SAINT-PIERRE (fci) Non si legge più neanche l’insegna. Dire che è in stato di abbandono ormai è poco per l’ex Hotel Lanterna di Saint-Pierre. Per chi ha superato la cinquantina, quella struttura lungo la strada statale 26 tra Villeneuve e Saint-Pierre fa tornare in mente ricordi di estati gloriose, un albergo che lavorava a pieno ritmo e un locale che era tappa obbligata per chi viveva la notte da queste parti. Per i ventenni è un rudere, un monumento all’abbandono, da sempre visto così: porte e finestre murate, vegetazione selvaggia su quello che era – i ragazzi di oggi non lo possono sapere – un bel campo da tennis e sul cortile che conduceva alla hall dell’albergo.
Fino a una decina di anni fa almeno si provava a immaginare una destinazione. E vi era stato anche un contenzioso tra Regione e Stato, che se ne disputavano la proprietà. Ora l’ex Hotel Lanterna è rimasto solo una brutta cartolina per le migliaia di persone – turisti compresi – che quotidianamente ci passano davanti, sulla Statale 26.
Il sindaco di Saint-Pierre, Andrea Barmaz, è sconsolato. «Il proprietario è il Ministero dell’Interno che ho provato a contattare ancora dopo l’incendio dell’agosto 2023, sollecito che ad oggi rimane lettera morta. – riferisce – Il futuro della struttura? Sono pessimista dal momento che non si sa a chi riferirsi a Roma». E a questo aggiunge un aneddoto: «In occasione dell’incendio, agli agenti di Polizia che mi chiedevano chi era il proprietario ho dovuto rispondere : “voi!”», intendendo appunto lo Stato.
Incendio divampato nel pomeriggio di giovedì 17 agosto 2023. Ultima notizia nota riferita alla struttura.
«La nostra Polizia locale in tutti questi anni ha comunque vigilato e in occasione dell’incendio ha dato l’allarme ed è intervenuta per prima. – prosegue il Sindaco di Saint-Pierre – Un’impresa locale mi ha chiesto di bonificare la “selva”, ma anche qui le mie iniziative a Roma non hanno avuto alcun riscontro. Il Comune da solo non potrà mai farsi carico dell’eventuale acquisto. Eppure sulle potenziali destinazioni vi è l’imbarazzo della scelta: un parco, oppure il recupero della struttura in ambito sociale. Ci sarebbe da sbizzarrirsi».
Trent’anni di abbandono
L’albergo fu costruito negli anni Sessanta: un edificio per le camere – erano 75 – ed un altro con bar, ristorante, saloni per banchetti e, nel seminterrato, il «Night La Lanterna» probabilmente più conosciuto dell’hotel (e poi smantellato e trasformato in centro congressi) oltre a piscina, sauna e appunto campo da tennis.
Nel 1977 le chiavi furono consegnate definitivamente al Ministero dell’Interno. Anni in cui l’albergo macinava incassi e faceva grandi numeri sotto la gestione della Casetta Hotel. Un gruppo che negli anni Ottanta dava lavoro a un centinaio di persone. Al timone Augusto Casetta, scomparso nell’aprile del 2017 a Rimini a 79 anni. Augusto Casetta aveva vissuto a Saint-Pierre fino al 1993. Ovvero fino alla chiusura del Lanterna, quello che tanti ancora oggi chiamano «Hotel Casetta».
Insieme a quello, negli anni d’oro, il suo gruppo gestiva pure il Dujany a Nus, l’Hotel Fey a Quart, il Monte Rosa a Verrès e altre due strutture a Rimini e a Lido di Savio, terra d’origine dei Casetta.
Augusto Casetta era molto conosciuto anche per il suo impegno nello sport. Dapprima nel ciclismo, collaboratore del Cicli Lucchini, oltre che appassionato praticante. Poi dirigente nel calcio, a metà degli anni Ottanta, ai vertici di quell’Aosta Calcio 1911 che, guidata da Emilio Bertona, nella stagione 1990-91 guadagnò la promozione in serie C2. Poi sponsor della pallamano femminile, coinvolto nel movimento – allora importantissimo nella nostra regione – da Osvaldo Cardellina.
Anni in cui il complesso del Lanterna divenne conosciuto dai tour operator in Italia, Francia e Svizzera e si specializzò nell’accoglienza di gruppi e nei brevi soggiorni, mentre il ristorante era ormai un punto di riferimento per i valdostani che vi organizzarono pranzi di nozze e feste.
Il 1993 fu l’anno della chiusura. Poi saccheggi, distruzione, incendi e l’oblio. Una lunga diatriba legale ha visto opposti Regione e Ministero sulla proprietà, anni di degrado e abbandono, senza dimenticare le periodiche occupazioni abusive. Nel 2008 un’altra tappa importante. La proprietà, il Ministero dell’Interno appunto, «considerando lo stato di fatiscenza e vetustà dell’immobile in questione che rende antieconomica la gestione», decide di vendere all’asta l’intera struttura. L’Amministrazione regionale non è d’accordo e presenta ricorso al Tar del Lazio per l’annullamento del bando d’asta pubblica, il quale però, stabilendo la giurisdizione del giudice ordinario, passò la causa al Tribunale di Torino, dove la sentenza di primo grado fu a favore della Regione.
Il contenzioso
Respingendo il ricorso della Regione Valle d’Aosta contro il Ministero dell’Interno, la Corte di Cassazione nell’estate del 2020 aveva confermato la sentenza con la quale, nel maggio 2017, la Corte d’Appello di Torino aveva stabilito che la struttura immobiliare dell’ex Hotel Lanterna di Saint-Pierre è di proprietà dello Stato. In Appello i giudici avevano sancito la proprietà dello Stato in quanto l’immobile era parte della Riserva Fondo U.n.r.r.a. (United Nations Relief and Rehabilitation Administration), «costituita in attuazione dell’Accordo internazionale 8 marzo 1945»: quindi l’edificio era «assoggettato a vincolo di destinazione non disponibile dallo Stato, e perciò non può rientrare tra i beni patrimoniali che l’articolo 6 dello Statuto di autonomia attribuisce alla Regione». Nel 2015 la trasformazione dell’hotel in hub per migranti era stata inserita nella roadmap presentata dal governo all’Unione europea nell’ambito dell’Agenda europea sulla migrazione. Poi non se ne fece più nulla.
Cristiano Florio

