COURMAYEUR (peb) Molto conosciuta e amata dalla comunità di Courmayeur, è venuta a mancare sabato scorso, 1° novembre, Lidia Bonin. Nata martedì 1° luglio 1941 a Courmayeur, Lidia Bonin era una donna discreta ma sempre presente, che ha dedicato gran parte della sua vita alla parrocchia.
«Lidia era una donna molto profonda, che parlava sempre apertamente ed era mossa dall’amore nei confronti della comunità. – racconta don Gregorio Mrowczynski, parroco di San Pantaleone a Courmayeur e di Santa Margherita a Entrèves – Era disponibile con i residenti, i villeggianti e i sacerdoti.»
Per un periodo è stata ricoverata all’Hospice del Beauregard di Aosta, prima che Rita Guizzetti di Courmayeur si prendesse cura di lei, nelle ultime settimane. Lidia Bonin ha voluto lasciare una testimonianza sull’assistenza ricevuta all’Hospice: «Sono ricoverata all’Hospice del Beauregard dal 1° ottobre. Quando me l’hanno proposto ero rimasta un po’ lì perché pensavo, come tanti altri, che quel posto fosse brutto, solo un’anticamera …Invece è un luogo pieno di attenzioni, di affetto, di cure e di pace. Medici, infermieri e OSS si prodigano per togliermi il dolore e farmi stare bene. Qui si può entrare in qualsiasi momento e ogni giorno ci sono i volontari che passano a vedere se ci serve qualcosa. Ho scritto questo perché le persone sappiano che questo reparto non è solo per la fine… ma per poter vivere ancora e aver tempo per prepararsi bene».
«Era una persona radicata nel tessuto sociale e si occupava assiduamente della cappella di San Giocondo a Dolonne. – ricorda Jean-Louis Derriard di Courmayeur – Salutava sempre tutti ed era particolarmente legata a mio papà Dino (Ferdinando Derriard, ndr) che è mancato lo scorso anno, con cui si confidava. Generosa e attiva, aveva un legame forte con le proprie radici.» La cerimonia funebre si è tenuta lunedì 4 novembre nella chiesa parrocchiale di Courmayeur.

