COGNE (mb1) È allarme lupo anche a Cogne. Un branco composto da almeno 4 esemplari è stato avvistato nelle prime ore del pomeriggio di martedì scorso, 11 febbraio, lungo la strada regionale, nei pressi del paravalanghe in località Sisoret. Le immagini, realizzate con uno smartphone da un automobilista che stava transitando in quel momento, mostrano in particolare un lupo intento ad azzannare la carcassa di un camoscio, e alle sue spalle altri 3 esemplari: 2 sulla regionale e un altro che si inerpica sulla montagna, sulla neve.
«Anche io ho visto il filmato, – riferisce il sindaco di Cogne, Franco Allera – particolarmente cruento, del predatore che sbrana un animale. La sua indole è quella e deve essere affrontata e accettata con serietà». E diversamente da quanto si pensava inizialmente, il branco ripreso con il telefonino non si trovava nelle vicinanze dell’abitato di Epinel.
«Come amministrazione locale ora come ora possiamo fare poco o nulla. – prosegue il Sindaco di Cogne – Però se i lupi dovessero avvicinarsi ai centri abitati» come è accaduto recentemente a Pré-Saint-Didier «causando problemi, allora sarebbero necessarie misure di controllo più rigorose che potrebbe attuare anche il Comune».
«Come allevatore sono molto preoccupato per questa situazione, anche se le mie mandrie non sono mai state attaccate da questi predatori, poiché anche durante il periodo estivo vengono sempre riportate in stalla durante la notte. – commenta Patrick Gérard, titolare dell’azienda agricola Costa del Pino di Cogne – È fondamentale gestire meglio la popolazione dei lupi. Non possiamo accettare che ci venga detto che la situazione è sotto controllo e che gli esemplari presenti in Valle d’Aosta sono pochi. Se dovessimo convivere solo con pochi esemplari, magari monitorati tramite collari gps, questo fatto non rappresenterebbe un problema. Al momento invece la coesistenza del predatore con le nostre attività è difficile. Non sono contrario al lupo in Valle d’Aosta, essendo un animale che è parte integrante della natura, ma è necessaria una razionalizzazione della sua presenza».
Fabio Marongiu


