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Il Gran Paradiso Film Festival ha incoronato la regista premio Oscar. In crescita il pubblico della manifestazione

Un pangolino per cambiare il mondo. Lo Stambecco d’Oro a Pippa Ehrlich

Ingrandisci la foto: La cerimonia di premiazione con, da sinistra, il presidente di Fondation Grand Paradis Michel Martinet, le registe Pippa Ehr1ich e Yaz Ellis e la direttrice artistica Luisa Vuillerrnoz
La cerimonia di premiazione con, da sinistra, il presidente di Fondation Grand Paradis Michel Martinet, le registe Pippa Ehr1ich e Yaz Ellis e la direttrice artistica Luisa Vuillerrnoz
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COGNE (qdn) La regista Pippa Ehrlich – presente sabato scorso, 1° agosto, sul palco di Cogne – ha vinto la 29esima edizione del Gran Paradiso Film Festival. La cerimonia di premiazione si è svolta alla Maison de la Grivola e ha visto la partecipazione straordinaria della regista già vincitrice del premio Oscar per “My Octopus Teacher” che, intervistata da Luisa Vuillermoz, direttrice artistica del festival, ha raccontato al pubblico il percorso creativo, professionale e umano che accompagna la realizzazione dei suoi film.

«Ho scelto di raccontare “piccole storie” capaci di rappresentare questioni più grandi, perché credo che questo sia il modo migliore per raggiungere il cuore delle persone. – ha spiegato Pippa Ehrlich – La scienza ha dimostrato che gran parte delle nostre decisioni è determinata dalle emozioni e dagli istinti più che dal pensiero razionale. Il destino del nostro mondo è determinato dall’insieme delle azioni individuali. La mia speranza è che il pensiero e le emozioni suscitate da queste “piccole storie” possano estendersi al modo in cui affrontiamo le enormi e terrificanti sfide del nostro tempo».

Alla regista è stato conferito il premio Gran Paradiso Film Festival Legacy Award 2026, per aver saputo coniugare eccellenza artistica, innovazione narrativa e profondo impegno civile, trasformando il cinema naturalistico in uno strumento di consapevolezza, ispirazione e cambiamento.

«Il cinema può fare qualcosa che il dibattito mediatico non riesce più a fare: emozionare senza semplificare. – ha riflettuto la direttrice artistica Luisa Vuillermoz – L’immagine di un pangolino che torna in libertà, girata da Pippa Ehrlich, ti resta addosso per giorni, non passa nel tempo di un reel. Il cinema documentario ha la pazienza del tempo lungo, lo stesso tempo della natura. Non credo che risolva i grandi problemi della coesistenza tra uomo e wildlife, ma può ricostruire il terreno emotivo su cui poi le decisioni si prendono. Le agende cambiano quando cambia l’immaginario collettivo. Per questo, in un momento in cui il tema ambientale è stato marginalizzato dal discorso pubblico, il ruolo di festival come il nostro diventa ancora più necessario».

Il presidente di Fondation Grand Paradis Michel Martinet ha espresso grande soddisfazione per questa edizione del festival: «I risultati di questa prima settimana del 29esimo Gran Paradiso Film Festival testimoniano la solidità e la crescente capacità attrattiva della manifestazione. L’incremento del 35 per cento delle presenze rispetto allo stesso periodo dello scorso anno rappresenta un dato particolarmente significativo, che premia il lavoro di Fondation Grand Paradis e di tutti i partner coinvolti. È un risultato corale, che conferma il Festival come un appuntamento culturale profondamente radicato nel territorio e, al tempo stesso, capace di richiamare un pubblico sempre più ampio attorno ai grandi temi del cinema, della natura e della contemporaneità».

A caratterizzare il Gran Paradiso Film Festival è, ancora una volta, il ruolo centrale del pubblico, chiamato ad assegnare i principali riconoscimenti della manifestazione. Gli spettatori, attraverso il proprio voto, hanno decretato il vincitore del premio Stambecco d’Oro e dello Stambecco d’Oro junior, entrambi assegnati a “Pangolin: Kulu’s journey” di Pippa Ehrlich. La giuria del pubblico ha infine destinato il premio CortoNatura a “For deer life” della giovane regista austriaca Yaz Ellis.

La Giuria tecnica ha attribuito sei riconoscimenti alle opere distintesi per qualità artistica, narrativa e scientifica. Il Premio per il miglior cortometraggio è stato assegnato a “Elephant in the Room” di Jura Bakx; il Premio Fondazione Orestiadi di Gibellina a “Pelagos, voyage au large de la Méditerranée” di Frédéric Larrey e Thomas Roger; la Menzione speciale a “2000 jours au Paradis” di Véronique, Anne ed Erik Lapied. Il Premio per la migliore immagine è andato a “Le Chant des forêts” di Vincent Munier; il Premio per il miglior sguardo scientifico a “Orchids: Darwin’s Conundrum” di Thomas Cassar; mentre il Premio per la migliore sceneggiatura è stato attribuito a “Escargot, le grand voyage du petit-gris” di Lucas Allain e Basile Gerbaud.

Gli ultimi appuntamenti

Oggi, sabato 8 agosto il Gran Paradiso Film Festival arriva a Rhêmes-Saint-Georges, dove negli spazi di Maison Pellissier dalle 21 si terrà il terzo appuntamento del GPFF in Mostra, con l’apertura al pubblico del Festival della mostra “Meraviglie da Salvare” curata dalla Lipu – Lega Italiana Protezione Uccelli. Il percorso espositivo sarà arricchito dall’intervento di Giampiero Sammuri, vicepresidente sezione italiana Iucn – Unione Internazionale Conservazione della Natura, che proporrà una riflessione sul tema “Le specie aliene: un pericolo nascosto”. Seguirà la proiezione del cortometraggio “Une chouette famille à nouveau réunie” di Geoffrey Quittelier e, a chiusura della serata, il lungometraggio “The Birds” di David Allen.

La 29esima edizione si concluderà domani, domenica 9 agosto, nel Parco del Castello di Aymavilles: alle 18 si terrà l’ultimo appuntamento del ciclo De Rerum Natura, con la scrittrice Elena Loewenthal, che presenterà il suo libro “Il tempo dei chissà” in dialogo con Luciano Caveri, presidente della Fondation Emile Chanoux. Seguirà alle 21 la cerimonia di premiazione del GPFF Online, durante la quale saranno annunciati i vincitori scelti dalla Giuria del Pubblico Online e proiettati i film premiati. La serata si aprirà con due contributi video musicali: “La Dama Bianca”, di Carlo Pestelli e Vincent Boniface e “Revire I Montagnes Valdòtaines ReWork – Neda Groove (feat. Nat)”, composto da Raffaele Neda D’Anello e interpretato da Natalia Crema.