AOSTA (ces) La Valle d’Aosta si candida ad essere un esempio virtuoso e un laboratorio su scala nazionale nella gestione integrata dell’acqua, grazie alla creazione della società unica Sev e a una governance diffusa che vede come protagonisti i sindaci.
È quanto è emerso ieri, venerdì 18 settembre, a Introd nel corso del convegno, organizzato dal Bim, sulle sfide e le strategie future riguardanti l’acqua, anche alla luce dei cambiamenti climatici. In Valle d’Aosta il sistema è costituito da oltre 2.500 chilometri di rete acquedottistica, da più di 500 punti di prelievo e 1.700 chilometri di sviluppo della rete fognaria.
«Una gestione in house e un controllo dei Comuni sulla gestione dell’acqua, che rimane pubblica, è un modello perfetto e, laddove è partito, i dati dicono che c’è un vantaggio in bolletta, minori perdite e una migliore qualità del servizio» ha spiegato Nicola Dell’Acqua, presidente dell’Arera, l’autorità di regolazione.
Un riconoscimento che arriva anche dall’altro soggetto nazionale presente ad Introd: l’Associazione degli enti di governo d’ambito (Anea). «Il sistema valdostano è un modello – ha confermato il presidente Luca Mascolo – perché qui in pochissimi anni i sindaci e la Regione sono stati capaci di mettere su una governance unitaria».
Si tratta di una sistema che, secondo l’assessore regionale alle Opere pubbliche Davide Sapinet «era necessario sia per un aspetto di equità tra i vari territori, sia per trovare sinergie operative e per garantire ai cittadini un servizio idrico integrato efficiente».
Le sfide derivano ora soprattutto dal cambiamento climatico e dalla conseguente carenza idrica. Una situazione che, secondo il presidente della Regione Renzo Testolin crea «stimoli nuovi e diversi all’Amministrazione regionale, ma a tutte le amministrazioni di livello statale ed europeo».
E il convegno di oggi aveva proprio l’obiettivo di «mettere in relazione – ha spiegato il presidente del Bim Vittorio Anglesio – la visione strategica maturata a livello internazionale ed europeo con le azioni concrete messe in campo dagli attori regionali e locali, in un momento storico in cui il cambiamento climatico sta modificando in profondità la disponibilità della risorsa idrica».
