Alta Valle

QUANTO EMERSO DAGLI SCAVI ARCHEOLOGICI

Nuove sorprese dal Priorato. I resti di un edificio rurale

2 minuti di lettura

SAINT-PIERRE (btb) Un lungo muro, con uno sviluppo di circa 10 metri ed una soglia di ingresso all’ambiente entrostante. E’ quanto emerso nei giorni scorsi durante gli scavi archeologici nei prati intorno al Priorato di Saint-Pierre, dopo che i saggi propedeutici alla posa delle nuove condotte dell’impianto di irrigazione avevano rilevato la presenza di reperti di epoca romana. I tegoloni ritrovati, contraddistinti da un marchio molto conosciuto ad Aosta dal primo al secondo secolo dopo Cristo, però non facevano parte di un edificio, bensì di una sorta di deposito. Tuttavia nelle vicinanze è stata individuata una muratura tecnicamente ben realizzata che appunto si sviluppa per una lunghezza considerevole ed un’altezza superiore al metro. “La nostra ipotesi – spiega l’archeologo della Soprintendenza Gabriele Sartorio – è che si tratti di un edificio rurale facente parte di un complesso agricolo. Ora i resti documentati verranno ricoperti.”

Nelle adiacenze del muro però non sono stati trovati segni dell’antica strada, come speravano gli archeologi seguendone le tracce apparse nei saggi dell’Ana per la costruzione della vicina rotonda. “I resti emersi vicino all’attuale Statale 26 – continua Gabriele Sartorio – sono medievali ma è normale che nel tempo sulle antiche strade romane si siano sovrapposti elementi successivi. Probabilmente l’antica strada delle Gallie da Aosta verso il colle del Piccolo San Bernardo passava vicina all’attuale complesso del Priorato di Saint-Jacqueme.”

In effetti è a questo punto plausibile che il Priorato di Saint-Pierre, ricostruito nella sua forma attuale agli inizi del Settecento, viste le sue origini molto antiche sia stato realizzato adiacente alla strada.

La prima notizia certa sull’esistenza del Prieuré de Saint-Jacqueme de Chatel-Argent è del 1176 ma secondo alcuni testi risalirebbe addirittura al quinto secolo dopo Cristo. Pertanto non è da escludere che la sua costruzione possa essere avvenuta inglobando una precedente stazione di posta romana, una mansio quindi, mentre l’edificio rurale di cui sono emerse le murature nei giorni scorsi fosse invece una fattoria che sfruttava l’ampio pianoro dell’attuale cascina de la Priou e la zona di Cé.