COGNE (mb1) «Non abbiamo ancora ricevuto un euro, mentre chi non ha subito danni alle strutture è stato, in alcuni casi, profumatamente risarcito». A lanciare il grido di allarme – rinfocolando le polemiche su come sono stati gestiti i fondi post alluvione di fine giugno 2024 – è Luciana Bertolini del campeggio Gran Paradiso, a Valnontey di Cogne. Secondo Luciana Bertolini, l’errore di fondo che è stato commesso dal Governo nazionale e dal Ministero del Turismo è stato quello di pensare alle mancate entrate delle attività del settore ricettivo e della ristorazione – costrette a chiudere nello scorso mese di luglio – senza dare la giusta attenzione alle aziende che avevano subito danni materiali. «I soldi pare che ci siano – aggiunge Luciana Bertolini – ma non vogliono o non possono liquidarceli. Anche l’Adava (l’associazione che raduna gli operatori della ricettività della nostra regione, ndr) sta seguendo la vicenda con noi. La mia preoccupazione è non ricevere nulla. Ad oggi per riparare i guasti che l’alluvione ha causato alle strutture della mia azienda abbiamo già speso molto e temiamo anche di non riuscire a saldare tutti i conti che abbiamo in sospeso con chi ha lavorato da noi per consentirci di rimetterci al servizio degli ospiti». Il campeggio Gran Paradiso ha subito danni per oltre 230mila euro.
«Abbiamo già sostenuto e pagato circa 30mila euro per realizzare i lavori di ripristino delle zone colpite dall’alluvione del giugno scorso – racconta Noemi Broccard che gestisce il campeggio Lo Stambecco, sempre a Valnontey, spese intorno ai 40mila euro. – Trovo incomprensibile che chi come noi ha subito danni alle infrastrutture stia ancora aspettando qualsiasi risarcimento». I fondi per queste società sono stati effettivamente stanziati dal Governo, ma non ancora liquidati per questioni meramente burocratiche. «I soldi ci sono e sono disponibili ma è il Ministero del Turismo che non ha ancora espletato tutte le formalità necessarie per liquidarli ai destinatari» commenta Luigi Fosson presidente dell’Adava. «Il ritardo in un primo momento era dovuto alla necessità di certificare i danni subiti, quantificandone gli importi e all’accertamento che nessun altro ente, come ad esempio la Protezione civile, non avesse già liquidato degli indennizzi. La Regione non ha alcuna competenza su questo iter». Precisazione necessaria, dice ancora Luigi Fosson, per smentire le voci che circolano a Cogne, e non solo, secondo le quali sarebbero gli uffici regionali valdostani ad avere bloccato l’erogazione dei risarcimenti.
Fabio Marongiu



