Cronaca

«I pediatri non hanno responsabilità per la morte della piccola Lucie Boch

Ingrandisci la foto: L’ospedale Beauregard di Aosta
L’ospedale Beauregard di Aosta
3 minuti di lettura

AOSTA (zgn) Archiviazione del fascicolo per omicidio colposo a carico di 3 pediatri. A chiederla al Giudice delle indagii preliminari è la Procura di Aosta. I medici erano finiti nel registro degli indagati erano successivamente alla morte, a quasi 3 anni di età, di Lucie Boch, di Saint-Christophe, avvenuta nella notte tra lunedì 10 e martedì 11 giugno 2024 all’Ospedale Beauregard. Il decesso, secondo gli inquirenti, è stato imprevedibile e non ricollegabile ad eventuali errori dei pediatri. I consulenti della Procura – l’anatomopatologo Giovanni Botta e il medico legale Alessandro Marchesi – avevano rilevato «Un’ernia diaframmatica congenita», che non era mai stata diagnosticata prima, in quanto la piccola non aveva mai presentato sintomi fino al giugno scorso.

Dalla consulenza era emerso anche che a causa della patologia la milza e lo stomaco erano spostati nella cassa toracica sinistra e per questo, durante le operazioni di rianimazione, lo stomaco era stato lesionato. Secondo i consulenti della Procura «Vista l’età della bambina questa patologia era del tutto imprevedibile» e i pediatri avrebbero agito correttamente e non ci sarebbero «Condotte critiche a loro imputabili». Di parere opposto, il consulente della famiglia che aveva evidenziato come a suo avviso sarebbe «Bastato un esame strumentale», ovvero un’ecografia, per vedere che gli organi erano spostati proprio a causa dell’ernia diaframmale.

La bimba era stata portata in ospedale nella notte tra domenica 9 e lunedì 10 giugno 2024 per un’indisposizione. Dopo i controlli nel reparto di Pediatria, era stata dimessa e rimandata a casa in quanto ritenuta in buone condizioni. Nel pomeriggio dello stesso lunedì i familiari l’avevano riaccmpagnata in ospedale in quanto l’indisposizione non si era completamente risolta: la piccola continuava a vomitare e ad avere nausea. Era stata quindi sottoposta a nuovi controlli e a ulteriori cure. Per sicurezza era stata tenuta sotto osservazione nella struttura sanitaria. La situazione era precipitata nella tarda serata quando le sue condizioni erano peggiorate fino al decesso per arresto cardiocircolatorio avvenuto nella notte.

Il caso di Lucie ha cambiato le modalità di accesso alla Pediatria del Beauregard. Il padre Jean Pierre infatti aveva raccolto con una petizione online oltre 40mila firme, per chiedere all’Usl di far entrare entrambi i genitori nel reparto. La regola che limita il numero di accessi, per evitare il sovraffollamento, gli aveva impedito di stare vicino alla figlia nelle sue ultime ore di vita.

L’Azienda sanitaria ha modificato la procedura, pur lasciando ai pediatri l’ultima parola in particolari situazioni di rischio infettivo o necessità assistenziali.