete in Nepal c’è stata un’alluvione. Noi ci siamo fermati al lodge. Tutto si è fermato ma oggi nonostante il sole non c’è il sorriso perché purtroppo a causa dell’alluvione sono morte più di 50 persone. L’alpinismo è solo un gioco, noi ci possiamo fermare. Possiamo anche tornare a casa. Ma ci sono cose più importanti: dunque oggi il pensiero va alle famiglie di queste persone. Condoglianze e tanto dispiacere».

Così ha comunicato sui suoi canali social l’alpinista valdostano Hervé Barmasse: attualmente in Nepal, ha commentato la forte e, a quanto sembra, inaspettata alluvione che si è abbattuta su Nepal e Tibet nei giorni scorsi.

La tv di stato cinese ha affermato che sul versante tibetano dell’Everest vi erano 200 persone bloccate dalla neve mentre 350 sono state portate a Qudang, un vicino centro abitato. Quanto è accaduto sembra essere un’anomalia per ottobre, stagione generalmente propizia da un punto di vista turistico poiché caratterizzata da condizioni meteo buone.

L’ondata di maltempo ha interessato l’intera regione himalayana. Sul versante nepalese, le piogge sono state causa di dissesto idrogeologico: numerose le infrastrutture distrutte o danneggiate e purtroppo, come informa Hervé Barmasse, si contano oltre 50 vittime.

Ma in Nepal vi erano diversi valdostani. Nessun particolare problema per il gruppo composto dalle guide alpine e alpinisti esperti Marco Camandona, Rogerd Bovard, François Cazzanelli, Stefano Stradelli, Giuseppe Vidoni ed Etienne Janin. Dopo aver fatto tappa all’orfanotrofio Sanonani, hanno lasciato Katmandu proprio nel momento del picco delle piogge. Fuori dalla capitale la situazione spostamenti era più precaria: il maltempo ha messo alla prova ponti e strade non asfaltate.