Aosta

Italo Tagliaferro, l’anima dello storico Caffè Deorsola

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AOSTA (mpl) Quando i bar ad Aosta erano ancora aperti la sera e non esistevano gli “happy hour” al Deorsola si ritrovavano i tifosi del Torino Club, gli affezionati del centro e un bel gruppo di giovani che, insieme a giocatori più esperti, scendeva nell’interrato per misurarsi al tavolo di uno dei tre biliardi. All’epoca oltre al Cral della Cogne erano numerosi i locali, anche del centro, dove si trovavano i biliardi, come il Ruitor, il Nazionale, il Narbonne. Quando arrivava l’ora di chiusura Italo Tagliaferro faceva la sua comparsa scendendo la scala, bastava un’occhiata e tutti capivano che ora di andare, così disciplinatamente si concludevano le partite e si passava alla cassa a saldare i conti.

Italo Tagliaferro era un uomo che emanava rispetto, dai ragazzi come dagli adulti. Un uomo di poche parole, all’apparenza burbero, che aveva comunque scelto per lavoro di stare in mezzo alla gente. Nato il 20 settembre del 1935 alle Case Giacchetti del Quartiere Cogne, papà Giuseppe operaio alla Cogne e mamma Adele, originari di Lonigo, finita la guerra e le scuole elementari si era impegnato in piccoli lavoretti. Poi la voglia di indipendenza lo aveva visto partire sedicenne per Alba, cameriere in un ristorante, quindi il ritorno all’Hotel du Parc di Saint-Vincent, sempre in sala, per approdare al mitico Postiglione di Aosta, ristorante pizzeria rifugio dell’allora popolo della notte.

E’ qui che nel 1960 conosce Ilva Vauthier di Rhemes-Saint-Georges, che sposa l’anno seguente e che diventerà il completamento della sua vita, coppia molto affiatata, genitori di Giorgio dal 1963 e Maurizio dal 1964. Pur con i bimbi piccoli la voglia di progredire spinge Ilva e Italo verso le prime gestioni, iniziano a Torino, passano a Saint-Vincent da un altro locale famoso, il Bar Funicolare vicino alla chiesa, arriva il Ruitor di piazza della Repubblica, segue il trasferimento in un altro locale simbolo dell’Aosta di quegli anni, il Bar Sport.

La loro rincorsa si ferma nel 1970 al Caffè Deorsola, gestito prima di loro dall’indimenticato Italo Deorsola, vecchio cuore granata, che ne aveva fatto la sede del club cittadino del Toro. Il Caffè Deorsola, allora come oggi, di fronte al Palazzo regionale che però ospitava ancora praticamente tutti gli uffici dell’Amministrazione regionale, prima del loro decentramento. In particolare l’Assessorato dell’Agricoltura era una miniera di clienti, che il Deorsola divideva con il vicino Bar de la Vallée, un via vai continuo, dalle prime ore del mattino – l’apertura toccava di prassi a Ilva – fino a tarda sera, con la chiusura che spettava ad Italo.

Centinaia di clienti ogni giorno e, oltre ai mille caffè dal mattino al dopo cena, il vino di qualità rimaneva il prodotto più desiderato, così che Italo Tagliaferro partecipò ai primi corsi da sommelier insieme ad Arturo Allera di Cogne, Mauro Bertin di Etroubles, i fratelli Fulvio (primo presidente dal 1971 dell’associazione valdostana) e Ugo Casale di Saint-Christophe ed Etto Margueret di Signayes, diventando un professionista del settore, tanto che il Caffè Deorsola in breve venne considerato uno dei migliori, se non il migliore, bar della città.

Italo Tagliaferro a cinquant’anni ebbe il coraggio di fermarsi. Si confrontò con la sua Ilva, insieme nel 1984 avevano acquistato una casa sulla collina di San Teodoro in Sardegna e decisero di passare la mano ai loro ragazzi. Era il 1985, Giorgio “Giò” aveva ventidue anni, Maurizio “Mao” ventuno.

Oggi il Caffè Deorsola è ancora uno dei locali più amati di Aosta, per generazioni di giovani è rimasto il luogo dei ricordi dell’adolescenza, così come Italo il burbero di poche parole e la solare Ilva, che da San Teodoro tornavano spesso per dare una mano ai figli e anche semplicemente per incontrare i fedeli clienti, trascorrendo l’estate a Coveyrand di Saint-Georges.

Gli stessi clienti diventati amici che nel pomeriggio di lunedì scorso, 5 maggio, al cimitero di Aosta hanno accompagnato la cerimonia di commiato, dopo che Italo si era spento il venerdì precedente a Aymavilles, nella Casa Famiglia.