AOSTA (zgn) Domani, domenica 12 ottobre, gli aostani sceglieranno il loro sindaco dopo una campagna elettorale che ha avuto sicuramente toni accesi, ma senza i veleni di 5 anni fa quando a sfidarsi per la fusciacca furono Gianni Nuti e Giovanni Girardini. In base all’estrazione a sorte, effettuata dall’Ufficio elettorale circondariale, l’ordine sulla scheda elettorale del turno di ballottaggio sarà il seguente: avranno il numero 1 le candidature di Raffaele Rocco, a sindaco, e di Valeria Fadda, a vicesindaco, espresse dalla coalizione autonomista-popolare-democratica (Rev-, Stella Alpina/Rassemblement Valdôtain, Partito Democratico/Psi/+Aosta, Pour l’Autonomie, Union Valdôtaine), mentre avranno il numero 2 le candidature di Giovanni Girardini, a sindaco, e Sonia Furci, a vicesindaco, sostenute dalla coalizione di centrodestra (Lega Vallée d’Aoste, Forza Italia, La Renaissance Valdôtaine, Fratelli d’Italia).
Sfida al fotofinish
Sicuramente quella del ballottaggio sarà una sfida all’ultimo voto, come annunciato dai risultati del primo turno. Infatti la coalizione che sostiene Raffaele Rocco sindaco con vice Valeria Fadda ha superato ma di poco quella tra Lega, Forza Italia, La Renaissance Valdôtaine e Fratelli d’Italia che punta su Giovanni Girardini sindaco e Sonia Furci vice sindaco. Il totale di voti di lista per agli autonomisti di centro con i progressisti è 6.737, esclusivamente ai candidati sindaco e vice sindaco 340, per complessivi 7.077 voti pari al 45,29 per cento. Il blocco di centrodestra ha ottenuto 6.002 voti, con 668 voti esclusivamente per i candidati sindaco e vice sindaco, per un totale di 6.670 voti, pari al 42,69 per cento. Insomma, le 2 coalizioni sono separate da appena 407 voti equivalenti a meno di 3 punti percentuali. Scorrendo in dettaglio i risultati delle singole liste delle 2 coalizioni, Rev- ha totalizzato 529 voti (3,62 per cento), Stella Alpina Vallée d’Aoste – Rassemblement Valdôtain 1.173 (8,02 per cento), Federalisti Progressisti Valle d’Aosta – Pd – +Aosta – Psi 2.114 (14,46 per cento), Pour l’Autonomie – 560 (3,83 per cento) e Union Valdôtaine 2.361 (16,15 per cento). Sull’altro fronte, la Lega ha ottenuto 1.004 voti (6,87 per cento), Forza Italia 1.822 (12,46 per cento), La Renaissance Valdôtaine 1.799 (12,31 per cento) e Fratelli d’Italia 1.377 (9,42 per cento). Insomma, il peso specifico maggiore nell’alleanza tra autonomisti e progressisti vede in testa l’Uv – benché abbia ottenuto 571 voti in meno rispetto alle Regionali (2.361 a fronte di 2.932), ragion per cui è plausibile che una parte degli unionisti abbia preferito Giovanni Girardini – tallonata dal Pd, staccato di meno di 250 voti, con comunque una buona performance di Stella Alpina – Rassemblement Valdôtain mentre sono quasi pari Pour l’Autonomie e la lista civica Rev-. Nel centrodestra la locomotiva è Forza Italia davanti per un soffio a La Renaissance Valdôtaine, più lontani Fratelli d’Italia e soprattutto la Lega che anche alle Comunali di Aosta non ha raggiunto gli obiettivi sperati come alle Regionali.
Lo spettro dell’astensionismo
Un quadro su cui si allunga lo spettro dell’astensionismo. Domenica 28 settembre a fronte di 28.590 aventi il diritto al voto, lo hanno espresso solo in 16.480, ovvero il 57,64 per cento (per la cronaca la schede bianche sono state 328, ovvero l’1,99 per cento, e quelle nulle 524, perciò il 3,18 per cento). Nel 2020 (le elezioni si svolgevano su 2 giornate) l’a ffluenza finale per il rinnovo del Consiglio comunale di Aosta era stata del 64,22 per cento, pari a 18.282 votanti. Quindi se è logico che la coalizione che propone Raffaele Rocco e Valeria Fadda spera in un’affluenza al voto più alta dei suoi elettori, oltre a ipotizzare di recuperare per motivi di affinità politica i voti delle liste di Alleanza Verdi Sinistra (1.073, pari a 7,34 per cento) e di Valle d’Aosta aperta (806, ovvero il 5,51 per cento), è scontato che pure l’asse a favore di Giovanni Girardini e Sonia Furci cercherà di convincere a recarsi alle urne quella parte del suo elettorato che al primo turno le ha disertate.
Cinque anni fa
Mettendo a confronto le elezioni di quest’anno e quelle del 2020, se 5 anni fa il centrodestra si fosse presentato in coalizione avrebbe vinto al primo turno dato che avrebbe superato il 50 per cento più 1 dei voti con Giovanni Girardini e Roberta Carla Balbis al 24,31 per cento, la Lega al 20,03 per cento e l’alleanza tra Forza Italia e Fratelli d’Italia che incassò il 12 per cento: la somma supera il 56 per cento. Quest ’anno la coalizione è stata fatta però l’obiettivo non è stato raggiunto, almeno non al primo colpo, con La Renaissance al 12,31 per cento, la Lega al 6,87 per cento, Fratelli d’Italia al 9,42 e Forza Italia al 12,46 per cento. Per quanto riguarda la coalizione di Union Valdôtaine, Autonomisti di Centro, Pd e Rev-, che complessivamente ha raggiunto il 45,29 per cento, se fosse stata inclusa Alleanza Verdi Sinistra – che era disponibile ad aggregarsi e da sola ha ottenuto il 6,87 per cento sul totale dei voti – almeno sulla carta non sarebbe stato necessario il ballottaggio.


