Alpi e dintorni

INAUGURATO IERI, VENERDÌ 2, PERCORSO CHE SI SVILUPPA DA ENTRÈVES AL BELVEDERE DELLA BRENVA

Brenva Glacier Trek, il sentiero glaciologico dedicato alle trasformazioni del paesaggio del Monte Bianco

Ingrandisci la foto: Lungo le tappe sono presenti punti informativi e QR code, con contenuti curati da Fondazione Montagna Sicura
Lungo le tappe sono presenti punti informativi e QR code, con contenuti curati da Fondazione Montagna Sicura
3 minuti di lettura

COURMAYEUR (fci) E’ stato inaugurato ieri, venerdì 2 ottobre, il Brenva Glacier Trek, il nuovo sentiero glaciologico dedicato alla scoperta del paesaggio del Monte Bianco e delle trasformazioni che lo hanno modellato nel tempo.

Con un percorso che si sviluppa da Entrèves al Belvedere della Brenva, passando per Praz de La Brenva e il Pavillon du Mont Fréty, il sentiero si articola in 14 tappe tematiche dedicate alla storia, alla geologia e all’evoluzione dell’ambiente glaciale.

L’itinerario permette di leggere il territorio attraverso le tracce lasciate dalle glaciazioni del passato e l’osservazione dei ghiacciai ancora attivi, affrontando temi che spaziano dalla formazione della valle glaciale alla Piccola Età Glaciale, dal ghiaccio fossile fino all’evoluzione dei ghiacciai.

Il percorso completo è di circa 13 chilometri, con 1.110 metri di dislivello positivo, una percorrenza complessiva di circa 8 ore e una quota massima di 2.450 metri.

Il Brenva Glacier Trek può però essere affrontato anche per singoli tratti, scegliendo l’itinerario in base al tempo a disposizione e al proprio livello di preparazione.

Le tappe dalla 1 alla 4, che costituiscono il tratto di accesso, e quelle dalla 9 alla 11, nell’area del Mont Fréty, presentano un livello turistico; la salita, tra le tappe 5 e 8, è invece indicata per escursionisti esperti, mentre il tratto conclusivo della ferrata, dalle tappe 12 e 13 fino all’arrivo, richiede attrezzatura ed esperienza adeguate.

In questa articolazione, Skyway Monte Bianco svolge un ruolo importante nella fruibilità del percorso: la stazione intermedia al Pavillon du Mont Fréty, in corrispondenza della tappa 9, consente infatti di raggiungere direttamente in funivia la parte in quota dell’itinerario e, da qui, proseguire verso il Belvedere della Brenva.

Il collegamento offre così un’ulteriore possibilità per organizzare l’escursione su più tratti, rendendo accessibile l’esperienza del Brenva Glacier Trek anche senza affrontare il percorso completo.

Al centro del percorso c’è il Ghiacciaio della Brenva, il sesto per estensione della Valle d’Aosta, osservabile dal Belvedere.

Proprio durante la realizzazione del sentiero, il punto panoramico è stato spostato più in alto seguendo il progressivo ritiro del ghiaccio. Un cambiamento che diventa parte integrante dell’esperienza e permette di osservare direttamente gli effetti delle trasformazioni in corso sull’ambiente alpino, contribuendo a sensibilizzare i visitatori sulla sua evoluzione.

“Con il Brenva Glacier Trek vogliamo offrire un nuovo strumento per conoscere e comprendere il paesaggio del Monte Bianco, accompagnando chi percorre il sentiero alla scoperta dei segni che i ghiacciai hanno lasciato nel tempo e delle trasformazioni che possiamo osservare ancora oggi. Il fatto stesso che il Belvedere sia stato riposizionato durante la realizzazione del percorso mostra quanto questo sia un ambiente in continua evoluzione e quanto sia importante imparare a leggerlo e conoscerlo”, ha dichiarato Roberto Rota Sindaco di Courmayeur.

Lungo le tappe sono presenti punti informativi e QR code, con contenuti curati da Fondazione Montagna Sicura, che permetteranno di accedere all’audioguida e approfondire i temi legati al territorio e all’ambiente glaciale.

Il Brenva Glacier Trek nasce nell’ambito del progetto INTERREG PRÉVRISK-CC, cofinanziato dall’Unione Europea attraverso il programma Francia–Italia ALCOTRA, e valorizza un itinerario escursionistico dedicato alla memoria di Francesco e Giuditta Gatti scomparsi tragicamente il 17 febbraio 1991, vittime di una devastante valanga sul Monte Bianco.

La tragedia si consumò nella zona del Pavillon: una massa enorme di neve si staccò improvvisamente, travolgendo un gruppo di sciatori e scialpinisti che si trovavano sul versante.

Il bilancio fu drammatico, la valanga uccise 12 persone: oltre a Francesco e alla piccola Giuditta, persero la vita Anna Albertoni, Maurizio Astioni, Ivano e Maurizio Bottaro, Ignazio Bruno, Jacopo Malagugini, Bruno Musi, Marco Rocca, Paolo Simonato e Vera Zara.