EMARÈSE (qdn) Mangiare alla Trattoria Da Anna a Erésaz è sempre stato come fare un viaggio nel tempo. Ci si ritrovava a casa della nonna, con la polenta a cuocere sulla stufa, i mobili di legno pieni di oggetti, le fotografie alle pareti, sulla tavola un piatto con un bel pezzo di Fontina e salame tagliato a fette spesse.
Tra quelle mura il tempo si era fermato e i sapori erano quelli di una volta. A lavorare instancabilmente dietro i fornelli per oltre 50 anni c’è stata Anna Maria Novallet. Una donna forte, determinata e generosa, che aveva aperto il ristorante il 1° marzo del 1967. Lo stesso giorno – sabato scorso, 1° marzo – ha chiuso gli occhi per sempre nel suo letto, all’età di 86 anni, e con lei se ne va un pezzo di storia non solo di Emarèse ma di tutta la Valle d’Aosta.
Anna Maria Novallet, per tutti semplicemente Anna, aveva le radici ben piantate su quel magnifico balcone naturale che è Emarèse. Prima figlia di Pietro Novallet di Chassan – noto come “Pidrin”, reduce della campagna di Russia e minatore nella cava di amianto di Emarèse – e di Olimpia Cretier di Sommarèse, era nata il 25 marzo 1938.
Dopo di lei avevano visto la luce i fratelli Germano – vincitore di 3 campionati primaverili e altrettanti autunnali di tsan (5 con l’Emarèse e 1 con l’Emarèse-Montjovet) -, Ermenegildo e Giuseppe, quest’ultimo l’unico ancora in vita.
La giovinezza è stata segnata dai lavori della campagna in famiglia, ma anche nelle vigne in Svizzera. Dopo aver superato la prova di inserimento a Torino, fu assunta alla fabbrica Fera di Saint-Vincent, poi lavorò anche per un paio di anni alla panetteria Aiolfi, sempre a Saint-Vincent.
Nel 1965 si sposò con Pasqualino Thuegaz di Cillian di Saint-Vincent e lo stesso anno nacque il loro primo figlio Egidio, seguito nel 1968 dall’altro figlio Paolo. Era il 1° marzo 1967 quando Anna aprì per la prima volta il ristorante a Erésaz, nella casa dove già esisteva un locale di famiglia fin dal 1940.
Pasqualino lavorava alla Montefibre e dava una mano solo nel tempo libero, così l’anima del locale è sempre stata lei, anche se per molti il ristorante – che formalmente si chiama Trattoria Alpina – ancora adesso è conosciuto con il nome Da Pasqualino, oltre che Da Anna.
L’accoglienza era spartana, senza fronzoli, si mangiava quello che c’era: e d’altra parte non poteva esistere un menu a casa della nonna. Non mancavano mai il formaggio e i salumi, i peperoni in agrodolce, la pasta al pomodoro, la polenta e le patate lesse. Soprattutto Anna era famosa per i suoi secondi di carne: lo spezzatino, la salsiccetta, l’arrosto e il coniglio.
Quando la Montefibre ha chiuso, il marito Pasqualino è stato presente nel locale in modo più continuativo, prima di mancare nel 1998. Così l’attività è proseguita con lei, 365 giorni all’anno, e poi con il figlio Egidio a darle una mano negli ultimi anni e – questa è la speranza di tutti – a portare ora avanti questo patrimonio dell’accoglienza valdostana di una volta.
Persona forte, con un carattere anche duro, era al contempo straordinariamente generosa. In paese era conosciuta pure come “l’infermiera”, perché si prestava sempre a fare le iniezioni a chiunque ne avesse bisogno. Fino a quando la salute glielo ha concesso, ha avuto la passione del cucito.
I funerali di Anna Maria Novallet sono stati celebrati mercoledì scorso, 5 marzo, nella chiesa parrocchiale di San Pantaleone a Emarèse. Oltre ai figli Egidio e Paolo e al fratello Giuseppe, lascia i nipoti Devin, Elisa, Harry, Chiara e Thierry.

