GIGNOD (fci) Trentadue bovini, tra manzi e vitellini, sono precipitati in un dirupo nella notte tra mercoledì e giovedì scorsi, 6 e 7 agosto, a Gignod, tra Montjoux e Rovin. Gli animali, tutti morti, sono finiti nell’Artanavaz dove il torrente si butta nel Buthier, tra Gignod e Roisan.
Le operazioni di recupero sono finite nel primo pomeriggio di giovedì e hanno coinvolto gli uomini del Corpo forestale della Valle d’Aosta e i Vigili del Fuoco con l’ausilio dell’elicottero della Protezione Civile. Saranno gli accertamenti dei Forestali a dover spiegare cosa ha spinto la mandria a dirigersi verso il burrone, dove poi sono precipitati uno a uno.
«Da quello che mi hanno raccontato – spiega la sindaca di Gignod Gabriella Farcoz – i manzi sarebbero stati spaventati, forse da un lupo, e si sarebbero messi a correre finendo così nel dirupo e poi nel torrente».
Non si sbilancia invece Daniele André, l’allevatore di Charvensod proprietario di 20 capi sui 32 morti (gli altri 12 li aveva in affidamento). «Aspetto il verbale della Forestale, a quanto mi risulta verbale “per predazione”, per il resto non azzardo nessuna ipotesi. Anzi mi faccia dire che ho grande rispetto per il lavoro dei Forestali, che si sono dimostrati collaborativi e ci hanno aiutato nella gestione delle carcasse» afferma.
Lo sconforto rimane: «E’ necessario che la politica prenda provvedimenti al più presto, altrimenti questi fatti continueranno a succedere e le aziende chiuderanno. Perchè l’alternativa è tenere gli animali chiusi negli stabilimenti tutto l’anno». Daniele André ha un centinaio di capi in tutto, «Quelli che ho perso sono tutti vitelli di 1 anno, il lavoro degli ultimi 12 mesi. Ho perso un intero ciclo produttivo», all’incirca danni per 30mila euro. «Senza contare la selezione degli esemplari, lavoro che non si può compensare» conclude Daniele André.
