Alta Valle

IL COMPLEANNO DOMANI, DOMENICA 30 NOVEMBRE, CON UNA GRANDE FESTA

Bruno Barmaz, 100 anni che raccontano la storia di Villeneuve e della Valle d’Aosta

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VILLENEUVE (peb) D omani, domenica 30 novembre, Villeneuve festeggerà un compleanno che profuma di storia e di comunità: Bruno Barmaz compie 100 anni. Un secolo intrecciato con la storia del paese, condiviso con la sua famiglia e con il territorio che, anche grazie a lui e alla moglie Ines Ceriano – scomparsa nel dicembre 2022 a 93 anni – ha cambiato volto. La sua è una vita segnata da una determinazione silenziosa e da un instancabile spirito di lavoro, qualità che ancora oggi emergono nel suo sguardo lucido.

Bruno Barmaz vide la luce il 30 novembre 1925 a Rhêmes-Saint-Georges e « Ai tempi si nasceva in casa, mica in ospedale ad Aosta come oggi », dice sorridendo. Suo padre Anselmo è elettricista a Chavonne, la madre Filippina Chabod è di Valsavarenche. La famiglia, con la sorella Giovanna e il fratello Gianfranco, si trasferisce presto a Villeneuve e Bruno decide di seguire le orme del padre entrando a lavorare alla Cogne.

La giovinezza è segnata dagli anni della guerra. «In Valle d’Aosta i fascisti sono arrivati in massa dopo l’8 settembre del 1943 – ricorda – e a causa di uno di loro sono finito in prigione, alla Torre dei Balivi di Aosta». Il motivo fu un episodio apparentemente banale: «Praticamente avevo infastidito un fascista che prendeva regolarmente il treno da Torino – la linea era spesso interrotta e impiegava parecchio tempo – per andare a trovare l’amante a Saint-Pierre. Così sono stato rinchiuso per 15 giorni con i pidocchi sulla branda. Sono uscito dalla galera grazie a mio padre che aveva delle conoscenze, ma con l’obbligo di tornare a lavorare a Chavonne: mancava manodopera.»

Finito il conflitto, Bruno Barmaz – grande appassionato di montagna, aveva scalato il Monte Bianco, il Monte Rosa, e la Marmolada – ironia della sorte viene precettato dalla Marina Militare, che sceglie i migliori della Cogne e li mette a fare i meccanici sulle navi.

«Sono partito per Taranto non appena mi hanno reclutato e ho impiegato ben 2 giorni per arrivare! Le strade erano state tutte bombardate, il treno era peggio di un carro bestiame e dovevamo proseguire con l’autobus quando la linea era interrotta. L’Italia era tutta una rovina.»

Successivamente viene trasferito a La Spezia: prima sull’incrociatore Duca d’Aosta, poi sul rimorchiatore d’alto mare Tino perché «avevamo dovuto consegnare l’incrociatore alla Russia, nel Bosforo ». Dopo 17 mesi viene congedato e rientra nella nostra regione.

Al ritorno diventa il primo giovane motociclista di Villeneuve: «Avevo una Benelli 500 che mi aveva venduto mio zio Noé Chabod, maresciallo della Forestale: una moto che pesava molto e che “beveva” ancora di più». È in quegli anni che conosce Ines Ceriano, che con la sorella Luisa gestiva il negozio nella piazza del Municipio di Villeneuve. «Dovevamo aspettare di avere pronta la casa, così ci siamo potuti sposare solo nel febbraio del 1956: come viaggio di nozze siamo andati un giorno a Torino, ma i marciapiedi erano ghiacciati e siamo tornati subito indietro».

Nel 1957 inizia l’avventura destinata a segnare profondamente la sua vita e anche Villeneuve. Bruno Barmaz e Ines Ceriano acquistano il Bar Delle Rose all’ingresso del paese, arrivando da Courmayeur. Una scelta coraggiosa, in un periodo in cui i soldi erano pochi, ma le idee tante. Il locale diventa presto un punto di riferimento: apre alle 6 del mattino e chiude alle 2 di notte, luogo di incontro per generazioni, luogo di partenze e ritorni. Negli anni il bar si trasforma nell’Hotel Des Roses, con nuovi piani, spazi ampliati, una sala da ballo e la prima taverna con juke-box della Valle d’Aosta. Nel frattempo nascono i figli Danilo (1958) e Bruna (1967).

Negli anni Settanta arrivano in Valle d’Aosta i primi extracomunitari e Bruno e Ines non esitano ad aprire loro la porta: per loro non era beneficenza, era semplicemente naturale. Nel 1988 Ines viene nominata cavaliere della Repubblica, un ricordo che Bruno considera ancora uno dei suoi più preziosi.

Domani – domenica – Villeneuve celebrerà non solo un compleanno, ma un esempio: quello di un uomo che non ha mai smesso di credere nel lavoro, nelle persone e nella famiglia, negli anni arricchita dai nipoti Gail e Yannick. A Bruno, il grazie di chi ha condiviso una «tappa» al Des Roses o un pezzo di strada con lui. E gli auguri più sinceri per i suoi straordinari 100 anni, che festeggerà con oltre 80 ospiti tra amici e familiari.

Arabella Pezza