COURMAYEUR (peb) «Da sabato 13 dicembre si chiude per me un capitolo importante: non sarò più incaricato della gestione di questo cinema. Questo è il giorno dei saluti definitivi, l’ultima volta in cui mi vedrete dietro al bancone, con il mio sorriso un po’ stropicciato e i capelli ormai indomabili. Ho ricevuto la notizia a metà novembre, e l’ho vissuta come la fine improvvisa di una relazione in cui avevo investito tutto, immaginando un futuro sostenibile per questo spazio che amo profondamente.»
Parole – affidate ai social – di Patrik Nicotera, alla fine di cinque anni come gestore dell’ex-Palanoir (il cinema) di Courmayeur, ai quali se ne aggiungono due durante i quali aveva affiancato il gestore precedente Marcello Vai.
Patrik Nicotera (foto) non è stato riconfermato «dopo aver inviato una proposta in trattativa privata, e dopo aver partecipato al terzo bando in cinque anni come unico partecipante».
«Sono rimasto basito: gli accordi sembravano presi ma poi una telefonata mi ha annunciato che era stato scelto un altro: chiedo il perché e non mi vengono date spiegazioni, se non che non ho accettato le condizioni del bando. Al mio posto, ci sarà ROY Produzioni di Ruggero Tircoli» afferma Patrik Nicotera.
Con il «suo» cinema Patrik Nicotera ha cercato di offrire un servizio alla comunità e di sopperire alla mancanza di un grande festival, racconta la sua esperienza con un lungo post che ha condiviso sui social, per salutare il pubblico che oramai conosceva e con cui si era instaurato un rapporto grazie anche alle iniziative proposte nel corso degli anni.
«Il mio legame con il cinema nasce da bambino, quando aiutavo i miei genitori a pulire le sale di Aosta: non potevamo permetterci il biglietto ogni settimana, ma lì dentro ho scoperto il mio primo grande amore. L’odore del legno, i tendoni rossi, i poster giganti… tutto mi diceva che quel mondo avrebbe fatto parte di me. -racconta – Poi sono arrivati gli studi, la passione per il cinema d’autore, i lavori più disparati sui set, l’esperienza in televisione, che però non riusciva a farmi battere il cuore come un film visto su grande schermo. Quando sono tornato nella mia terra ho cercato di coltivare quella passione tra documentari, corsi per ragazzi, progetti creativi. E come in una sceneggiatura inattesa, mi sono ritrovato a gestire questo cinema dopo il lockdown. Il mio obiettivo era semplice: farvi sentire a casa, creare un luogo di incontro in un mondo dove ci si isola sempre di più. Gli Apericinema, le chiacchiere, i sorrisi, i confronti dopo ogni proiezione: sono stati momenti autentici, che porterò con me. Mi spiace non essere riuscito a portare avanti tutto ciò come lo avevo immaginato. Vi ringrazio per l’affetto, la fiducia, la compagnia. Siete stati una parte importante della mia storia. Spero che questo cinema continui a essere ciò che merita: un luogo di arte, comunità e condivisione».
a.p.


