Alta Valle

NEI GIORNI SCORSI COMPLETATA L’OPERAZIONE DI ABBATTIMENTO, QUALCHE DISAGIO PER I VICINI

Courmayeur, demolito l’ex Hotel Vittoria se ne va un pezzo di storia. Al suo posto nascerà Vittoria Luxury Home, undici dimore esclusive

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COURMAYEUR (peb) Mercoledì 10 dicembre scorso Courmayeur ha salutato un pezzo di storia che per quasi un secolo aveva raccontato le stagioni, le villeggiature, i viaggiatori di passaggio e i sogni di chi arrivava ai piedi del Monte Bianco. L’Hotel Vittoria, simbolo discreto dell’accoglienza alpina, è stato abbattuto, lasciando spazio a un nuovo capitolo di vita per la comunità e per il tessuto del paese.

Costruito da Giacinto Radaele, fornaio del paese con bottega di fronte alla Chiesa Valdese, fu inaugurato l’8 agosto 1928 – era un mercoledì – e venne gestito a lungo da Giacinto Radaele con la moglie Leonilda Perrod, coadiuvato negli anni dalle 4 figlie Albertina, Annetta, Olga e Renata.

Con la morte di Leonilda nel 1953 e la prematura scomparsa di Olga nel 1956, a gestire l’hotel rimasero Annetta e Renata, quest’ultima nota come «la maestra», amata e apprezzata da più di una generazione di allievi. Albertina, emigrata nel 1948 con il marito Giuseppe Tamietto negli Stati Uniti, dove nacquero i figli Joey (pilota civile e comandante capo del jumbo 747 Alitalia) e Albert, rientrò in Italia occupandosi dell’albergo dal 1960.

Anima e cuore della struttura, ha condotto il Vittoria fino agli anni Ottanta, coadiuvata dal 1971 dal figlio Albert, per 3 mandati Presidente degli Albergatori della Valle d’Aosta ed eletto nel 1990 sindaco di Courmayeur. Quando Albertina lasciò a 74 anni, le sue quote (il 75 per cento) vennero cedute in quote paritarie tra i fratelli (37,5 per cento ciascuno).

Sarà poi con un accordo con Joey che nel 1995 Albert cedette la sua parte a lui, che così divenne proprietario del 75 per cento. Il restante 25 per cento invece è sempre stata la quota della zia Renata, fin dagli inizi. Cadde poi in successione testamentaria a Joey alla morte di Renata, che così acquisì il 100 per cento dell’immobile, che nel 1997 si ripropose di rinnovare ma, dopo 2 progetti bocciati, si arrese e l’attività chiuse definitivamente nel 1999.

«Dalla mia uscita dalla società intorno al ‘95, non mi sono più interessato al Vittoria. – riferisce Albert Tamietto – Essendo però la mia abitazione proprio attaccata all’albergo, sono rimasto contrariato per come sia stato demolito, senza attenzione né verso il paese e ancor meno verso i vicini. Una demolizione di altri tempi, insomma, senza una indispensabile protezione per le zone circostanti, protezioni che si vedono ormai in tutti i cantieri nei centri abitati. Dovrebbe esserci un regolamento edilizio stringente, ma pare che non esista o, se esiste, non è adeguato ai nuovi metodi di costruzione. Al di là di questo, ho letto parecchie cose sui social a tarda difesa dell’immobile del Vittoria: l’edificio non poteva che essere demolito perché mai avrebbe superato le norme antisismiche in vigore. Certo, spiace che non ci sia più: era un pezzo di Courmayeur. Ma era la parte più caratteristica, quella in pietra, che era costruttivamente la più “critica”».

La struttura, infatti, viene spesso evocata nei racconti di chi l’aveva conosciuta attiva nei suoi anni di fulgore. «Certamente da un punto di vista psicologico è stato un trauma, mi dispiace emotivamente ma per vederlo chiuso e così degradato da anni la riqualificazione è la soluzione migliore. – afferma Marina Ciancianaini, titolare della storica enoteca affacciata sul piazzale Monte Bianco – Coltivo parecchi ricordi riguardo l’hotel quando era al suo massimo splendore, tra i quali uno che mi è rimasto più impresso: una coppia che aveva alloggiato lì da sposini e che era entusiasta della struttura. Mi avevano raccontato, con emozione, che si erano trovati molto bene. Era un pezzo di storia di Courmayeur, ma nella vita le cose cambiano. Dal mio punto di vista la demolizione è stata gestita bene e, a parte la polvere, non mi ha dato fastidio» conclude.

Ora, quegli spazi si riannodano con il presente e si proiettano nel futuro, in una forma nuova, capace di dare vita a nuove storie di persone, famiglie, visitatori e residenti. La riqualificazione darà origine a Vittoria Luxury Home, un insieme di 11 dimore esclusive che reinterpretano l’abitare alpino in chiave moderna e innovativa, senza perdere il legame con la tradizione grazie a materiali naturali, linee pulite e ambienti luminosi che si fondono col paesaggio. La commercializzazione è affidata a ETI Vacanze, storica agenzia capace di valorizzare operazioni complesse e strategiche per il territorio.

Non si tratta di cancellare il passato, ma di trasformarlo: le radici storiche del luogo incontrano nuove esigenze abitative e sociali, riflettendo le trasformazioni che molte località alpine stanno affrontando in questi anni.

Arabella Pezza