AOSTA (zgn) Sui trasferimenti straordinari e urgenti a sostegno dei Comuni colpiti dall’alluvione di mercoledì 16 e giovedì 17 aprile arriva l’impugnativa del Governo. Il Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro per gli Affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli, ha deliberato martedì scorso, 22 luglio, in tal senso perché, come spiega una nota, «Talune disposizioni, eccedendo dalle competenze statutarie e ponendosi in contrasto con la normativa statale in materia di sistema contabile dello stato, coordinamento della finanza pubblica e protezione civile, violano l’articolo 117, secondo comma, lettera e), e terzo comma della Costituzione».
Approvato nel maggio scorso il disegno di legge stanzia 8 milioni di euro di cui 3,3 milioni destinati a Fontainemore, Montjovet, Quart, Doues, e 4,7 milioni per finanziare interventi nei restanti Comuni della Regione colpiti dall’alluvione. Il presidente della Regione Renzo Testolin sottolinea come: «Il provvedimento dello Stato, dalle informazioni in nostro possesso ed in attesa della notifica formale dell’atto di impugnativa con le relative motivazioni, porterebbe a penalizzare di fatto la Regione per la celerità degli interventi emergenziali consistiti nell’anticipazione ai Comuni di risorse regionali necessarie a finanziare i primi lavori di ripristino post calamità. Il Governo, con l’iniziativa sfociata nell’impugnazione della legge da parte del Consiglio dei Ministri, contesta tale procedura che prevede che la Regione possa anticipare urgentemente risorse a favore dei Comuni per le operazioni emergenziali di ripristino delle condizioni di sicurezza e parrebbe paventare la possibilità di non riconoscere sulle stesse alcun rimborso statale nonostante lo stato di emergenza. Tuttavia, procedura analoga era già stata prevista da una precedente disposizione regionale riguardante i trasferimenti straordinari a sostegno degli investimenti degli enti locali colpiti dall’alluvione del 29 e 30 giugno 2024 non contestata dallo Stato».
Il gruppo consiliare Rassemblement Valdôtain, in una nota, evidenzia che «Ancora una volta si afferma una logica centralistica e burocratica, dimenticando che l’unità della Repubblica si regge sul riconoscimento e sul rispetto delle autonomie territoriali, essenziali per garantire coesione e solidarietà. L’impugnativa di una norma nata per dare risposte rapide e concrete ai territori impone una seria riflessione sul futuro dei rapporti tra lo Stato e le Regioni, in particolare quelle a Statuto speciale come la Valle d’Aosta».
Pays d’Aoste Souverain rileva «L’ennesimo attacco all’Autonomia valdostana da parte del Governo centrale!» E aggiunge: «Quest’arroganza statale evidenzia che i partiti italiani sono sostanzialmente contrari all’Autonomia e alla realtà valdostana. A questo punto i movimenti politici autonomisti e dunque i Valdostani devono dare un segnale chiaro che rivendichi il diritto costituzionale alla nostra Autonomia!». Il deputato Franco Manes dichiara: «Non prendiamoci in giro: qui si maschera un’impugnativa con tecnicismi e motivazioni che appaiono tanto tecniche quanto ideologiche, dimenticando il valore dello Statuto speciale della Valle d’Aosta, della propria competenza legislativa, dell’identità culturale di un popolo, quello valdostano. Un’autonomia non più tollerata da uno Stato sempre più centralista».

