AOSTA (zgn) Per due alpinisti tedeschi bloccati sul Gemello del Breithorn, nel gruppo del Monte Rosa, la salvezza è arrivata alle luci dell’alba di ieri, venerdì 22 agosto: con un’operazione lampo l’elicottero del Soccorso Alpino Valdostano, decollato alle 5.30 è riuscito a raggiungerli in pochi minuti, trasportandoli subito a valle per trasferirli all’Ospedale di Aosta. I 2 alpinisti sono sopravvissuti a una notte a -7 gradi centigradi, in una buca scavata nella neve a 4.000 metri di altitudine. I due alpinisti tedeschi, di 34 e 44 anni, salvati sul Monte Rosa ora stanno bene e dopo i controlli di routine sono stati dimessi.
«Non avevano traumi, né problemi legati alla quota o al freddo, come l’ipotermia o il congelamento», spiega il dottor Guido Giardini, responsabile del centro di medicina di montagna di Aosta. «Erano ben equipaggiati con indumenti tecnici, -prosegue Guido Giardini – hanno scavato una buca nella neve: è il modo migliore per non far scendere troppo la temperatura. E poi non hanno dormito: in quelle situazioni ci si scalda a vicenda».
L’allarme alla Centrale unica di soccorso di Aosta è scattato giovedì pomeriggio. Sono stati gli stessi alpinisti in difficoltà a telefonare: impegnati nella discesa dalla parete, al confine tra Italia e Svizzera, sono stati bloccati da un problema tecnico alla corda, rimasta pinzata alla roccia. «Il tratto in cui si trovavano non è difficile, ma abbiamo preferito suggerire loro di stare fermi e di mettersi in sicurezza e al riparo, nel frattempo ci saremmo organizzati per andarli a prendere», riferisce Paolo Comune, direttore del Soccorso Alpino Valdostano che ha coordinato le operazioni di recupero.
Però non è andato tutto liscio: una violenta perturbazione si è bloccata sul Monte Rosa e per alcune ore ha reso la montagna inavvicinabile per l’elicottero. Gli uomini del Soccorso Alpino con i finanzieri del Sagf hanno comunque tentato di raggiungerli a piedi, ma il loro percorso è stato sbarrato da una valanga staccatasi da un ripido canale. «A quel punto ho dovuto decidere di sospendere temporaneamente le operazioni: proseguire sarebbe stato troppo pericoloso per i soccorritori e per i due alpinisti», precisa Paolo Comune.
In attesa di una schiarita, l’operatore della centrale è rimasto in contatto telefonico con i due tedeschi suggerendo la tecnica della buca nella neve.
Invece domenica 17 agosto Davide Migliorino, classe 1989, nato a Cavenago di Brianza e residente a Treviglio, in provincia di Bergamo, è morto questa mattina, sulla Cresta del Brouillard, nel massiccio del Monte Bianco, a 4.030 metri di quota. L’uomo insieme a due compagni seguiva il percorso in cresta: lui era il primo e procedevano slegati. Arrivato a un punto in leggera discesa, ha preso con la mano una lama di roccia ampia che ha ceduto probabilmente perché, con mancato rigelo e temperature alte, è meno stabile. Migliorino è precipitato per circa 100 metri, nei pressi del Col Emile Rey, ed è stato recuperato dal Soccorso Alpino Valdostano. La salma è stata trasportata a Courmayeur.
