AOSTA (zgn) Sono stati disposti gli arresti domiciliari per Marino Rodio, 29 anni, residente nel Quartiere Cogne di Aosta, accusato di resistenza a pubblico ufficiale dopo aver aggredito un ispettore di Polizia. I fatti sono avvenuti martedì scorso, 21 ottobre, in un bar di Corso Battaglione Aosta, nel capoluogo regionale. Marino Rodio si trovava nel locale ed appariva visibilmente alterato.
L’ispettore di Polizia, notato che l’uomo stava infastidendo una cliente, si è avvicinato, qualificandosi, per un controllo. L’uomo ha reagito sferrandogli un pugno al volto. Visitato al Pronto soccorso dell’Ospedale di Aosta, all’ispettore sono state riscontrate contusioni non gravi. Il 29enne è stato quindi condotto negli uffici della Questura, per accertamenti, e poi posto agli arresti domiciliari.
La mattina di giovedì scorso, 23 ottobre, si è svolta al Tribunale di Aosta l’udienza di convalida. Il giudice si è riservato la decisione sul fermo, l’accusa era rappresentata dal pubblico ministero Giovanni Roteglia. Pertanto Marino Rodio, che ha un avvocato d’ufficio, resta per ora agli arresti domiciliari nell’alloggio di edilizia popolare del Quartiere Cogne intestato alla madre.
In una nota la Questura spiega che l’uomo «Si sarebbe reso protagonista di una considerevole serie di minacce, aggressioni e danneggiamenti». Secondo la Polizia «In un crescendo esponenziale di comportamenti antisociali, intensificatisi nelle ultime settimane, il giovane si sarebbe reso responsabile di danneggiamenti su autovetture in sosta, nonché di molestie e aggressioni ingiustificate consumate nei confronti di persone sconosciute, incontrate casualmente, ingenerando pericolo per la sicurezza pubblica».
Nei confronti dell’uomo è stato «Emesso dal Questore l’avviso orale: misura di prevenzione con la quale il soggetto, veniva invitato a tenere una condotta di vita conforme alla legge». Le indagini della Polizia e dei Carabinieri sono tutt’ora in corso «Per valutare la riconducibilità al soggetto di altre condotte criminose poste in essere nelle ultime settimane».
Il comportamento di Marino Rodio aveva destato viva preoccupazione tra i residenti del Quartiere Cogne e aveva spinto il Comitato di quartiere “Una casa per tutti” a rivolgersi alle istituzioni per chiedere interventi urgenti.
