VALSAVARENCHE (mes) Si prospettano tempi lunghi (si parla di almeno 2 o 3 anni) ma l’importante è essere partiti e aver dato l’avvio ufficiale a tutto l’iter che porterà – con tutta probabilità – all’estromissione del budello di Valsavarenche (la zona urbanizzata del paese, in particolare Degioz) dalle competenze del Parco del Gran Paradiso in materia urbanistica, lasciando solo il parere del Comune che agirà attraverso lo strumento del piano regolatore. «Un passaggio fondamentale è stato compiuto, cosa che non era mai avvenuta in 50 anni – spiega il sindaco Roger Georgy – Da qualche parte occorreva iniziare e siamo fiduciosi ora di andare nella direzione corretta». Durante l’ultimo consiglio comunale è stato approvato (con l’astensione della minoranza) la delibera che chiede l’apertura di un tavolo tecnico per la riconfigurazione dei confini entro i quali cadono le competenze dell’ente Parco del Gran Paradiso.
«La proposta in estrema sintesi è di estromettere la zona urbanizzata con l’istituzione di un’area contigua che consenta di mantenere la tutela ambientale e paesistica dove le attività di caccia e pesca restino regolamentate dalla normativa in vigore nell’area del Parco, mentre per la parte urbanistica sia sufficiente il piano regolatore comunale» aggiunge il sindaco Roger Georgy. La delibera del consiglio comunale, integrata con le osservazioni anche della minoranza, sarà trasmessa alla Regione, all’ente Parco e a tutti i sindaci valdostani i cui territori rientrano nel territorio dell’area protetta.
Alla Regione si chiede poi di aprire un tavolo tecnico con il Parco e il Ministero per arrivare, si spera in tempi brevi, a una decisione concordata. Di peso fondamentale per arrivare a questa decisione, sottolinea ancora il Sindaco, è stata la petizione, sottoscritta nello scorso mese di febbraio da oltre 170 abitanti, e promossa dall’assessore comunale Claudio Vicari, con la quale si chiedeva di estromettere il centro urbanistico di Valsavarenche da alcune competenze del Parco. Nel documento, i firmatari chiedevano «urgentemente» che l’Amministrazione comunale promuovesse un incontro con il Presidente e il Direttore del Parco «affinché si arrivi finalmente ad una soluzione, peraltro già prospettata con il regolamento del Parco che attende ancora dopo tanti anni di essere approvato. Ci rattrista inoltre il fatto che sovente siano state intentate azioni legali contro privati e che nella gran parte dei casi si sono risolte in un nulla di fatto, ma con esose spese legali».
Il Parco, si legge ancora nella petizione, «un ente nato per la salvaguardia dello stambecco e che con il passare del tempo ha anche ostacolato azioni atte ad investire sul turismo con conseguenze negative nei confronti di scelte importanti o bloccato lavori di pubblica utilità». Quello di Valsavarenche è l’unico territorio comunale che per intero è compreso nei confini del Gran Paradiso e ciò in passato ha causato diversi contrasti. Ora torna la richiesta di «sottrarre» il territorio dall’area protetta risparmiando i suoi abitanti dalla pesante burocrazia prevista soprattutto per le pratiche edilizie: per questi casi infatti occorre bisogna sempre avere l’autorizzazione, oltre che del Comune, anche del Parco.
Alessandra Merlo


