Alpi e dintorni

Zermatt, servono posti letto: progetto per un grattacielo di ben 65 piani

Ingrandisci la foto: Zermatt, servono posti letto: progetto per un grattacielo di ben 65 piani
5 minuti di lettura

AOSTA (fci) Altro che gli 8 piani di The Stone, il complesso in via di realizzazione al posto dell’ex Hotel Fosson a Cervinia. L’edificio immaginato dall’altra parte del Cervino, a Zermatt – un cantiere da oltre 500 milioni di euro a circa 1.600 metri di quota – diventerebbe il più alto della Svizzera. Un grattacielo da 65 piani, alto 260 metri, denominato Lina Peak.

Il progetto, audace quanto controverso, sta facendo discutere: a proporlo è Heinz Julen, architetto, designer e albergatore. «Sarebbe iconico» ha dichiarato in un’intervista al quotidiano Tages-Anzeiger. «Soprattutto, risolverebbe molti dei nostri problemi».

L’idea nasce da una questione cronica che accomuna molte destinazioni turistiche (alpine e non solo): la carenza di alloggi per i lavoratori, nonché per potenziali residenti. In un mercato immobiliare pesantemente condizionato dalle logiche turistiche, non ci sono abitazioni disponibili e i prezzi diventano sempre più proibitivi: così, chi ha bisogno di una casa in cui vivere non la trova.

E la questione si ritorce anche contro il sistema turistico stesso: i dipendenti delle attività ricettive, ad esempio, non hanno un posto dove stare. «A Zermatt, il problema è ancora più acuto. La valle è stretta, i terreni edificabili sono limitati e le alternative abitative sono scarse. A ciò si aggiunge la pressione dal basso. Visp è già piena per l’azienda chimica Lonza, che spinge i nuovi arrivati a spostarsi sempre più a monte per trovare un alloggio» si legge sul Tages-Anzeiger.

Secondo Heinz Julen, la soluzione potrebbe essere costruire in verticale. Lina Peak viene presentato come «un concept per ripensare il futuro di Zermatt. Un luogo che crea spazio per le persone, la comunità e il futuro».

Il progetto prevede la realizzazione di 500 appartamenti per residenti e lavoratori, di dimensioni variabili dai 35 ai 150 metri quadrati, distribuiti uno accanto all’altro su una torre vetrata. Con vista panoramica sul Cervino e sulle montagne di Zermatt, naturalmente.

Il grattacielo (nella FOTO una simulazione) diventerebbe il più alto dell’intera Svizzera: attualmente, il primato è della Roche Tower 2 di Basilea, che si ferma a 205 metri. Già 10 anni fa, in un’altra località montana svizzera (Vals), si parlava dell’eventualità di costruire un hotel di lusso in un grattacielo alto 381 metri (esattamente come l’Empire State Building a New York, per intenderci).

Lina Peak sarebbe organizzata in 2 zone abitative: dal 2° al 32° piano, «residenze a prezzi accessibili per residenti e dipendenti, con divieto di speculazione e prezzi equi». Qui si prevede inoltre la «possibilità di affittare appartamenti dedicati all’assistenza per anziani a tariffe agevolate per i residenti di Zermatt».

Dal 34° piano al 62°, spazio a superfici da mettere in vendita sul libero mercato: queste sarebbero destinate a finanziare l’intero progetto. In totale, si parla di oltre 30mila metri quadrati di spazi abitabili disponibili per l’affitto o l’acquisto.

L’intento dichiarato di Lina Peak è creare «le condizioni che consentono alla popolazione locale di riacquistare proprietà. Il progetto offre sicurezza a lungo termine e tutela dalla costante incertezza di potenziali sfratti, una situazione che minaccia sempre più la coesione sociale ed economica di Zermatt».

Zermatt conta circa 6 mila residenti (un dato che appare in crescita) e al culmine della stagione turistica arriva ad accogliere anche 40 mila persone al giorno. Sempre stando ai dati ripresi dal Tages-Anzeiger, lo scorso anno si sono registrati 2,5 milioni di pernottamenti. «Quanta crescita può sostenere questa località?», si chiede Heinz Julen.

A porsi questo interrogativo sono in tanti; le autorità locali, da tempo, hanno riconosciuto il problema. I nuovi hotel vengono approvati solo se in grado di ospitare più della metà dei dipendenti. Zermatt Bergbahnen AG (che gestisce funivie, impianti e l’area sciistica ed escursionistica) ha convertito il suo ex edificio amministrativo in alloggi per il personale.

Quest’estate – riporta sempre il Tages-Anzeiger – è stata avviata un’indagine tra la popolazione: «Anche se i risultati devono ancora essere analizzati, una cosa è chiara: il problema abitativo sarà una priorità assoluta».

Heinz Julen, sulle pagine del quotidiano, sostiene che l’edilizia ad alta densità possa rappresentare una soluzione e di recente ha acquistato un terreno agricolo alle porte del paese: «Penso davvero che sia una buona idea. La torre non ostruirebbe la vista del Cervino da questo punto di osservazione».

Il progetto è articolato e prevede inoltre un «Welcome Hub» «che convoglierà i turisti direttamente verso una nuova funivia» con la finalità di ridistribuire i flussi e alleggerire il paese dalla pressione turistica.

Le reazioni attorno al progetto sono contrastanti, ma «inizialmente, le autorità comunali e cantonali hanno reagito positivamente alla proposta» riporta il quotidiano svizzero.

Heinz Julen sta organizzando una serata informativa per i residenti e promuovendo una raccolta firme a sostegno del Lina Peak. «Il popolo è sovrano; alla fine, è lui a decidere», afferma l’imprenditore locale.

Se il parere dei suoi compaesani si rivelasse negativo, si dice pronto ad abbandonare il progetto senza esitazioni. Vorrebbe essere «un progetto sostenuto da Zermatt, pianificato a Zermatt e realizzato per Zermatt. Viviamo da secoli ai piedi del Cervino. – conclude Heinz Julen – Vogliamo preservare questo luogo di montagna, senza però bloccare il progresso».