Cronaca

L’ondata di furti non si ferma. Nella Plaine ancora alta tensione

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La porta sfondata dai ladri a casa di Cesare Bionaz a Pompiod di Jovençan
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CHARVENSOD (zgn) Non solo a Charvensod ma anche a Gressan e a Jovençan. Dopo l’ondata di furti, che ormai prosegue da decine di giorni, la tensione resta alta e i ladri hanno colpito ancora. E sono tornati nuovamente in azione pure a Fénis.

Luoghi diversi, lo stesso copione. I “topi d’alloggio” agiscono non solo a notte fonda ma anche di pomeriggio. Tentano di entrare nelle case sfondando porte e finestre, se ci riescono arraffano solo oggetti di valore e contanti, altrimenti, quando vengono visti o disturbati, scappano nei prati e nei boschi attorno alle case che prendono di mira.

Come è successo nella notte tra domenica 20 e lunedì 21 settembre a Gressan. Verso l’una del mattino i malviventi hanno tentato un “colpo” nelle abitazioni lungo la strada regionale, prima della chiesa di Chevrot. Però si sono accorti di essere stati scoperti e quindi sono fuggiti nel buio tra i prati circostanti.

Ma altri furti tentati o riusciti si sono verificati a Plan Felinaz e nella parte alta di Charvensod. A questo punto non è un’esagerazione parlare di vera e propria paura tra i residenti che hanno anche organizzato delle ronde. Infatti il timore è, come è già accaduto, che i ladri narcotizzino i cani da guardia ma anche i padroni di casa per poter agire indisturbati.

Non a caso è stata avviata una petizione dai residenti a Pont Suaz di Charvensod, che ha già ottenuto una sessantina di firme, da inviare al presidente della Regione Renzo Testolin, nella sua veste di prefetto, e al sindaco Ronny Borbey, in cui «A seguito dei continui e sistematici episodi di furti verificatisi nelle abitazioni da circa 40 giorni», si chiede «Un risolutivo intervento affinché sia istituito su tale territorio un presidio permanente delle Forze dell’Ordine, con il fine di tutelare la propria sicurezza fortemente compromessa da tali episodi».

In molti, poi, avvertono di fare attenzione se si trovano degli strani simboli vicino ai citofoni: è un modo dei ladri per segnalare dove andare a rubare.

La testimonianza
A subire un furto venerdì scorso, 19 settembre, è stato Cesare Bionaz, maestro di sci e dipendente Cva, che abita a Pompiod, nel territorio di Jovençan, in una casa dove vive con la moglie Erika Piccinelli.

«Siamo usciti per un aperitivo a Aymavilles tra le 18.30 e le 21.20. – racconta Cesare Bionaz – Quando mia moglie è rientrata, ha messo la macchina in garage ed è salita per entrare in casa. La portafinestra, benché dotata di triplo vetro, era stata demolita dai ladri, che comunque prima hanno provato a forzare tutte le finestre. Hanno usato dei picchetti di ferro e una mazzetta da cantiere che hanno trovato vicino a casa e che utilizzo per dei lavori».

C’è però un particolare curioso: i criminali non hanno messo a soqquadro le stanze per cercare qualcosa da rubare. «In camera da letto hanno spostato i vestiti dai cassetti riponendoli ordinatamente sul letto. – prosegue Cesare Bionaz – Cercavano solo soldi e gioielli. Infatti avevano preso pure della bigiotteria che quattro giorni dopo è stata trovata in una vigna poco distante da dove abito. In casa non c’erano contanti ma per esempio c’era una bella macchina fotografica che non hanno toccato. Alla fin dei conti il bottino vale mille euro».

Un furto preceduto da almeno altri due tentativi. «Il giorno prima della “visita” a casa mia – riferisce Cesare Bionaz – sempre a Pompiod, ma nelle abitazioni che sorgono sulla parte di Aymavilles, avevano provato a entrare da un ragazzo che li ha fatti scappare. Non sono riusciti a rubare nemmeno in un’altra casa che è affittata e si trova in mezzo al villaggio».

Cesare Bionaz aggiunge che «Ho sporto denuncia in Questura e vedo che adesso le Forze dell’Ordine sono molto presenti».

Nuovi “colpi” a Fénis
Ma l’ondata di furti non è terminata nemmeno a Fénis, dove era iniziata per poi estendersi in altri Comuni valdostani. Infatti i ladri sono entrati in azione nei villaggi di Miseregne, Corsa e Perron.

A subire un tentativo di furto è stato pure l’ex sindaco Giusto Perron. Martedì scorso, 23 settembre, si è riunito il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presieduto dal presidente della Regione Renzo Testolin che ha «Analizzato la situazione relativa ai furti in appartamento, con particolare attenzione all’aumento di tali reati nei Comuni della plaine di Aosta. I dati esaminati, pur in un contesto generale di contenimento della criminalità predatoria, hanno visto le Forze di Polizia attente a rafforzare ulteriormente le strategie di prevenzione e contrasto di questo specifico fenomeno».

Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza hanno confermato la collaborazione tra di loro per «Assicurare il potenziamento delle attività di controllo del territorio, con un rafforzamento della vigilanza nelle fasce orarie più a rischio e l’impiego mirato di pattuglie nelle aree maggiormente colpite. Sarà mantenuta l’intensificazione dei servizi congiunti e la condivisione degli esiti investigativi finalizzati all’individuazione dei responsabili dei furti in abitazione».

È stata altresì condivisa l’importanza di «Promuovere una stretta collaborazione con i cittadini, nella costruzione di un sistema di sicurezza che ha alla base la tempestiva comunicazione al 112 NUE di ogni informazione potenzialmente utile ad un eventuale sviluppo investigativo (segnalare targhe, persone sospette…), evitando di intraprendere ogni iniziativa estemporanea che possa ostacolare l’attività di prevenzione e repressione».