AOSTA (fci) Nella serata di mercoledì scorso, 3 settembre, il Théâtre de la Ville ha ospitato il comizio di apertura della coalizione autonomista progressista formata da Union Valdôtaine, Pd, Psi e +Aosta, Pour l’Autonomie, Stella Alpina- Rassemblement Valdôtain e REV- presentando le 5 liste e i 124 candidati che sosterranno la candidatura di Raffaele Rocco sindaco e Valeria Fadda vice per il Comune di Aosta. Era presente anche il sindaco uscente Gianni Nuti, che consegna «una città in trasformazione»: «Dovete montare su un cavallo in corsa, perché ogni organismo vivente evolve, ma se lo vuole». Per quanto lo riguarda, Gianni Nuti parla di agire «non ideologico, ma pragmatico» e di «atti tangibili per rendere l’uomo sempre più umano», invitando a non parlare di una città «grigia, sporca e zozza» e a non governare «con rabbia, ma con pazienza e dedizione». Gianni Nuti lascia ai candidati una città «bella, ricca e accogliente» chiedendo loro di «svilupparla ulteriormente» e mette in guardia dal «narcisismo patologico» e da chi punta a «far diventare la città una grande monarchia onnipotente, minando le radici della democrazia».
Per il candidato sindaco Raffaele Rocco le elezioni sono «il cuore della democrazia, che chiama i cittadini a decidere il proprio futuro». Si prepara a «raccogliere un testimone» e invita a «fare una scelta, non tra me e Valeria e i competitors ma per una città nuova, moderna e sempre più viva, sul solco di quanto fatto da chi ci ha preceduto». «L’individualismo sfrenato di chi pensa solo a se stesso, lo lasciamo alla controparte».
Quindi il programma: «Portare avanti i tanti progetti per riqualificare quartieri e frazioni della città», l’abbattimento delle barriere architettoniche e l’opportunità di coniugare l’uso di mezzi privati, pubblici e bici. Poi entra nel dettaglio, a cominciare da piazza della Repubblica, protagonista di «un progetto di riqualificazione lungimirante, che sarà portato avanti puntando a connettere la zona con il Quartiere Cogne e a rivedere alcune abitudini».
Turismo: per Raffaele Rocco, Aosta è una città «già attrattiva, ma che deve continuare a svilupparsi, evitando le distorsioni dell’overtourism», e guardando a Pila e al Gran Paradiso. Promette poi la nascita dei consigli di quartiere e gli incontri della Giunta sul territorio.
La candidata vice sindaca Valeria Fadda tiene a segnalare il «buon punto di partenza lasciato dai predecessori, ma vogliamo fare di più e meglio», pensando in particolare ai quartieri periferici, alle frazioni e ai più deboli. Così il welfare è tra le priorità, con l’ampliamento di servizi domiciliari, co-housing e altre opere necessarie per evitare l’isolamento con la collaborazione, o co-progettazione, di cooperative e terzo settore. Non poteva mancare l’argomento Arco d’Augusto, «che in futuro sarà totalmente pedonale, arrivando a comprendere l’area fino al Puchoz, ma che per ora necessita di misure contingenti, finché ci saranno i grossi cantieri nelle zone limitrofe». Il Parco Puchoz: rimarrà tale «visto il successo, ma che ha bisogno di osare di più: zone d’ombra, fontane, impianti per aprirlo alla città e agli eventi».
Il commercio: «So quanto sia difficile fare commercio, ma è ciò che rende vivi quartieri e strade: meno burocrazia, più sostegno diretto, un piano contro la desertificazione e parcheggi di prossimità». Per quanto riguarda la sicurezza Valeria Fadda vede una città «sicura non perché blindata, ma perché non lascia indietro nessuno».
Durante il comizio hanno preso la parola anche i segretari di partito. Luca Tonino (Pd) svela che «Secondo le storie che girano, noi saremmo il vecchio, i conservatori, mentre chi si presenta per l’ennesima volta con l’uomo solo al comando sarebbe la novità. La lettura è falsa e noi rispondiamo con un forte spirito di comunità». Aldo Di Marco (Pour l’Autonomie) parla di un programma in grado di «coniugare esperienza e innovazione»: «sarò una voce fuori dal coro, ma ci sono ancora parecchie criticità per rendere la città sempre più attrattiva e a misura di cittadino». Per Ronny Borbey (Stella Alpina) la coalizione punta a «un’Aosta diversa da quella voluta dai nazional popolari. Una città alpina e universitaria. Non vogliamo farvi vedere il video della buca, puntiamo a risolverla con soluzioni decisive».
L’assessore uscente Samuele Tedesco, portavoce della lista civica REV-: «Ai giovani dicono che bisogna aspettare il proprio turno, ma nella politica non conta l’età, ci vuole il coraggio». Infine Joël Farcoz, presidente dell’Union Valdôtaine: «La città deve dialogare con il mondo, essere capitale dell’Autonomia, delle competenze, dei servizi e deve essere cuore e valore aggiunto della Regione. A chi affidereste una città del genere? Credo che non si possa che affidare a due persone capaci e competenti».

