VALTOURNENCHE (fci) C’è un gesto antico, lento, che attraversa le stagioni e modella il paesaggio senza mai imporsi. È il passo del pastore, il ritmo del pascolo, la relazione millenaria tra uomo, animale e montagna. Da sabato 25 luglio a sabato 1° agosto il Cervino CineMountain riparte da qui. Ma lo fa rompendo ogni schema: non una sola immagine, bensì tre. Per la prima volta nella sua storia, il festival più alto d’Europa moltiplica il proprio volto visivo, abbracciando il tema dell’Anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori, proclamato dall’Onu.
Le tre immagini (realizzate da Tullio Macioce) – concepite come un trittico narrativo – raccontano altrettanti momenti di questo universo, ma fanno qualcosa di più: trasformano la pastorizia in visione, fino a far emergere la montagna dentro ogni scena. La prima è una visione dall’alto, quasi astratta: un prato verde compatto, attraversato da centinaia di pecore che, come punti in movimento, disegnano un profilo inatteso. La seconda immagine, invece, è la più concreta e quotidiana. In una conca alpina, tra erba, pietre e silenzi, una vasca colma d’acqua – simile a una vecchia vasca da bagno – diventa punto di sosta e ristoro. È un’immagine profondamente familiare per chi conosce i pascoli valdostani. La terza immagine è un dettaglio: il manto di una mucca riempie l’inquadratura fino a perdere la propria natura immediatamente riconoscibile e trasformarsi in trama, rilievo, paesaggio.
Accanto a questa nuova identità visiva, il Cervino CineMountain 2026 annuncia una giuria internazionale. A guidarla sarà Alessandra Principini, professionista della comunicazione e dell’innovazione culturale, con una lunga esperienza nella progettazione di contenuti e strategie per il mondo creativo e audiovisivo. Dal 2023 lavora come Film Funds Manager per Movimenti Production, società leader nel settore dell’animazione indipendente in Italia. Con lei, Cristina Cassano, da oltre trent’anni di esperienza nel settore audiovisivo, specializzata nella gestione di progetti complessi per la valorizzazione e la diffusione del patrimonio cinematografico. È esperta in diritti d’autore, distribuzione internazionale e processi legati allo sfruttamento delle opere audiovisive e nell’organizzazione di rassegne, retrospettive, workshop e incontri professionali.
Completa la giuria Piotr Turkot, cofondatore del Krakow Mountain Festival, sin dall’inizio responsabile del programma del festival e della selezione dei film in concorso. È anche stato co-fondatore ed editore di wspinanie.pl, la testata più popolare in Polonia dedicata all’arrampicata e all’alpinismo.
A loro si affiancherà come sempre la giuria del Cai: Elettra Bernardi, psicologa, nata e cresciuta nella nostra regione. Oggi vive tra Milano, dove lavora, e la Valle d’Aosta dove ha fondato il Gruppo Giovani Cai Valle d’Aosta; Andrea Frenguelli, regista, media producer ed esercente cinematografico, vive a Perugia dove produce documentari e gestisce il PostModernissimo, tra i primi cinema di comunità in Italia, e dal 2017 fa parte della Commissione Cultura del Cai; Piermauro Reboulaz ex presidente del Cai Valle d’Aosta, oggi curatore del periodico Cai «Montagnes Valdôtaines».
I primi nomi annunciati tra gli ospiti: Matteo Della Bordella, protagonista dell’alpinismo contemporaneo; Federica Mingolla, tra le voci più interessanti della nuova generazione; Hervé Barmasse, simbolo di un alpinismo etico e radicato nel territorio. Spazio anche alle storie che superano ogni limite, come quella di Francesca Porcellato, atleta paralimpica, fondista e paraciclista; Freddy Montigny, base jumper francese che usa materiali riciclati come sacchi neri dell’immondizia e vecchi tappeti per spiccare il volo dalle vette; lo scrittore Franco Faggiani, capace di raccontare il rapporto tra uomo e natura con una sensibilità narrativa profonda e contemporanea.


