Alta Valle

LA PROPOSTA DI HENRY TRUCHET PER DECIDERE IL FUTURO DELLA TRATTA

Un referendum per la Aosta-Pré-St-Didier

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PRÉ-SAINT-DIDIER (gre) E’ un argomento che resta sempre d’attualità il destino – la riattivazione? – della tratta ferroviaria Aosta-Pré Saint-Didier.

Tra uno dei più convinti sostenitori della bontà di questa linea vi è Henry Truchet, 71 anni, socio onorario della Società delle guide alpine di Courmayeur, tour leader di Viaggi Avventura, oltre che Istruttore Camel Trophy.

«La Valle d’Aosta ha bisogno di una mobilità moderna, pulita ed efficiente – afferma Henry Truchet -, poiché il treno tutela l’ambiente, riduce le emissioni e offre ai residenti e ai turisti un modo sostenibile di vivere la nostra montagna. La gomma non potrà mai garantire questa stessa “visione del futuro”, pertanto smantellare la tratta ferroviaria per sostituirla con autobus su gomma e nuove costruzioni è una scelta che rischia di pesare sulle future generazioni».

Quindi? «Su decisioni così strategiche la parola deve tornare a chi questi luoghi li vive ogni giorno: i valdostani e tutti coloro che hanno scelto, investito e amano la nostra regione per la qualità di vita. Il mio pensiero e quello di tanti valdostani che la pensano come me – continua Henry Truchet -, è quello di di organizzare un referendum, unico strumento idoneo per far sentire la voce dell’intera comunità, senza colori politici o interessi di parte, ma solo per il bene del nostro territorio. Credo che oggi, più che mai – evidenzia Henry Truchet- le persone siano stanche delle solite etichette, destra sinistra e centro, perché se una scelta politica è sbagliata, a pagarne le conseguenze siamo sempre e solo noi».

«Le tratte minori non sono solo ‘rami secchi’ ma presidi contro lo spopolamento delle aree interne. Non esistono opere a costo zero, ma esistono le spese per lo smantellamento della tratta, per la gestione e l’integrazione dei bus e i loro impatto ambientale, per la sicurezza che ricadrebbe comunque sulla pianificazione della Regione. Una ferrovia chiusa porta con sé costi nascosti, più traffico automobilistico, maggiore usura delle strade con l’isolamento dei piccoli paesi che ora si stanno svuotando non solo per mancanza di servizi essenziali. Un treno affidabile invece permetterebbe la sopravvivenza di questi comuni con un pendolarismo sostenibile. Smantellare la linea sarebbe un errore strategico irreversibile. La ferrovia c’è, la sede protetta esiste e i binari, anche se necessitano di ammodernamento, rappresentano un patrimonio infrastrutturale che oggi ricostruire da zero costerebbe un patrimonio».

Nel 2027 saranno 100 anni dall’inizio dei lavori – iniziati nel 1927 – per la realizzazione della Aosta/Pré-Saint-Didier.

Un secolo fa dunque si volle unire il capoluogo all’Alta Valle con una linea elettrificata all’avanguardia. Oggi, nel 2026, mentre l’Europa investe sulla transizione ecologica e sul turismo lento, la politica si trova davanti ad un bivio: decretare la morte definitiva della tratta o farne il pilastro della mobilità futura.

Come rimediare? «La Regione ha la possibilità di far valere la propria autonomia per acquisire l’intera infrastruttura e governarla con una visione moderna. Celebrare il suo centenario nel 2027 non deve significare l’inizio di un funerale infrastrutturale ma l’inaugurazione di una nuova era. Pertanto – conclude Henry Truchet -, non smantelliamo il futuro della Valle d’Aosta».

Roberto Guscelli